ASUS Zenbook Duo 2024: doppio schermo, doppia produttività – Recensione
Da anni si parla di portatili dual screen come della prossima grande svolta per la produttività in mobilità, ma nei fatti si è sempre trattato di compromessi più o meno riusciti. O erano troppo ingombranti, o avevano un secondo schermo scomodo, oppure semplicemente non erano pronti per un uso quotidiano vero.
Con questo nuovo ASUS Zenbook Duo 2024 cambia tutto.
Due display OLED da 14 pollici, tastiera staccabile, supporto posteriore integrato e prestazioni solide: il pacchetto è completo, ben costruito e soprattutto funziona. Finalmente non è solo un esercizio di stile, ma un portatile concreto, capace di adattarsi davvero a chi lavora su più fronti.
Il prezzo non è per tutti: si parte da 1.699 € per la versione base, mentre la configurazione che abbiamo provato – con Intel Core Ultra 9, 32 GB di RAM e 1 TB di SSD – arriva a 2.199 €. Ma qui si entra nel territorio dei dispositivi di fascia alta, pensati per professionisti, creatori di contenuti, multitasker e nomadi digitali. E per chi cerca il massimo in termini di flessibilità, potrebbe essere una scelta definitiva.

Asus Zebbook Duo 2024 : Voto 9.0
Zenbook Duo è il primo vero portatile dual screen che riesce a unire forma e sostanza. I due display non sono un esercizio di stile, ma uno strumento concreto per migliorare il multitasking, aumentare la produttività e adattarsi a contesti di lavoro dinamici. Non è leggerissimo né economico, ma è uno dei pochi laptop capaci di offrire davvero qualcosa di diverso, utile e ben realizzato.
Pro
- Due display OLED di altissima qualità, sfruttabili al 100%
- Tastiera magnetica comoda, stabile e ben realizzata
- Software maturo: gestione del multitasking davvero efficace
- Buona autonomia con opzioni di risparmio ben integrate
- Costruzione solida e design funzionale anche in mobilità
Contro
- Manca il lettore di schede SD o microSD
- Audio migliorabile a volumi elevati
- GPU integrata non adatta a carichi grafici pesanti
- Nessuna porta Ethernet, solo wireless
- Peso superiore alla media dei 14” tradizionali
Design, costruzione e tastiera AsusZenbook Duo 2024
Un progetto solido e ben pensato
Lo Zenbook Duo 2024 è un prodotto che punta più alla sostanza che all’effetto wow. Una volta chiuso, sembra un classico ultraportatile da 14 pollici, ma basta sollevare la tastiera magnetica per rivelare il secondo display OLED integrato alla base, pronto a raddoppiare lo spazio di lavoro.
Dimensioni e materiali
Il telaio misura 31,35 x 21,79 cm, con uno spessore che va da 14,6 a 19,9 mm, valori che restano perfettamente compatibili con l’uso quotidiano, anche in mobilità. Il peso è di 1,35 kg per il solo corpo macchina, che diventano 1,65 kg complessivi con tastiera fisica agganciata.
La scocca è realizzata in lega di alluminio anodizzato, con finitura opaca e buona resistenza a graffi e impronte. La rigidità strutturale è ottima: anche sollevandolo da un solo angolo o premendo sui pannelli, non si percepiscono flessioni. Il design mantiene l’identità classica della serie Zenbook, ma introduce uno stand posteriore integrato nel retro del secondo display, che si apre con un gesto e si blocca saldamente, trasformando il dispositivo in una mini workstation portatile.

L’intera architettura – doppio schermo, tastiera magnetica, supporto regolabile – funziona in modo naturale. ASUS ha affinato ogni dettaglio per permettere passaggi rapidi tra le modalità: laptop classico, dual screen, uso verticale o con tastiera separata su scrivania.

