L’Unione Europea punta decisa sul caricabatteria unificato: Apple sul piede di guerra
Chi segue assiduamente il mondo della telefonia mobile, sa perfettamente che dal lontano 2009, all’interno dell’UE, si parla di uno standard unificato per i caricabatteria. Questo dibattito è stato sempre ostacolato dai vari produttori (in particolare la Apple n.d.r.), intenzionati a mantenere i connettori proprietari, soprattutto in relazione al business legato agli accessori. Inutile ricordare i vantaggi che lo standard unificato potrebbe portare, partendo dal fattore ecologico fino ad arrivare a quello economico per noi consumatori.
Questa situazione di stallo si è finalmente sbloccata a fine Dicembre del 2013, quando è stato raggiunto un accordo provvisorio tra i membri del Parlamento Europeo. Tale accordo prevede che fra due mesi ci sia un voto sul progetto, e che, una volta approvato, i Paesi membri abbiano 2 anni per recepire la normativa, mentre i produttori dovranno adeguarsi nel giro di 1 anno. Insomma, entro il 2017 lo standard unificato sarà realtà. Come avviene sempre in questi casi, i tempi non sono proprio ristretti, ma credo che il fatto stesso di avere delle date precise ed una data di voto, sia già un passo concreto.
Non è stato ancora specificato quale potrebbe essere lo standard in questione: alcuni parlano della micro-usb (che tutti noi conosciamo molto bene), altri ancora puntano sulla nuova entrata Type-C, che dovremmo vedere al Mobile World Congress di quest’anno.
Come era preventivabile, l’azienda di Cupertino è pronta a dare battaglia a questo provvedimento. Appena un anno fa ha sostituito la vecchia presa a 30-pin con il nuovo connettore Lightning, ed un ulteriore cambio nel giro di poco tempo potrebbe far indispettire non poco gli affezionati della Mela morsicata. Certo, è difficile per una singola azienda combattere contro l’Unione Europea, ma se l’azienda in questione si chiama Apple, tutto è possibile. Riusciremo ad avere il tanto agognato standard unificato per i caricabatteria? Solo il tempo potrà dircelo.
Articolo by Saverio Alloggio