Microsoft sotto accusa: Opera presenta reclamo a CADE per concorrenza sleale su Edge

Microsoft sotto accusa: Opera presenta reclamo a CADE per concorrenza sleale su Edge

Opera ha ufficialmente presentato un reclamo all’autorità antitrust brasiliana CADE, accusando Microsoft di ostacolare la concorrenza nel settore dei browser.
Secondo il produttore norvegese, il preinstallamento forzato di Edge su dispositivi Windows impedisce a browser alternativi di competere ad armi pari, penalizzando l’utente e il mercato.

La denuncia, rivelata da Reuters, riaccende uno scontro mai del tutto sopito tra i due marchi, già protagonisti di una storica battaglia legale in Europa culminata con una multa antitrust da 561 milioni di euro contro Microsoft nel 2013.

Le accuse di Opera: concorrenza ostacolata e utenti dissuasi

Il general counsel di Opera, Aaron McParlan, è stato chiaro: “Microsoft ostacola la concorrenza tra browser su Windows a ogni occasione. Prima esclude i rivali dalle preinstallazioni, poi complica la vita a chi prova a scaricarli.”

Nella denuncia formale a CADE, Opera sostiene che Microsoft sfrutta il proprio dominio sul sistema operativo per:

  • Bloccare le opportunità di preinstallazione per browser alternativi
  • Offrire incentivi a produttori di PC per mantenere Edge come unica opzione
  • Utilizzare dark patterns, ovvero interfacce manipolative, per scoraggiare l’uso di altri browser

Opera chiede un’indagine formale e misure correttive per garantire un mercato realmente aperto, dove i prodotti possano competere in base alla qualità, e non alla posizione dominante.

Il contesto brasiliano: numeri e precedenti

Il Brasile è un mercato significativo per Opera. Secondo StatCounter, nel giugno 2025 il browser norvegese deteneva il 6,78% del mercato desktop, mentre Microsoft Edge raggiungeva l’11,52%.
A dominare, come sempre, è Google Chrome, con una quota imponente del 75%.

Proprio per questo, Opera definisce le pratiche di Microsoft come anti-competitive e dannose per l’innovazione. Il reclamo sottolinea anche che l’esperienza utente viene distorta attraverso notifiche insistenti, schermate fuorvianti e difficoltà nel cambiare browser predefinito.

Opera non è nuova a queste battaglie. Già nel 2007 aveva denunciato Microsoft presso la Commissione Europea per il legame tra Internet Explorer e Windows, ottenendo una delle sanzioni più severe della storia antitrust in UE.

L’ombra lunga del Digital Markets Act e le implicazioni globali

Opera aveva già contestato nel 2023 la decisione della Commissione Europea di escludere Edge dal Digital Markets Act, la legge pensata per contenere lo strapotere dei giganti del tech.
Quel ricorso legale sottolineava la volontà di Apple, Google e Microsoft di mantenere vantaggi strutturali attraverso pratiche “storiche” mascherate da standard.

Ora la battaglia si sposta in America Latina, dove CADE potrebbe diventare il nuovo arbitro di una disputa che ha impatti internazionali.

Se l’autorità antitrust brasiliana dovesse accogliere il reclamo, Microsoft potrebbe essere obbligata a:

  • Fornire opzioni di scelta all’avvio di Windows
  • Consentire la rimozione completa di Edge
  • Interrompere pratiche di incentivazione OEM

Per ora, Microsoft non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.

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