Tastiera fisica: stabilità e comfort
La tastiera in dotazione è full-size, retroilluminata e magnetica, con aggancio tramite connettori pogo. Una volta montata, si integra perfettamente nel design, senza giochi meccanici, e si ricarica automaticamente. È utilizzabile anche via Bluetooth, staccata dal corpo principale, il che la rende versatile in scenari d’uso da scrivania.

La scrittura è molto piacevole: corsa da 1,4 mm, ottima risposta al tocco e tasti ben distanziati. È la stessa qualità che ci si aspetta da un top di gamma Zenbook, ma con il vantaggio della modularità. L’unica nota migliorabile è la base liscia: su superfici scivolose manca un po’ di grip, ma non è mai un vero problema nell’uso quotidiano.
Tastiera virtuale e alternative touch
Quando si stacca la tastiera fisica, il secondo display attiva automaticamente una tastiera virtuale, ben disegnata e reattiva. È disponibile anche un tastierino numerico touch, oltre a moduli software intelligenti come la scrittura a mano (con la penna attiva inclusa) o scorciatoie personalizzabili.

Il passaggio tra input fisico e virtuale è fluido e gestito in modo intelligente: il sistema riconosce automaticamente la rimozione della tastiera e propone l’interfaccia adeguata, senza necessità di configurazioni manuali. Una soluzione pensata bene, utile in situazioni rapide o quando si lavora in spazi ristretti.
Porte e interfacce: dotazione quasi completa, senza inutili sacrifici
Nonostante la natura compatta e l’architettura dual screen, lo Zenbook Duo 2024 riesce a offrire una dotazione di porte più completa di quanto ci si aspetti in questa fascia e categoria. Non serve ricorrere subito a un hub, e questo fa una grande differenza nella vita quotidiana.
Disposizione laterale
- Lato sinistro:
- 2x USB-C Thunderbolt 4 (ricarica, dati, uscita video)
- Lato destro:
- 1x USB-A 3.2 Gen 1
- 1x HDMI 2.1 full size
- 1x jack audio combo da 3,5 mm
Tutti i connettori sono disposti con attenzione per evitare ingombri: usando il laptop con tastiera fisica agganciata, anche in ambienti stretti, non si creano interferenze o grovigli di cavi. L’integrazione della HDMI full size è un bel vantaggio per chi fa presentazioni o lavora spesso con monitor esterni, e raramente si vede su portatili così sottili.

Connessioni wireless
- Wi-Fi 6E
- Bluetooth 5.3
La connessione è stabile, veloce, senza interferenze anche in ambienti affollati. Il Wi-Fi 7 non è presente, ma al momento non rappresenta ancora un’esigenza reale per la maggior parte degli utenti. La scelta è giustificata e consente di contenere consumi e compatibilità con le reti attuali.
Cosa manca inASUS Zenbook Duo 2024 ?
L’unico vero assente è un lettore di schede SD o microSD, un dettaglio che avrebbe fatto comodo a fotografi e content creator. Va detto che la maggior parte di questi utenti usa già hub o lettori esterni, ma su un dispositivo così orientato alla produttività una porta in più non avrebbe guastato.
Nessuna porta Ethernet, scelta ormai standard nei laptop ultrasottili, ma che potrà pesare solo in contesti aziendali specifici.
Esperienza d’uso
Durante il test non ho mai sentito il bisogno immediato di un adattatore. Ho collegato monitor, ricaricato lo smartphone, trasferito file da chiavetta USB e usato un mouse Bluetooth senza alcun problema. Il fatto di poter fare tutto questo senza dover sacrificare mobilità o estetica è una dimostrazione della buona progettazione complessiva.
Display Asus Zenbook Duo 2024
Due OLED di altissimo livello, che lavorano insieme (o separati)
È nei display che lo Zenbook Duo 2024 gioca le sue carte migliori. Non solo perché ce ne sono due, ma perché entrambi sono OLED di qualità elevata, praticamente identici per resa, caratteristiche e formato. ASUS ha scelto di non privilegiare uno schermo sull’altro: che si guardi quello “principale” o quello inferiore, la qualità è la stessa. E questo cambia tutto.
Parliamo di pannelli OLED da 14 pollici, in formato 16:10, con risoluzione 3K (2880 x 1800 pixel) e refresh a 120 Hz. Coprono il 100% dello spazio colore DCI-P3, sono calibrati di fabbrica con Delta-E <1 e validati Pantone, quindi pronti per lavorare anche in ambito grafico. La luminosità si attesta intorno ai 400 nit, con picchi più alti in HDR, sufficienti per un uso interno confortevole anche in ambienti molto luminosi.
La resa visiva è quella tipica di un buon OLED: neri profondi, colori saturi ma precisi, ottimo contrasto e grande naturalezza nelle sfumature. Ma più ancora della qualità assoluta, è l’esperienza d’uso a due schermi a fare la differenza.

