Meizu inibisce servizi Google su dispositivi importati

Meizu, produttore cinese emergente nel panorama mondiale degli smartphone, ha deciso di comune accordo con Google, di non garantire il funzionamento dei servizi quali Playstore, Playservices, ecc… su tutti i dispositivi non venduti ufficialmente dai canali europei.

In modo esemplificativo ciò significa che ci acquista smartphone Meizu tramite importatori cinesi a prezzi più concorrenziali ( rom denominate con lettere A, U e C) non potrà usufruire dei servizi Google, ed avrà quindi un terminale praticamente con funzionalità tremendamente ridotte, al contrario di chi si procurerà  lo stesso dispositivo tramite canale di vendita ufficiale ( rom denominata I ).

Il tutto partirà con i nuovi modelli M2 Note e MX5, recentemente presentati e commercializzati dal produttore cinese.

La nota ufficiale di Meizu parla di una tutela del consumatore, spingendolo ad acquistare prodotti commercializzati per il paese di residenza.

Questo è perlomeno discutibile,  e secondo il nostro parere non del tutto veritiero, poichè la politica adottata sia dai cinesi che da Google stride con l’essenza di Android, ovvero l’open source, e il principio di libertà di azione sui propri beni acquistati.

Ci si piega alla legge di mercato, spingendo il consumatore si ad avere supporto diretto di assistenza, ma anche costringendo chi volesse acquistare lo smartphone Meizu a farlo a prezzi nettamente maggiori.

Si parla tanto delle restrizioni imposte da altri notissimi produttori, che seppure esistenti non arrivano a non fare utilizzare gli store se non si acquista nel paese di appartenenza,  sarebbe come se si volesse acquistare un Samsung o Lg di importazione, a prezzi decisamente più concorrenziali, oppure un iPhone al di fuori dell’ UE, e non li si potesse sfruttare al pieno delle proprie potenzialità.

Abbiamo spesso in questi mesi elogiato Meizu per i prodotti di ottimo livello proposti a prezzo interessante, ma con questa mossa il tutto viene messo in discussione e ci viene il sospetto che ciò di buono che è stato fatto fino ad ora sia stato solamente un buon marketing, al fine di fidelizzare il consumatore.

C’è da riflettere.

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