Anonimo “ingegnere di Xbox” spiega il Piano Famiglia e le funzioni social della console AGGIORNAMENTO: su Twitter arrivano le smentite

Anche se tutto questo è ormai parte del passato, c’è qualcuno che lavora per Microsoft in vena di spiegare alcune funzioni della console. Non sappiamo se questo anonimo lavori effettivamente su Xbox, ma vale la pena leggere le sue dichiarazioni su pastebin. Continua dopo il salto.

Il punto principale del suo post, verge contro Microsoft stessa, che insieme ai suoi collaboratori non sarebbe stata in grado di spiegare correttamente le funzioni innovative della nuova Xbox One. Inoltre il presunto ingegnere si schiera a spada tratta contro l’usato, che starebbe mettendo in ginocchio i sviluppatori di videogiochi.

Le sue parole iniziano a farsi interessanti nel momento in cui spiega il “piano famiglia”:

Ogni utente Xbox One era libero di creare una libreria condivisa con tutti o alcuni dei suoi titoli e condividerla con 10 individui appartenenti a questo “piano famiglia”.

Fin qui c’è poco di nuovo, ma aggiunge: “il piano famiglia” permetteva ai suoi componenti di accedere ad una sorta di modalità DEMO del videogioco, il titolo poteva essere giocato per un tempo prefissato come 15, 30 minuti o 1 ora, allo scadere, l’utente sarebbe stato reindirizzato allo store per acquistare il titolo, una volta in possesso della sua copia poteva continuare a giocare senza perdere i suoi progressi fatti nella demo.

Questa dichiarazione non fa che gettare ancora più confusione sui piani di Microsoft riguardo questa funzione. Pre-E3 si parlava di 10 persone che potevano accedere al contenuto, ma solo uno alla volta sarebbe stato in grado di giocare. Post-E3 tra le interviste si è parlato di 2 giocatori al massimo sulla stessa licenza. Ma se questo “piano famiglia” non è altro che una demo per pubblicizzare i videogiochi, non avrebbe senso limitarla ad un numero di giocatori.

Nella parte social si legge:

Ogni account Xbox live avrebbe avuto una sorta di “Home page” dove postare i propri risultati, screenshots, video, archievements, show televisivi preferiti e guardati e molto altro. Gli utenti potevano seguire un’altro utente come accade con Twitter o Facebook e seguire i progressi dell’altro.

Il post si conclude tornando sul discorso delle milioni di Xbox connesse online 24 ore su 24, affermando che sono molte di più degli utenti Steam e che in base a questi dati i servizi offerti dalla nuova Xbox One sarebbero stati disponibili per tutti. Le righe finali riprendono esattamente le parole di Don Mattrik, a capo della divisione Xbox: Per chi non vuole queste innovazioni abbiamo un prodotto specifico chiamato Xbox 360.

Inutile aggiungere che questo non cambia la svolta intrapresa da Microsoft, quello che trapela è l’esatta confusione tra i loro addetti ai lavori. Confusione che durante il lancio di un prodotto non ci si può permettere.

AGGIORNAMENTO:

Alcuni esecutivi Microsoft spiegano su Twitter che non bisogna fidarsi di tutto quello che si legge in rete, smentendo queste nuove voci sul limite di tempo del piano famiglia. Sarà stato veramente così oppure stanno solo cercando di difendersi?

xbone tweet

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