Puoi usare i due pannelli in tanti modi: come due display separati, ognuno con la propria app, oppure in modalità estesa, come se fosse uno schermo unico in verticale. In quest’ultimo caso, ovviamente, c’è una separazione fisica dovuta alla cerniera centrale, ma è sottile e ben integrata. L’occhio si abitua presto, e con layout come browser sopra e documento sotto o timeline e anteprima in verticale, si lavora davvero comodi.
Il software ASUS ScreenXpert 3 è la chiave di tutto: permette di spostare le finestre tra i due display con drag & drop, salvare layout personalizzati, attivare pannelli rapidi, scorciatoie, e persino configurare il secondo display come area di controllo o tastierino numerico. Una volta presa la mano, si diventa più veloci e organizzati, quasi senza accorgersene.
Guardare contenuti multimediali è altrettanto piacevole: i video in HDR hanno una profondità notevole, e il refresh a 120 Hz rende lo scrolling fluido anche nelle operazioni quotidiane come leggere, scrivere o navigare.

Entrambi i pannelli sono touchscreen, con supporto alla penna attiva ASUS inclusa in confezione. La scrittura a mano è precisa, con una latenza bassa e una buona gestione della pressione. In ambito creativo, o anche solo per prendere appunti o firmare documenti, è un’aggiunta che si fa apprezzare.
Audio
L’audio è affidato a speaker stereo by Harman Kardon, con supporto Dolby Atmos. Il volume è buono e il suono resta equilibrato a livelli medi, ma spingendolo oltre una certa soglia si perde un po’ di definizione. Non è un problema per chi lavora con cuffie o in ambienti silenziosi, ma va tenuto presente.
Visibilità e comfort visivo
All’aperto o vicino a fonti luminose forti, i riflessi si fanno notare, ma restano gestibili. La luminosità massima non è da record, ma sufficiente per un uso semi-professionale. ASUS ha integrato diverse funzioni per proteggere la vista: modalità Eye Care, gestione dinamica del refresh rate, spegnimento automatico del secondo display dopo un certo periodo di inattività. Tutto è regolabile via MyASUS.
Considerazioni d’uso
Ci sono tanti dispositivi con schermo “bello”, ma pochi in cui il display cambia davvero il modo di lavorare. In questo Zenbook Duo succede: la possibilità di organizzare il proprio flusso su due pannelli uguali, con un software che regge il passo, moltiplica le possibilità senza aumentare il caos. E una volta che ci si abitua, tornare indietro a un portatile classico sembra quasi una rinuncia.
Configurazione Asus Zenbook Duo 2024
Tutto gira, senza strafare
Lo Zenbook Duo 2024 che abbiamo messo alla prova è la configurazione più completa attualmente in circolazione: Intel Core Ultra 9 185H, 32 GB di RAM LPDDR5x e 1 TB di SSD NVMe PCIe 4.0. Un comparto di fascia alta che, sulla carta, promette reattività a prova di carichi pesanti. Ma com’è nell’uso vero?
Una piattaforma moderna e ben bilanciata
Il Core Ultra 9 è un processore con architettura ibrida: 16 core, 22 thread, e una struttura interna pensata per bilanciare performance ed efficienza. Ci sono i core ad alte prestazioni, quelli a basso consumo e un NPU dedicato alle funzioni AI. È lo stesso approccio visto su altri laptop con Meteor Lake, ma qui si percepisce un’ottima integrazione tra hardware e software.
Nell’uso concreto, si lavora in scioltezza. Con browser pesanti, multitasking avanzato, editing fotografico o sessioni di scrittura prolungate su doppio display, non ci sono tentennamenti. Il sistema resta sempre reattivo e si gestisce bene anche con un secondo schermo attivo, che a livello di carico non è affatto trascurabile.
