ASUSTOR DRIVESTOR 2: l’amichevole NAS di quartiere

DISCLAIMER: Questa serie di considerazioni potrebbe nuocere agli esperti del settore! 😅

ASUSTOR, l’azienda specializzata sui NAS (Network Attached Storage) del gruppo ASUS, ci ha dato la ghiotta opportunità di provare in anteprima il DRIVESTOR 2 / AS1102T, il nuovo modello consumer di NAS, che è accompagnato nel lancio sul nostro mercato dal “fratello maggiore” DRIVESTOR 4 / AS1104T.

Ma cos’è esattamente un NAS? Una descrizione utile a capire di cosa stiamo parlando arriva direttamente da Wikipedia: “…è un dispositivo collegato alla rete la cui funzione è quella di consentire agli utenti di accedere e condividere una memoria di massa, in pratica costituita da uno o più dischi rigidi, all’interno della propria rete o dall’esterno” e ancora “Generalmente i NAS sono dei computer attrezzati per poter comunicare via rete. Pertanto, non sono dei semplici dispositivi di memorizzazione di dati da connettere via RJ-45 a dei computer, ma sono, a tutti gli effetti, degli storage il cui scopo è mettere a disposizione spazio disco in rete in maniera “intelligente” ovvero interfacciabile, gestibile e collegabile ad altre risorse di rete…”

In soldoni parliamo di un sistema di archiviazione e condivisione dei dati intelligente, dotato di processore e memoria RAM e non di un semplice gruppo di hard disk.

Ecco, a questo punto dovrei ammettere di essere un assoluto profano della materia…ed è quello che farò! Sì lo ammetto ogni volta che in passato ho sentito parlare di NAS, il mio cervello si è rifiutato di interessarsi della cosa…non ne ho mai avuto uno, convinto di non essere in grado di configurarlo e usarlo in maniera appropriata.

Tuttavia, la notizia che Google avrebbe limitato lo spazio di archiviazione a disposizione degli utenti, ai 15 GB totali (nel caso di assenza di particolari abbonamenti a pagamento) legati al proprio account, limitando di conseguenza anche la quantità di foto e video per cui poter fare l’upload, mi ha spinto a riconsiderare la mia “scriteriata” posizione (diamine sono sempre un appassionato di tecnologia!).

Eccomi quindi alle prese con questo dispositivo…è un prodotto potenzialmente destinato anche (se non in primis) a chi non possiede una particolare abilità informatica e questo dovrebbe riportarmi, almeno in parte, nella mia confort zone.

Caratteristiche tecniche principali

Di seguito vi propongo alcune delle caratteristiche tecniche principali. Le specifiche complete sono disponibili all’interno del sito di ASUSTOR:

  • Processore Realtek RTD 1296 Quad-Core 1.4 GHz
  • 1GB di RAM DDR4
  • 1 porta x 2.5-Gigabit Ethernet
  • Velocità in lettura fino a 214 MB/s su RAID 5 e 215 MB/s su RAID 1
  • Velocità in scrittura fino a 266 MB/s su RAID 5 e 270 MB/s su RAID 1
  • 1 ingresso frontale USB 3.2 Gen 1
  • 1 ingresso posteriore USB 3.2 Gen 1 (posteriormente è anche presente il tasto di accensione/spegnimento)
  • Supporto alla crittografia hardware
  • Supporto fino a 18 TB per hard drive
  • Supporto al Wake on LAN e Wake on WAN (NdR: Wake on LAN è la funzione che consente di avviare un computer in standby da una postazione remota nella propria Local Area Network, Wake on WAN ha lo stesso significato ma l’area è più estesa – Wide Area Network – ed esterna)
  • SO ADM 4.0 che apporta miglioramenti alle prestazioni, alla compatibilità e alla sicurezza rispetto alla versione precedente
  • Supporto gratuito al file system exFAT

Ora, al di là delle indubbie qualità hardware/software, in parte elencate qui sopra, come è andata l’installazione?

