Amazon spinge sull’AI e prepara nuovi licenziamenti: il futuro del lavoro secondo Andy Jassy
Perché Amazon investe così tanto nell’AI
Amazon non si accontenta più di automazione e cloud. Con oltre 1.000 processi di AI già attivi o in imminente avvio, il gruppo guidato da Andy Jassy vuole rivoluzionare ogni reparto – logistica, customer care, marketing e perfino risorse umane.
La strategia è chiara: integrare modelli generativi e sistemi predittivi per ridurre costi e aumentare la velocità decisionale. In pratica, l’AI suggerirà scorte, smisterà pacchi, risponderà a clienti e genererà report. Così, il colosso potrà affrontare la concorrenza di Microsoft e Google nell’e-commerce e nel cloud.
Inoltre, il board di Seattle ha stanziato miliardi per accelerare l’adozione di chip dedicati, come Trainium e Inferentia, e per rafforzare partnership con startup di machine learning.
Impatto sui dipendenti e nuovo piano di formazione
Dal 2022 Amazon ha già tagliato 27.000 posti. La lettera aperta di Jassy preannuncia un’«ondata aggiuntiva» senza indicare cifre, ma gli analisti si aspettano un ridimensionamento a doppia cifra.
Tuttavia, l’azienda prova a mitigare l’effetto con un programma di reskilling. Ogni lavoratore potrà frequentare corsi gratuiti sulle basi di machine learning, data analytics e prompt engineering. Chi completerà il percorso potrà candidarsi a ruoli interni focalizzati sull’AI.
Questa transizione, pur generando nuove opportunità, non compenserà tutte le posizioni soppresse. Molti addetti ai magazzini o al servizio clienti rischiano di non possedere le competenze richieste.
Amazon Career Choice, la piattaforma formativa del gruppo, diventerà quindi il punto di accesso principale per riqualificarsi. In più, l’impresa collaborerà con università statunitensi per corsi brevi su Python, cloud computing e DevOps.
Opportunità e rischi per il mercato del lavoro
Il passo di Amazon potrebbe segnare un precedente per altri big retailer. Alcuni marchi investiranno in soluzioni AI in-house; altri sceglieranno servizi AWS, riducendo ulteriormente la domanda di personale operativo.
Da un lato, l’efficienza aumenterà. Ordini più rapidi, stock ottimizzati e assistenza clienti h-24 promettono prezzi competitivi. Dall’altro, crescono i timori di polarizzazione: lavori altamente specializzati da una parte, mansioni a basso salario dall’altra.
Inoltre, i sindacati temono una perdita di potere contrattuale. Se l’algoritmo decide i turni, diventa difficile negoziare. Intanto, i governi europei discutono nuove norme su trasparenza e responsabilità algoritmica per proteggere i lavoratori.
Per chi lavora già in tech, le prospettive restano interessanti. Serviranno ingegneri di prompt, data scientist e esperti di governance AI per controllare bias e sicurezza. Le retribuzioni in questi ambiti continuano a crescere.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Nel secondo semestre 2025 vedremo i primi impatti concreti. Amazon comunicherà i reparti coinvolti, mentre i dipendenti valuteranno i piani di riqualificazione. Gli osservatori stimano che i nuovi licenziamenti verranno scaglionati, per evitare criticità operative durante il picco natalizio.
Nel frattempo, se lavori nel settore retail o logistica, investire in competenze digitali diventa una priorità. L’equilibrio tra efficienza e occupazione sarà la sfida dei prossimi anni: chi saprà adattarsi all’intelligenza artificiale avrà più chance di restare parte dell’ecosistema Amazon – oppure di trasferire il proprio know-how in aziende concorrenti in fase di trasformazione.