La RAM da 32 GB, velocissima (LPDDR5x), consente di lasciare più app aperte senza doverle richiamare ogni volta. E lo storage PCIe 4.0 da 1 TB, oltre a offrire spazio a sufficienza, è rapido nei trasferimenti anche con file pesanti.
GPU integrata: bene per il lavoro, non per tutto
La scheda grafica è la Intel Arc integrata. Va bene per l’accelerazione grafica in ambiente produttivo – pensiamo a Figma, Photoshop, software di montaggio base – ma non è il tipo di GPU che si sceglie per gaming o rendering 3D. Se lavori spesso con Premiere, DaVinci o motori 3D, probabilmente non è il target di questa macchina.
Ma per chi scrive, elabora documenti, modifica immagini, naviga tra mille tab e lavora con tool cloud, è una piattaforma più che all’altezza.
Raffreddamento e rumore
Il sistema di dissipazione è discreto ma efficace: due ventole interne e heatpipe in rame, invisibili all’esterno, ma ben ottimizzati. In situazioni di lavoro leggero le ventole rimangono spente o appena udibili. Anche con attività più spinte (tipo doppio schermo + editing fotografico), la macchina resta fresca e non diventa mai rumorosa.
Durante le giornate di test, mai un blocco, mai una temperatura preoccupante. Siamo sui 45° massimi in zona tastiera, niente di fastidioso nemmeno dopo ore.

Impressioni d’uso Zenbook Duo 2024
Nel mio caso l’ho usato come macchina principale per diversi giorni: Slack, Chrome con 20+ tab, Photoshop aperto, documenti da impaginare e video da esportare. Tutto fluido, anche passando da uno schermo all’altro. La gestione della memoria è impeccabile e Windows non fatica a stare dietro al doppio pannello, segno che la base hardware c’è e lavora in silenzio.
La cosa interessante è che non cerca mai di stupire con numeri da gaming, ma piuttosto di garantire un’esperienza solida e affidabile. E lo fa bene. Il massimo delle prestazioni lo si raggiunge solo in certi scenari, ma per la produttività creativa e “da ufficio avanzato” è una macchina che va dritta al punto, senza fronzoli.
Batteria e autonomia Asus Zenbook Duo 2024
Una giornata quasi sempre assicurata
La batteria integrata è una unità da 75 Wh a 4 celle, una capacità generosa per un portatile da 14″ con due schermi OLED. ASUS ha fatto un buon lavoro di ottimizzazione: la piattaforma Intel Meteor Lake è abbastanza efficiente, e l’intero sistema si adatta in modo intelligente ai contesti d’uso.
Con la tastiera agganciata e un solo display attivo, si lavora senza problemi per circa 7 ore, anche alternando tra browser, Office, mail e app di comunicazione. Attivando entrambi i display e mantenendo la frequenza a 120 Hz, si perde qualcosa ma ci si assesta attorno alle 5-6 ore. Il consumo, tutto sommato, è coerente con la potenza in gioco.
Nelle impostazioni ASUS (tramite MyASUS), si può regolare facilmente il comportamento energetico: attivare il risparmio su uno dei due pannelli, ridurre la luminosità dinamicamente o limitare l’uso della GPU integrata. Funzioni che tornano utili se si lavora a lungo scollegati dalla rete.
Ricarica
L’alimentatore da 65W via USB-C incluso in confezione è compatto e si porta senza difficoltà in borsa. In meno di 45 minuti si arriva al 60%, e una ricarica completa richiede circa 90 minuti. Non è un sistema da ricarica rapida estrema, ma è più che sufficiente per rimettere in piedi la macchina con una breve pausa.