Vediamo…

Unboxing

All’interno della comoda (include una maniglia) confezione di vendita sono inclusi:

  • L’ alimentatore
  • 1 cavo LAN Cat 5e
  • 8 viti da utilizzare con unità di archiviazione da 3 pollici e mezzo

Installazione (e primi approcci…)

Il DRIVESTOR 2 è di dimensioni contenute: Profondità 22,4 cm (viti posteriori comprese) X Larghezza 10,3 cm X Altezza 16 cm (16,6 cm includendo i piedini di appoggio). Lo chassis è in metallo, con una trama sul pannello anteriore in rilievo in stile tessuto, dove spicca il logo color oro-rosa ASUSTOR.

Come anticipato poco sopra, anteriormente oltre ai 4 LED di stato c’è un ingresso USB 3.2 Gen 1 mentre posteriormente, oltre al secondo ingresso USB 3.2 Gen 1, ci sono il pulsante di accensione/spegnimento, la porta Gigabit Ethernet, una sorta di griglia di aerazione con ventola sottostante, le viti di fissaggio del coperchio e il K-Lock.

Ecco, la rimozione del coperchio è stata molto semplice. Basta ruotare le viti e poi far scorrere una sezione sull’altra. L’ importante è però seguire con attenzione il manuale utente per evitare qualsiasi tipo di problema….non si sà mai.

Anche il montaggio delle unità di archiviazione (questo modello è a 2 bay) si è rivelato insospettabilmente privo di intoppi. Nel mio caso ho utilizzato due SSD della Kingston da 480GB ciascuno. Nessun problema, si infilano e via.

Ad ogni modo nella guida ci sono anche le indicazioni per il montaggio degli HD e proprio a questo scopo vengono fornite delle apposite viti, nella confezione di vendita, in modo da essere usate per rendere il fissaggio ancora più sicuro.

Le successive procedure di primo avvio (ho utilizzato un Mac mini), che includono l’eventuale aggiornamento software, sono ben guidate e chiare. Di fatto basta solo scaricare la app ASUSTOR Control Center e seguire le indicazioni visualizzate su schermo tramite una interfaccia che ho trovato chiara e funzionale:

ASUSTOR Data Master (ADM) è l’intuitivo sistema operativo, giunto alla versione 4.0, dedicato ai dispositivi NAS di ASUSTOR
L’aspetto include una “dark mode” utile a preservare i pannelli OLED
La procedura di inizializzazione è automatica
Alcune applicazioni sono pre-installate ma grazie all’App Central è possibile scaricarne molte altre
Esempio di applicazione liberamente installabile

Una volta terminate le operazioni preliminari è possibile, sin da subito, iniziare a familiarizzare con l’interfaccia utente (gestita attraverso il browser web), magari dando una occhiata alle “Impostazioni” tramite le quali personalizzare una notevole quantità di regolazioni. Certo, alcune sono di facile comprensione anche per un neofita, altre sicuramente meno, ma per un prodotto del genere questo vuol dire flessibilità e completezza.

Alcuni dei menu disponibili nelle “Impostazioni”

Le stesse “Impostazioni”, visibili nella schermata principale, sono raggiungibili cliccando sull’icona posta in alto a destra. Da lì saranno selezionabili anche “Controllo accessi” e “Servizi”.

Schermata principale. In alto a destra (evidenziato da un riquadro rosso) è visibile il menu “Preferenze”

Molto utile Searchlight che ci mette a disposizione una ricerca potenziata (e rapidissima) che, oltre a funzionare con app, cartelle e impostazioni di vario genere mostra informazioni sui file e una preview, se disponibile. Basta digitare anche un solo carattere per ottenere i primi risultati.

Cliccando sulla vicina icona a forma di tachimetro (“Strumenti”) si apre un menu customizzabile dove ci è consentito aggiungere alcune finestre informative (widget).

Menu “Strumenti”

Dalle preferenze personali potremo decidere, tra le altre cose, di cambiare il tema se quello attuale non ci soddisfa più.

