Huawei presenta il rapporto 2011 sulla Responsabilità Sociale

Milano 11 Maggio, 2012: Huawei, azienda leader nelle soluzioni di information e communication technology, ha presentato oggi il rapporto 2011 sulla Responsabilità Sociale. Il documento offre una panoramica degli impegni di Huawei e delle attività previste nell’ambito della Corporate Social Responsibility. Queste ultime comprendono il superamento del digital divide, l’attenzione rivolta ai propri dipendenti, la trasparenza delle operazioni, la tutela dell’ambiente, il contributo sociale, la gestione responsabile della supply chain, le comunicazioni agli stakeholder e la sicurezza delle attività. Il rapporto, che conferma gli sforzi e il contributo di Huawei nel guidare lo sviluppo sostenibile dell’economia, della società e dell’ambiente, è consultabile online al seguente indirizzo http://www.huawei.com/en/csr2011.

“Abbiamo adottato una strategia che integra la responsabilità sociale in tutte le nostre attività di business; questo rapporto offre una visione d’insieme del nostro impegno come azienda socialmente responsabile “, ha commentato Sun Yafang, Presidente Esecutivo di Huawei.

Come illustrato nel rapporto, nel corso del 2011, Huawei ha lavorato proattivamente per adempiere alle proprie responsabilità sociali, ottimizzando il proprio sistema di gestione della Corporate Social Responsibility in base alla normativa ISO26000. A tal fine la società ha, inoltre, costituito un Comitato dedicato alla CSR per assicurare che la sua strategia sia applicata efficacemente nelle fasi di pianificazione tecnica, implementazione e supervisione.

Si tratta del quarto rapporto annuale di Huawei sulla CSR. Il documento, realizzato in conformità con le linee guida G3 della GRI (Global Reporting Initiative), divulga in modo sistematico e regolare le iniziative e le pratiche intraprese da Huawei. In questa edizione, Huawei ha reso pubblici più indicatori GRI rispetto al rapporto 2010, raggiungendo un livello di applicazione pari a B+. Di seguito i punti salienti del rapporto:

  • La realizzazione di una roadmap che, da qui ai prossimi cinque anni, stabilisca obiettivi da conseguire progressivamente nell’ambito della strategia CSR, puntando sull’ottimizzazione, il rafforzamento e il miglioramento del suo sistema di gestione.

  • Il proseguimento della “Phone Lady Initiative”, realizzata con il principale operatore in Bangladesh, che è stata riconosciuta dal World Economic Forum e da Boston Consulting Group come un prezioso strumento per aiutare le persone che vivono in aree isolate ad aumentare i loro redditi, a trovare un lavoro e a ricevere informazioni in maniera tempestiva. Nel 2011, più di 28.000 persone sono riuscite a raggiungere un reddito medio di tre volte superiore rispetto al reddito procapite del Bangladesh.

  • L’utilizzo della tecnologia Instant Network, una rete GSM mobile sviluppata in collaborazione con un cliente durante una missione umanitaria a Barsaloi in Kenya; questa soluzione garantisce servizi di telecomunicazione in meno di 40 minuti in aree disagiate o in situazioni critiche, permettendo così agli abitanti locali di mettersi in contatto con le loro famiglie.  

  • Il risparmio dell’equivalente di energia consumata annualmente da 250.000 famiglie, grazie alla tecnologia ecosostenibile a banda larga Huawei.

  • La diminuzione del disboscamento di alberi pari a una superficie di 5.300 m3 e la conseguente riduzione di emissioni di CO2 pari a 13.000 tonnellate; tutto questo grazie alle soluzioni di imballaggio e confezionamento ecosostenibili utilizzate da Huawei. 

  • Il supporto nella lotta alla fame e alla sete intrapresa dalla Croce Rossa in Kenya; la concessione di borse di studio agli studenti grazie al programma Telecom Seeds for the Future; il progetto eHope, che ha garantito l’accesso a programmi di e-education a bambini che vivono nelle aree isolate dell’India.

  • La certificazione di 27 fornitori come “green partner” di Huawei e la conferma da parte di altri 441 fornitori di non utilizzare o approvvigionarsi con materie prime estratte con pratiche non conformi agli standard convenzionali.
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