Quanto dura la batteria diASUS Zenbook Duo 2024 ?
Usandolo per una giornata di lavoro mobile, con un po’ di scrittura, cloud, grafica leggera e videochiamate, non ho mai avuto la necessità di cercare una presa al volo. E nel caso, bastano 15-20 minuti attaccati all’alimentatore per guadagnare un paio d’ore di margine. Il profilo bilanciato funziona, e la gestione dei consumi si adatta bene a chi non fa sempre le stesse cose.
Connettività e webcam Asus Zenbook Duo 2024
Solida, completa, senza eccessi
Lo Zenbook Duo 2024 offre tutto quello che serve sul fronte della connettività, con una dotazione moderna e affidabile. ASUS non ha rincorso specifiche superflue, ma ha scelto standard collaudati e stabili, perfettamente in linea con il tipo di utente a cui è destinato il dispositivo.
Rete e wireless
- Wi-Fi 6E: veloce e stabile, anche su reti affollate
- Bluetooth 5.3: nessun problema con mouse, tastiere, cuffie o dispositivi smart
La scelta di non integrare il Wi-Fi 7 può far storcere il naso a chi guarda alle sigle, ma nella pratica non rappresenta una limitazione. La connessione è sempre rimasta affidabile, anche con trasferimenti di file pesanti o durante sessioni in cloud.
Manca una porta Ethernet fisica, ma è ormai una rinuncia comune nei portatili sottili. In caso di necessità, un adattatore USB-C risolve in pochi secondi.
Webcam e riconoscimento facciale
La webcam è una unità Full HD da 1080p, ben posizionata nella cornice superiore del pannello principale. La qualità è buona, più che sufficiente per videochiamate, riunioni e utilizzo con piattaforme come Zoom o Teams.
In ambienti ben illuminati, l’immagine è nitida e il bilanciamento del bianco corretto. In condizioni di luce non ideale si nota un po’ di rumore, ma nulla di compromettente. ASUS sfrutta anche il supporto alla piattaforma Windows Studio Effects, con sfocatura dello sfondo, inquadratura automatica e ottimizzazione visiva, gestite tramite l’unità AI integrata (NPU).
È presente anche una camera IR per sblocco facciale con Windows Hello. L’autenticazione è rapida e precisa, anche al buio, ed è una delle comodità a cui ci si abitua molto in fretta.
Osservazioni d’uso ASUS Zenbook Duo 2024
Nel corso dei test ho sostenuto diverse call video, con e senza cuffie, e il sistema ha sempre gestito bene sia l’immagine sia l’audio. Il posizionamento fisso della webcam evita inquadrature strane o angolazioni scomode anche usando il doppio schermo. E la parte software si dimostra matura: i filtri e gli effetti non sono un gadget, ma migliorano davvero la resa in ambienti misti.
Software e AI Asus Zenbook Duo 2024
Qui si vede il salto generazionale
Uno dei punti che fa davvero la differenza nello Zenbook Duo è la maturità del software. ASUS non si è limitata a inserire due schermi e un processore potente, ma ha costruito intorno all’hardware un ecosistema pensato per sfruttarlo davvero. E rispetto alle generazioni precedenti, il salto si vede.
ScreenXpert 3: la regia del doppio display
Il cuore dell’esperienza è ScreenXpert 3, il pannello di controllo dedicato alla gestione dei due schermi. Con questa utility puoi:
- Trascinare app da un display all’altro
- Dividere lo schermo in sezioni personalizzate
- Creare layout predefiniti per gruppi di app
- Aggiungere scorciatoie rapide o widget contestuali
Il tutto funziona in modo fluido e senza rallentamenti. Non serve configurare nulla a mano: basta usare il portatile un paio d’ore per prenderci la mano, e diventa tutto naturale. È qui che il secondo schermo smette di essere “di supporto” e diventa uno spazio operativo vero, dove posizionare tool, timeline, chat, pannelli, comandi rapidi o semplicemente una finestra extra sempre visibile.