Esperienza d’uso

Devo ammettere di essere rimasto piacevolmente sorpreso dalla semplicità d’uso di questo prodotto, almeno per ciò che sono state le mie necessità. Dopo 15-20 minuti ero lì a scaricare un paio di applicazioni dallo store, a creare cartelle e a personalizzare qualche settaggio basilare. Tutto in maniera sorprendentemente naturale, senza intoppi degni di nota. Conoscendomi mi sarei atteso un pomeriggio di passione contornato da imprecazioni varie, ma sono stato (fortunatamente) smentito!

Tornando un attimo indietro fino al momento del log in, vale la pena sottolineare che persino la schermata iniziale (per intenderci quella dove si inseriscono nome utente e password) è personalizzabile con facilità! Basta seguire il percorso Impostazioni -> Generale -> Stile pagina di accesso.

Esempio della pagina di Log in “customizzata”
Pagina di Log in di default

E dopo il Log in, direttamente mutuata dai dispositivi mobili, ecco la funzionalità che crea automaticamente le cartelle quando vengono raggruppate 2 o più applicazioni tra di loro. Forse non sarà una killer feature, ma è un valore aggiunto e rende l’esperienza utente più…”amichevole”!

I nomi delle cartelle sono assegnati automaticamente ma possono essere editati

E anche il tasto destro del mouse permette l’accesso ad alcune interessanti scorciatoie od opzioni, contestualizzate a seconda di dove ci troviamo.

Ok, detto questo, perchè non cercare subito le informazioni utili a scaricare la mia intera libreria di immagini e video da Google Foto? In fondo uno dei miei obiettivi principali è proprio questo! Bene, ASUSTOR attraverso il proprio canale YouTube ha pubblicato un rapidissimo tutorial su come effettuare una copia della propria galleria grazie alla opzione offerta da Google stessa, chiamata Google Takeout. Ho seguito le istruzioni e l’unico problema che ho incontrato è stato con il download dell’enorme file zip (47 GB circa).

email che si riceve dal servizio Google Takeout

Ho dovuto ripetere la procedura più di una volta a causa di alcuni messaggi di errore (qui il NAS non c’entra nulla, ovviamente) ma alla fine ho scaricato tutto quanto.

Ho copiato il file generato all’interno del DRIVESTOR 2 e l’ho estratto in una cartella che avevo precedentemente creato. Ci è voluto un pochino ma alla fine ho ottenuto ciò che speravo! Tramite l’applicazione ASUSTOR Photo Gallery 3 ho poi visualizzato i miei contenuti multimediali, anche se devo ammettere che la rapidità di consultazione, da computer, di questi file è minore di quella sperimentata attraverso Google Foto anche modificando l’opzione “Qualità di visione”. Inoltre ho notato una scarsa corrispondenza tra date visualizzate ed effettivo giorno di cattura dell’immagine o del video, ma questo probabilmente dipende dai metadati delle immagini. Molto meglio con la app per smartphone AiFoto 3 (dopo vedremo un ulteriore accenno su questo argomento) che oltre ad essere molto responsiva, ci consente di effettuare l’upload di foto e video direttamente verso il DRIVESTOR.

Volendo c’è anche il metodo alternativo se si by-passa l’applicazione per pc, come mi è accaduto quando ho utilizzato il televisore. Senza problemi la mia vecchia smart TV (una Samsung del 2015) ha rilevato il NAS come sorgente esterna e tramite WiFi abbiamo semplicemente navigato tra le cartelle e vissuto un simpatico momento amarcord in famiglia (e senza rallentamenti). Direi che, dal punto di vista della difficoltà di tutta l’operazione, mi ritengo assolutamente soddisfatto vista la quasi totale assenza di intoppi rilevanti.

Felice di essermi dimostrato “all’altezza della situazione” in questo frangente mi sono spinto oltre: la visione in streaming di filmati in 4K. Tramite una delle due porte USB presenti sul NAS ho copiato i file da un HD esterno e poi, utilizzando l’applicazione Plex Media Server scaricabile dall’App Central, ho dato il via alla riproduzione. Tutto ok dal PC, mentre con la TV ho rinunciato a causa della mancanza dei codec necessari (smart TV fino a un certo punto…). Tra l’altro, con i nuovi Drivestor è possibile sfruttare la nuova modalità “Media” che riserva, in modo efficiente, 512 MB di RAM per attività multimediali. Con la RAM dedicata, la riproduzione video dovrebbe quindi rimanere fluida senza essere interrotta da altri processi.

