Compressione Google Foto: quanta qualità si perde?

Da poco Google ha modificato le caratteristiche del suo servizio di “cloud fotografico”, rendendo Foto lo strumento di auto backup dei device Android.

Oltre ad una netta separazione con Google+, questa modifica ha comportato importanti novità in termini di gestione dello storage dell’utente.
Infatti, se si deciderà di comprimere i file in “Qualità alta”, tutti gli scatti salvati non andranno ad intaccare i GB disponibili su drive.
Questo vuol dire che, rispetto al passato, lo spazio utilizzabile è realmente infinito e non ci si dovrà più preoccupare.
Al contrario, se l’utente opterà per mantenere il file jpeg originale (così come scattato dallo smartphone o dal tablet), esso andrà ad occupare lo spazio disponibile su Drive.

Fin qui tutto chiaro ma, da malato di tecnologia, non potevo accontentarmi della spiegazione “alta qualità” e ho spulciato il web per capire meglio come agisse la compressione di Google.

Partiamo dal presupposto che, agendo con un algoritmo proprietario, non è noto come funzioni nel dettaglio il software di google e quindi l’analisi della compressione può avvenire solo a posteriori.

Per questo, un portale USA specializzato in fotografia (petapixel) ha studiato attentamente le immagini pre e post upload, facendo maggiore chiarezza sulla vicenda.

Partendo da un’immagine scattata da un Moto X 2014 (quindi 13MP), il file originale aveva un peso di 4.03 MB.
Passando in Google Foto e selezionando “Alta Qualità”, il jpeg è passato a  2.09 MB, andando a diminuire notevolmente il suo peso.

Quel che stupisce è che, a livello qualitativo, l’immagine sia rimasta praticamente inalterata, tanto da non poter distinguere ad occhio nudo il prima e il dopo.
Solo con un successivo studio in photoshop si è dimostrata l’effettiva superiorità della versione originale.

Il discorso cambia se si attua la compressione di un file proveniente da strumenti professionali o simili (come una reflex).
Infatti, il successivo test compiuto con una Nikon D750, ha mostrato una minor efficacia dell’algoritmo su scatti con maggior quantità di dettagli.
In questo caso, il file da 16MP (massima grandezza supportata da Google Foto) ha subito un maggior degradamento.
Pur passando da 4.07 MB a 2.43 MB (quindi perdendo meno informazioni rispetto al precedente), sono stati prodotti leggeri artefatti ed aberrazioni, visibili anche ad occhio nudo.

A voi la scelta: sfruttale lo spazio in Drive o comprimere?

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