MyASUS e funzionalità intelligenti
A fianco di ScreenXpert troviamo il classico MyASUS, che raggruppa le impostazioni di sistema più importanti: aggiornamenti, gestione energetica, personalizzazione delle ventole, calibrazione colore e modalità di risparmio. C’è anche la gestione delle policy di ricarica (utile per chi lavora spesso con alimentazione continua), il blocco del secondo display quando non serve e l’ottimizzazione per la batteria.
In sintesi, il controllo è completo ma ben organizzato, e non servono software esterni per gestire le funzioni principali.
NPU e funzioni AI: utile, ma non invadente
Il processore Intel integra un modulo NPU (Neural Processing Unit), che lavora in background per gestire operazioni legate all’intelligenza artificiale. Nulla di spettacolare, ma alcune funzioni sono davvero pratiche:
- Studio Effects in videocall (sfocatura, centratura automatica, correzione luci)
- Trascrizione audio e riconoscimento vocale locale
- Miglioramento automatico di contrasto e nitidezza in alcune app
- Ottimizzazione dinamica delle risorse in base all’attività
Tutto avviene senza consumare risorse “pesanti” del processore e senza dover passare da servizi cloud. È un utilizzo intelligente dell’hardware, pensato per migliorare la qualità del lavoro quotidiano senza complicare nulla.
Come va ASUS Zenbook Duo 2024?
Rispetto ad altri portatili che offrono software aggiuntivo solo per “riempire”, qui ogni strumento ha uno scopo preciso. La gestione del doppio schermo è davvero ben fatta, e la macchina si adatta a chi lavora con layout diversi, anche più volte al giorno.
In più, la presenza di una NPU non si traduce in funzioni da demo o in comandi vocali inutili, ma in ottimizzazioni invisibili che aiutano senza farsi notare. E quando tutto questo si integra in modo naturale con Windows 11, il risultato è un portatile che si controlla con semplicità e offre molto più di quanto sembri a prima vista.
Esperienza d’uso Asus Zenbook Duo 2024
Una postazione completa che si porta in giro
La vera forza dello Zenbook Duo non sta solo nella scheda tecnica o nel design innovativo, ma nella sua capacità di adattarsi a contesti molto diversi senza perdere coerenza. È un portatile che si comporta da ultraportatile quando serve, ma che una volta aperto, con stand esteso e tastiera separata, si trasforma in una workstation compatta.
In mobilità
Nonostante il peso (1,65 kg con tastiera), ASUS Zenbook Duo 2024 entra senza problemi in uno zaino pensato per i 14″. Il caricatore da 65W è compatto, la tastiera può essere trasportata agganciata o separata, e lo stand integrato evita di portarsi dietro supporti esterni. Chi lavora spesso in hotel, coworking o durante trasferte apprezzerà la possibilità di avere due schermi veri sempre a disposizione, senza rinunciare a stabilità o ergonomia.
Usato su un tavolo di treno o aereo, si comporta sorprendentemente bene: la modalità con tastiera agganciata rende tutto più simile a un laptop tradizionale, mentre con tastiera staccata e posizionata più in basso si lavora meglio anche su superfici ridotte. Lo stand tiene saldamente in entrambe le modalità.
In postazione fissa
Messo su una scrivania, ASUS Zenbook Duo 2024 dà il meglio: schermo principale inclinato, secondo display orizzontale, tastiera separata in posizione ideale e magari un mouse wireless a completare il setup. Non serve altro. Per chi lavora con documenti, tabelle, browser, strumenti creativi o gestionali, avere due spazi distinti ma integrati cambia davvero il flusso operativo.
La sensazione è quella di lavorare su qualcosa di più di un portatile: non sarà una vera dual monitor station, ma si avvicina molto più di quanto si possa pensare, con il vantaggio della portabilità.

