Servizi telefonici indesiderati: facciamo chiarezza sulla nuova normativa

Come ben sapete, ci siamo occupati più volte degli ormai tristemente famosi servizi telefonici indesiderati. In tal senso, credo che vada fatto un enorme ringraziamento a Loris che per primo ha scoperchiato questo enorme vaso di Pandora riuscendo, ovviamente con le dovute proporzioni, a puntare il faro mediatico sugli operatori telefonici. Del resto, quando si hanno migliaia di followers su twitter e su youtube, è inevitabile che la propria opinione abbia un peso specifico superiore alla media.

Fatta questa doverosa premessa, vediamo di ricapitolare le ultime puntate di questa vicenda.  

Qualche giorno fa, è stata comminata una multa ai vari operatori telefonici proprio in relazione a questi servizi indesiderati. Si parla di cifre che oscillano tra gli 1,7 milioni di euro comminati a Tim e Tre, e gli 800.000 euro per Vodafone e Wind.

Personalmente ho accolto con favore queste sanzioni, ma fatemi fare una doverosa precisazione: credo che sia decisamente arrivato il momento di introdurre una legge per la quale le multe siano commisurate al reddito (o al patrimonio sociale) del soggetto trasgressore (come avviene in Germania).

Per farvi un esempio pratico, recentemente un calciatore del Borussia Dortmund ha ricevuto una sanzione di 500.000 euro per eccesso di velocità (viaggiava a 300 all’ora!), appunto commisurata al suo reddito da calciatore. Sono sicuro che quel calciatore, con questa cifra, ci penserà su più di una volta prima di oltrepassare di nuovo i limiti, ed è questo il principio migliore da applicare, secondo me. 1,7 milioni di euro (o 800.000 euro), fanno il solletico a colossi economici come gli operatori telefonici, ma tant’è.

Successivamente a queste multe, è arrivata la notizia che vi abbiamo prontamente riportato due giorni fa, ovvero l’approvazione della nuova normativa in materia pensata da AGCOM, ovvero l’Autorità Garante per le Comunicazioni.

In questi giorni mi sono studiato in maniera approfondita la normativa, così da poterla analizzare nel dettaglio insieme:

PUNTO NUMERO UNO

Il costo di un qualsivoglia servizio telefonico potrà essere addebitato all’utente solo ed esclusivamente se quest’ultimo avrà espresso in maniera palese il suo assenso.

In particolare, AGCOM ha previsto anche la modalità con la quale dovrà essere espresso questo assenso: inserire il numero telefonico all’interno di un apposito spazio. Questo si traduce nella scomparsa di tasti che si “deformano” per farci premere inavvertitamente sul “SI”, su banner con tasti che vanno ad intermittenza, insomma pone la parola “FINE” a tutti quegli espedienti con cui ormai eravamo costretti a convivere da anni. Mi preme precisare che in tal senso l’AGCOM è stata molto chiara, dedicando ben 15 pagine per escludere tutti questi “mezzucci” uno ad uno, onde evitare fraintendimenti. Insomma, davvero un bel passo avanti, finalmente!

PUNTO NUMERO DUE

Come ormai si attendeva da anni, si è intervenuto anche sulla fonte primaria di tutta questa vicenda, ovvero l’assurda pratica degli operatori telefonici che passavano in AUTOMATICO (senza il nostro assenso) i numeri telefonici dei propri clienti alle varie società che offrono questo tipo di servizi a pagamento. Questo, con l’entrata in vigore della nuova normativa, non sarà più possibile, ma anzi sarà VIETATO PER LEGGE!

PUNTO NUMERO TRE

Chi ha avuto la sfortuna di incappare in queste disavventure, è ben consapevole delle difficoltà incontrate successivamente per ottenere i sacrosanti rimborsi. Lo stesso Loris, in uno dei suoi video dedicati all’argomento, ha ammesso di aver dovuto fare la voce grossa con l’operatore telefonica per poter avere indietro i propri soldi.

La nuova normativa introduce la necessità di approntare un sistema più veloce e trasparente per far ottenere i rimborsi ai clienti.

Su questo punto però, AGCOM lascia per adesso potere di iniziativa agli operatori telefonici, senza indicare uno specifico sistema di rimborsi. Occorre però ricordare che, secondo la legge, l’intera normativa dovrà attraversare una consultazione pubblica di 60 giorni, dopo di che entrerà immediatamente in vigore. Per cui, volenti o nolenti, gli operatori telefonici dovranno introdurre un sistema di rimborsi che vada a semplificare la vita degli utenti.

PUNTO NUMERO QUATTRO

Questo punto potremmo denominarlo con il termine “TRASPARENZA”. L’AGCOM ha infatti constatato che, attualmente, le bollette e i contratti telefonici sono assolutamente poco chiari.

Nel momento in cui scatta uno dei servizi indesiderati, l’utente spesso non riesce neanche a comprendere dalla propria bolletta (o dal proprio contratto) cosa sia stato effettivamente attivato sulla propria linea.

Non solo, ma le nuove misure riguardano anche i contratti offerti direttamente dagli operatori telefonici.

In particolare, per la linea fissa, si dovrà indicare la banda minima garantita per i servizi ADSL e scrivere in maniera chiara il cosìdetto “codice di migrazione”, ovvero quel codice che serve per potersi accasare con un altro operatore, e che attualmente viene omesso o scritto in maniera troppo piccola e quindi incomprensibile (ebbene si, gli operatori fanno anche queste cose!).                                                                                             Anche in questo caso, AGCOM non ha tralasciato nulla al caso, ed ha dedicato ben 25 pagine per descrivere nei minimi dettagli tutte le nuove voci che devono essere introdotto nelle bollette e nei contratti, e soprattutto ha eliminato tutte le forme poco chiare attualmente utilizzate.

PUNTO NUMERO CINQUE

Grazie a questa nuova normativa, i contratti potranno essere disdetti tranquillamente tramite la propria mail personale, senza che ci sia la necessità di dover inviare una raccomandata come invece avviene adesso. Indubbiamente una comodità, ma sorge comunque il problema di dimostrare che l’operatore telefonico abbia effettivamente ricevuto la mail. In tal senso, AGCOM ha previsto la modifica della normativa all’interno dei 60 giorni di consultazione pubblica, così da poter sopperire a questa lacuna.

Insomma, a prima vista sembra davvero che, una volta tanto, siano state fatte le cose per bene, senza tralasciare nessun particolare rilevante. Prima però di poter esprimere un completo parere positivo, occorre che siano superati senza stravolgimenti i 60 giorni.

La speranza infatti è che AGCOM non ceda difronte alle inevitabili pressioni degli operatori telefonici che interverranno in questo lasso di tempo.

Non dimentichiamoci infatti che questi servizi telefonici indesiderati hanno generato un giro di affari di 1 miliardo di euro, una cifra enorme. E’ evidente quindi che gli interessi economici sono molto elevati, ed in questo Paese quando si parla di profitti la cosa comincia a diventare spinosa. Per tale ragione, prendo con voi l’impegno di continuare a monitorare la situazione ed a informarvi in caso di intervenute modifiche della normativa. Nel frattempo, discutiamone insieme!

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