Da sottolineare un altro aspetto che in base alla installazione scelta potrebbe essere importante: l’assoluta silenziosità della mia configurazione (intesa come NAS + SSD). Se non ci fossero state le luci LED non mi sarei accorto del funzionamento del DRIVESTOR 2. I dati del produttore indicano 19dB di rumorosità durante lo standby e 32dB a pieno regime (fino a 39dB la percezione umana indica calma e silenzio nell’ambiente circostante). Ottimo direi.

Molto utile è la possibilità di collegarsi al NAS, anche quando non siamo sotto la stessa rete WiFi, tramite il servizio EZConnect. Con questo, ad esempio, usare lo smartphone per consultare un pdf, visualizzare una foto o ascoltare della musica conservata nel nostro HD o SSD, anche quando siamo lontani da casa, non è un problema. Anche la configurazione non è stata affatto complicata (è sufficiente fare un paio di click) e pur avendo ricevuto alcuni avvisi circa la mancanza di una manciata di requisiti legati al mio router, non ho rilevato problemi di funzionamento. Qui vale la pena sottolineare come esistano più applicazioni targate ASUSTOR per dispositivi mobili (iOS, Android e in un caso anche Apple TV) che permettono, tra le altre cose, di monitorare tutte le attività (compresa l’inizializzazione) da remoto, di gestire il download dei torrent, di tenere sotto controllo un eventuale sistema di sorveglianza grazie al management delle notifiche e dei feed e di riprodurre filmati in streaming in FullHD:

Per ciò che riguarda il back up? Bè la scorciatoia più rapida che ho trovato è stata quella di utilizzare la app pre-installata “Back-up e ripristino” per effettuare una duplicazione in toto o in parte dei dati contenuti nel NAS all’interno del NAS stesso, o esternamente attraverso una unità collegata via USB. Ovviamente i più esperti potranno sfruttare le potenzialità delle applicazioni presenti nello store ASUS, se ne avranno bisogno. Per poter trasferire alcuni file dal mac all’interno del NAS ho banalmente usato il File Explorer che ha, tra le varie opzioni, quella di upload dei contenuti della cartella di origine scelta da noi.

Upload dei dati da una posizione di origine scelta da noi verso una posizione di destinazione attraverso il “File Explorer”

Come è possibile vedere dall’immagine sottostante le soluzioni a disposizione dell’utente sono comunque piuttosto varie:

Dal punto di vista della sicurezza, grazie all’aggiornamento di ADM viene permessa la protezione dagli attacchi ransomware. Con Snapshot Center sono forniti snapshot per ripristinare facilmente i dati persi, mentre altre funzionalità di sicurezza comprendono la possibilità di creare uno o più account amministratore sostitutivi, un firewall di ADM Defender con elenchi in bianco e nero e la facoltà di cambiare le porte predefinite, disabilitare SSH e Terminal per prevenire attacchi remoti.

Conclusioni

Dal basso della mia esperienza in termini di NAS mi sento appagato: 1) ho il mio backup completo di foto e video che posso alimentare (con facilità) tramite la app installata sul mio smartphone, 2) posso condividere i miei file con chi si trova a casa (in totale sicurezza) e anche se i SO sono diversi, 3) ho a disposizione un App Central che può solamente crescere e infine, 4) grazie a una generale semplicità d’uso, posso puntare a migliorare le mie attuali conoscenze informatiche esplorando le funzionalità che ancora non ho avuto modo di approfondire. Le opzioni sono tante e sono quasi certo che anche chi è ben più esperto di me potrà divertirsi. Al prezzo di lancio di 179 euro (DRIVESTOR 2 senza unità di archiviazione) mi sentirei di consigliare un investimento di questo tipo.

PS: Il DRIVESTOR 4 viene proposto a 299 euro.

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