Passaggio da una modalità all’altra
In giornata capita spesso di cambiare posizione, contesto, necessità. Con questo Zenbook, la transizione è immediata: dallo zaino alla scrivania, dal salotto a una call improvvisata, bastano pochi secondi per riorganizzare il layout. Tutto funziona in modo coerente: i layout si adattano, la tastiera si riconnette al volo, le finestre restano al loro posto.
Questa flessibilità è probabilmente il punto più riuscito del prodotto: non obbliga mai a usare una configurazione fissa, ma accompagna chi lavora in modo dinamico.
Impressioni generaliASUS Zenbook Duo 2024
Dopo qualche giorno di utilizzo, la sensazione è chiara: non si tratta di un portatile da effetto wow, ma di una macchina che migliora la giornata lavorativa. Non serve essere designer o programmatori per apprezzarne i vantaggi: basta voler lavorare bene, senza rimanere ancorati a una singola finestra alla volta.
ASUS ha trovato la formula giusta
Con questo Zenbook Duo 2024, ASUS porta finalmente a compimento un progetto che negli anni scorsi sembrava più ambizioso che concreto. Qui invece tutto si incastra con logica: due schermi veri, OLED di qualità, progettati per lavorare insieme, una tastiera rimovibile che non fa rimpiangere quella fissa, una dotazione di porte completa, prestazioni stabili e un software che accompagna — senza invadere — l’esperienza d’uso.
Ma soprattutto, quello che davvero cambia il modo di lavorare è la libertà di avere due spazi operativi distinti, sempre con sé. Non un’estensione limitata, non un secondo display sacrificato, ma due pannelli completi, identici per qualità e funzionalità, gestiti con naturalezza. Che tu stia scrivendo, montando, seguendo una call, o anche solo organizzando meglio documenti, mail e strumenti di produttività, l’esperienza cambia davvero. E ci si abitua molto in fretta.
Non è un portatile per tutti, questo dev’essere chiaro. Ma chi lavora su più app in parallelo, chi si muove spesso ma non vuole rinunciare a uno spazio di lavoro ampio, chi cerca flessibilità vera senza dover scegliere tra mobilità e funzionalità, troverà in questo Zenbook Duo un compagno di lavoro convincente e maturo.

Le configurazioni attualmente disponibili partono da 1.699 € con Core Ultra 5 e 16 GB di RAM, passano per una versione intermedia con Ultra 7 a 1.999 €, e arrivano a 2.199 € per il modello top con Ultra 9, 32 GB di RAM e 1 TB di SSD, come quello testato in questa recensione. Una forbice ampia, che permette a ciascuno di scegliere in base al proprio profilo d’uso, pur restando sempre nella fascia alta del mercato.
Tra i difetti, va segnalata l’assenza del lettore SD e un audio solo discreto. La GPU integrata non regge carichi pesanti, ma non è questa la sua missione. E se si cerca un dispositivo ultraleggero e invisibile nello zaino, ci sono alternative più compatte, ma qui non si compra un computer qualsiasi: si compra un modo nuovo di organizzare il proprio lavoro. Due schermi che si usano davvero, una tastiera che puoi spostare dove vuoi, un formato che resta portatile. ASUS ha tolto tutto il superfluo e ha lasciato solo ciò che serve. E ha fatto centro.