Microsoft e Apple non entreranno nel consiglio di OpenAI
La crescente influenza delle grandi aziende tecnologiche sulle start-up di intelligenza artificiale ha attirato l’attenzione delle autorità di regolamentazione negli Stati Uniti e in Europa. In questo contesto, Microsoft e Apple, partner chiave di OpenAI, non avranno ruoli consultivi nel consiglio di amministrazione dell’azienda.
La decisione di Microsoft e Apple
Microsoft, che ha investito miliardi in OpenAI, aveva ottenuto un seggio non votante nel consiglio dopo un drammatico rimpasto che ha visto il CEO Sam Altman essere licenziato e poi reintegrato. Apple avrebbe dovuto assumere un ruolo consultivo nel consiglio dopo aver stretto un accordo per integrare ChatGPT nei suoi prodotti. Tuttavia, OpenAI ha confermato che il suo consiglio non includerà posti consultivi.
Un portavoce di Microsoft ha confermato che l’azienda rinuncerà al suo seggio nel consiglio, mentre Apple non ha risposto a richieste di commento. In assenza di ruoli formali nel consiglio, OpenAI terrà regolari incontri per i principali investitori e partner, inclusi Apple e Microsoft.
Il ruolo di OpenAI e l’interesse dei regolatori
La crescita di OpenAI e di altre start-up di intelligenza artificiale come Anthropic, spinta dall’interesse per ChatGPT e altri chatbot, ha sconvolto l’industria tecnologica. Tuttavia, lo sviluppo di tecnologie AI all’avanguardia richiede enormi investimenti, portando queste start-up a dipendere dai finanziamenti delle grandi aziende tecnologiche.
Microsoft ha investito miliardi in OpenAI all’inizio del 2023, mentre Anthropic ha ricevuto finanziamenti da Google e Amazon. Questi accordi hanno attirato l’attenzione dei regolatori. A gennaio, la Federal Trade Commission (FTC) ha annunciato che avrebbe esaminato se questi investimenti e partnership stiano soffocando la vera concorrenza.
Lo scorso mese, l’agenzia di Lina Khan ha raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia per indagare sulla partnership tra Microsoft e OpenAI. Secondo un funzionario della FTC, la rinuncia di Microsoft al ruolo formale nel consiglio di OpenAI non risolverà le preoccupazioni antitrust.
Sfide legali e regolamentari per OpenAI
OpenAI sta assumendo avvocati e lobbisti a un ritmo rapido per affrontare le crescenti pressioni legali e regolamentari. L’azienda è oggetto di numerose cause legali da parte di organizzazioni di notizie, autori e altri creatori di contenuti che affermano che OpenAI abbia utilizzato il loro lavoro protetto da copyright per addestrare i suoi algoritmi AI senza permesso o pagamento.
Nonostante la sua prominenza, il business di OpenAI è ancora nascente e ha bisogno di trovare molti più clienti per diventare redditizio. Le alleanze con le grandi aziende tecnologiche possono aiutare le start-up di AI ad accedere a miliardi di clienti paganti in tutto il mondo, una strada più facile rispetto allo sviluppo di nuovi prodotti da zero.
Benefici reciproci delle collaborazioni
La recente collaborazione tra OpenAI e Apple è stata inquadrata come reciprocamente vantaggiosa, con Apple che migliora l’iPhone grazie all’accesso a ChatGPT e OpenAI che introduce la sua tecnologia agli utenti di dispositivi Apple. La collaborazione con Microsoft ha visto quest’ultima assumere un ruolo consultivo nel consiglio di OpenAI dopo una drammatica disputa interna che ha portato al licenziamento e alla successiva reintegrazione di Sam Altman.