Samsung: dominio degli smartphone, ma i chip? Ecco i dati
Samsung ha pubblicato i risultati finanziari per il secondo trimestre 2025. Il dato più interessante riguarda il successo della divisione mobile, che ha bilanciato il calo dei profitti nel settore semiconduttori. In un periodo complesso per l’industria dei chip, il compartimento Samsung smartphone si è rivelato decisivo. I ricavi complessivi sono cresciuti leggermente, raggiungendo 74,56 trilioni di won (circa 53,5 miliardi di dollari). Ma il profitto operativo è crollato a 4,7 trilioni di won (~3,4 miliardi di dollari), contro i 10,4 trilioni dello stesso trimestre 2024.
A sostenere l’intero bilancio è stata la divisione Samsung MX, che include smartphone, tablet e dispositivi indossabili. Con un profitto di 3,1 trilioni di won (2,23 miliardi di dollari), ha registrato una crescita del 40% rispetto allo scorso anno.
I dispositivi più richiesti sono stati i modelli Galaxy A e Galaxy S, oltre ai tablet della serie Galaxy Tab. Secondo Samsung, il secondo semestre vedrà un focus maggiore su modelli premium, come Galaxy S25, Galaxy Z Flip 7 e Galaxy Z Fold 7. Verranno inoltre introdotte più funzioni basate su AI anche sui modelli di fascia media.
Nonostante un miglioramento delle vendite di TV Neo QLED e OLED, la concorrenza agguerrita ha ridotto i profitti nel segmento home entertainment.
I chip Samsung faticano a stare al passo con la corsa all’AI
Il vero punto dolente per Samsung nel secondo trimestre 2025 è stato il settore semiconduttori, storicamente la fonte principale di profitto. Le vendite dei chip HBM (High Bandwidth Memory) non hanno tenuto il passo con la concorrenza. Anche la produzione dei chip Exynos e i servizi di fonderia hanno mostrato segni di crisi.
Il profitto operativo della divisione è crollato del 93,8%, passando da 6,45 trilioni di won a soli 400 miliardi di won (circa 288 milioni di dollari). Anche il fatturato ha subito un calo: da 28,56 trilioni a 27,9 trilioni di won. Le ragioni di questo crollo sono diverse. Innanzitutto, la scarsa utilizzazione degli impianti di produzione (foundry) ha inciso in modo pesante. In secondo luogo, gli aggiustamenti di inventario e le restrizioni all’esportazione imposte dagli USA hanno limitato le vendite di chip avanzati verso i clienti cinesi.
Samsung aveva già avvisato gli investitori con delle stime al ribasso diffuse all’inizio di luglio. Queste stime si sono rivelate purtroppo corrette.
Tesla scommette su Samsung: un accordo da 16,5 miliardi di dollari
Per invertire la rotta, Samsung ha deciso di puntare sull’AI e sull’evoluzione della fonderia. Uno dei segnali più promettenti arriva dall’annuncio di un accordo con Tesla. Secondo quanto riportato, Samsung fornirà chip AI realizzati con processo produttivo a 2nm entro il 2027, con un contratto dal valore stimato di 16,5 miliardi di dollari.
Il progetto prevede la produzione negli Stati Uniti, rafforzando la posizione di Samsung Foundry in un settore sempre più competitivo. L’azienda conta di attirare nuovi clienti e di tornare protagonista nel segmento dei chip AI per server. Nel frattempo, Samsung intende aumentare la produzione di chip HBM per rispondere alla domanda crescente da parte di produttori di server e centri di calcolo per l’intelligenza artificiale. Sarà una corsa contro il tempo per colmare il divario con rivali come SK Hynix e Micron.
Samsung e la sfida della doppia anima: hardware e AI
La fotografia attuale di Samsung mostra un’azienda in transizione. Il successo della linea Galaxy conferma la forza del marchio nel segmento consumer. Ma la crisi nel business dei chip rivela la necessità di una strategia più solida nel settore enterprise.
Il futuro passa per la sinergia tra hardware e intelligenza artificiale, e l’accordo con Tesla è un primo segnale. Se saprà sfruttare questa occasione, Samsung potrà tornare a guidare l’industria, non solo nei telefoni ma anche nei cervelli digitali che muovono l’AI.