Recensione monitor portatile AOC I1601P

Grazie ad AOC ho avuto la possibilità di testare il monitor ultraleggero e portatile da 15.6 pollici FullHD I1601P, un dispositivo particolare e potenzialmente molto versatile, dato il form factor e la dotazione tecnica che lo contraddistinguono e che lo rendono adatto in differenti contesti.

Unboxing e specifiche tecniche

All’interno della confezione destinata alla vendita troviamo:

  • Smart cover
  • Cavo USB-C / USB-C, con integrato un adattatore USB-A
  • CD con software per la gestione di ulteriori funzionalità
  • Guida rapida di utilizzo
  • Informazioni sulla sicurezza

Le specifiche tecniche principali includono:

  • Risoluzione max supportata: 1920×1080
  • Refresh rate: 60Hz
  • Tempo di risposta (GTG): 5 millisecondi
  • Rapporto di contrasto (statico): 700:1
  • Tipologia pannello: IPS da 15.6 pollici a retroilluminazione WLED
  • Formato: 16:9
  • Angolo di visuale: 160/160
  • Low-blue light: Presente
  • Ingressi disponibili: 1 USB-C per alimentazione e segnale video, con funzione DP Alt mode. Presente un unico tasto per accensione/spegnimento/gestione menu
  • Peso: 824 grammi
  • Dimensioni (mm): 376 x 235 x 8.5
  • Altoparlanti: No
  • Consumo: 1) Luminosità a 90 + Contrasto a 50 = 8W, 2) Luminosità a 100 + Contrasto a 100 = 9W, 3) Standby = 0.3W
  • Condizioni operative di utilizzo: Temperatura da 0 a 40°C, Umidità dal 10 all’85%

Estetica e prime impressioni

La cornice in plastica lucida nera, che corre intorno al pannello opaco FullHD è piuttosto generosa, ma allo stesso tempo ha una sua logica per consentire di afferrare il monitor più comodamente. In pratica, da un punto di vista estetico non mi fa impazzire ma è funzionale all’uso.

Il frame laterale e la parte posteriore sono realizzati in metallo e contribuiscono a migliorare l’aspetto e la sensazione di solidità. Tuttavia noto un piccolo scalino (ben evidente al tatto) nella zona di unione tra il metallo e la plastica della cornice anteriore nera. Sul lato sinistro, il solo a non essere “pulito”, sono presenti l’ingresso USB-C  e il piccolo pulsante di accensione/spegnimento e gestione dei menu.

La cover magnetica ripiegabile ha una parte esterna di colore nero, abbastanza liscia, e una interna felpata, anti graffio, di colore grigio. E’ costituita da 4 sezioni di cui le più piccole, presenti alle estremità, magnetiche così come due zone poste centralmente sul lato lungo, sia superiore che inferiore.

L’ unione con il monitor è semplice e stabile e insieme donano la divertente impressione di essere in possesso di un enorme tablet. L’inclinazione che si può fare assumere allo schermo è in questo caso compresa tra 5 e 25 gradi. Mi rimane il dubbio di quale possa essere la durata “estetica” a lungo termine, soprattutto della superficie esterna.

Esperienza d’uso

Ho provato a domandarmi a quali utenti potesse essere indirizzato un dispositivo del genere. Bene, a mio avviso questo prodotto si rivolge principalmente ai professionisti in continuo movimento e a coloro che si trovano in situazioni di contingenza, per così dire. Pensiamo a qualche scenario: una presentazione o una brochure da mostrare a qualche cliente, un lavoro da terminare in uno spazio di co-working sfruttando questo monitor come estensione del proprio desktop o ancora in vacanza, quando c’è sempre da recriminare sulla mancanza di uno schermo in più, durante un soggiorno al mare o in montagna. Inoltre, anche a casa per chi è in smart working, potrebbe essere molto utile avere un monitor di così ridotto spessore e così facilmente trasportabile e posizionabile.

Uno dei maggiori aspetti positivi dell’ I1601P è dato dall’unica porta USB-C, presente sul lato sinistro, che consente l’alimentazione e il ricevimento del segnale video, mantenendo una sorprendente versatilità in fatto di ricezione di input anche da dispositivi non modernissimi. Per i computer dotati di USB-C, l’ I1601P può essere collegato facilmente tramite il singolo cavo USB-C in dotazione. La connessione alimenta il display e trasferisce il segnale video tramite la modalità USB DisplayPort Alternate.

Cavo USB-C (con adattatore integrato) in dotazione

Per i device più datati, ma anche per quelli moderni in caso di mancanza di una porta USB-C libera, viene utilizzata la tecnologia DisplayLink che trasferisce il segnale video attraverso il connettore USB-A, garantendo istantaneamente una maggiore produttività a tutti i vecchi e nuovi dispositivi. I driver DisplayLink possono essere scaricati (se necessario) per Windows, macOS, Android, ChromeOS e Ubuntu.

