L’SMS compie 28 anni: un sondaggio di Wiko ne svela utilizzo e percezione oggi

Per celebrare il 28° anniversario dell’invio del primo SMS, che cade il 3 dicembre, Wiko ha lanciato un sondaggio condotto all’interno della sua Instagram Community. I risultati mostrano che per il 67% dei rispondenti gli Short Message Service sono un “bel tuffo nel passato”, eppure nel 2020, il 43% dei rispondenti ne ha inviati più di 10.

Anche la generazione dei Baby Boomers è affezionata agli sms: il 59% afferma di aver ricevuto recentemente almeno un messaggio dai propri nonni. Il restante 41% si affida invece alle più immediate chat.

Consolidiamo una credenza comune: nell’epoca d’oro degli SMS, ci si scriveva sicuramente meno, ma ci si vedeva di più e a confermarlo è l’85% degli intervistati. Quando la temutissima spunta blu non esisteva, se per i più romantici c’era il gusto dell’attesa (43%), il 57% ricorreva agli squilli e la scelta di inviare un MMS piuttosto che un SMS (visto il costo maggiore) era già un segnale che si trattasse di un messaggio per qualcuno o per qualcosa di davvero importante (67%). 

Se però oggi le chat avessero solo 160 caratteri, sarebbe una tragedia per il 59% degli utenti. Cosa avrà fatto cambiare le nostre abitudini nel giro di così “poco” tempo? Tra messaggi vocali, foto, video e messaggi, in effetti, c’è solo l’imbarazzo della scelta e questo non invoglia alla sintesi, soprattutto perché ora non paghiamo più a messaggio e non ci sono differenze a seconda del contenuto che vogliamo inserire!
Forse gli SMS hanno ancora un senso per ricevere promozioni o comunicazioni importanti? Purtroppo no, anche qui si preferisce (62%) un altro canale che permette di avere maggiori dettagli: le email.

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