Accedere alle poche impostazioni del menu è semplice. C’è però bisogno di abituarsi un pochino al funzionamento: un rapido tocco del pulsante di accensione per attivarlo e una singola pressione per scorrere tra le opzioni disponibili, mentre se vogliamo selezionare qualcosa dobbiamo semplicemente attendere senza toccare nulla. Lo spegnimento del dispositivo avviene dopo una pressione prolungata (circa 3 secondi).

Una volta all’interno del singolo menu (immaginiamo quello del contrasto ad esempio) si tiene premuto il tasto di accensione per aumentare il valore, fino al livello desiderato. Ovvio che, nel caso debba essere impostato un livello inferiore e non essendoci un pulsante dedicato alla diminuzione, è necessario incrementare fino al massimo in modo da ricominciare da capo nella selezione, raggiungendo così l’impostazione desiderata.

Menù di gestione richiamabile dal tasto di accensione laterale

La tecnologia IPS (In-Plane Switching) adottata nella realizzazione del pannello è caratterizzata, in generale, da una buona fedeltà dei colori e da un generoso angolo di visualizzazione.In questo caso direi di poter confermare queste qualità. L’uso che ho fatto di questo dispositivo è stato focalizzato più che altro sulla video-scrittura e fruizione di contenuti multimediali (anche blando video editing) e sono rimasto soddisfatto. Tra l’altro la possibilità di sfruttare varie opzioni di controllo della modalità LowBlue (Spenta, Multimedia, Internet, Ufficio, Lettura) aiuta nel potersi adattare a diversi contesti.

Stessa comodità la si riscontra grazie alla disponibilità della funzione HDR mode. Grazie a 3 settaggi (Immagine, Film e Gioco oltre che Spenta), questa ci consente di intervenire direttamente sull’intervallo dinamico e gestire pertanto il gap tra aree visibili più chiare e più scure, in base a ciò che stiamo osservando. Ecco, a questo punto vorrei aggiungere una nota relativa all’esperienza multimediale: non ho mai sentito la mancanza degli altoparlanti, a eccezione di una sola circostanza di cui vi parlo in seguito.

Meno soddisfacente, almeno secondo la mia personale esperienza, è stato il rapporto con il software che dovrebbe fornire un ulteriore valore aggiunto al monitor. Usando il mio vecchio PC con SO Windows 10 non sono riuscito a installare correttamente Screen+, il programma deputato a suddividere il desktop in differenti pannelli, ognuno dei quali può mostrare una differente finestra.

Layout disponibili con Screen+

Nessun problema invece con i-Menu (che consente la gestione dell’orientamento dello schermo, della luminosità, della temperatura del colore e altro) ed e-Saver tramite il quale si può scegliere quando disattivare il monitor in base allo stato del PC. Forse (ma è una cosa assolutamente secondaria) sarebbe ancora meglio se l’interfaccia di i-Menu venisse resa più moderna, accattivante. Inoltre va segnalato che non esiste alcun tipo di applicazione per macOS, cosa che francamente non mi aspettavo.

i-Menu
e-Saver

Ad ogni modo la realtà dei fatti è che anche senza software aggiuntivi, il display è usabilissimo in particolare se non si ha la necessità di posizionarlo in verticale, visto che la funzionalità di rotazione dell’immagine non è utilizzabile grazie al solo hardware.


Posizione verticale, sempre sostenuta grazie alla cover magnetica
Posizione orizzontale con estensione del desktop

Oltre che con il sopracitato laptop dotato di Windows 10, ho provato il collegamento con un Mac Mini M1 via porta Thunderbolt e con un iPad Pro 11 via USB-C, senza riscontrare difficoltà nella replicazione o estensione del desktop. Tornando al discorso relativo alla mancanza degli altoparlanti, l’unica occasione in cui avrei tratto giovamento dalla loro presenza sarebbe stata proprio durante la connessione con l’iPad. Non c’è stato modo di riprodurre l’audio né attraverso il device Apple, né attraverso uno qualsiasi dei dispositivi Bluetooth in mio possesso, mentre usavo lo schermo, ma capisco come sia una situazione specifica e se vogliamo un po’ “forzata”.

Giudizio

Il monitor I1601P (disponibile on-line a una cifra che attualmente oscilla intorno ai 230 euro) è un prodotto che può facilmente incontrare le esigenze non solo dei professionisti, ma in generale di chi ha necessità di un display aggiuntivo versatile, trasportabilissimo, di buona qualità, con alle spalle una azienda tra i leader del settore. Il prezzo mi sembra centrato rispetto a quanto offerto.

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