Un’altra denuncia di Apple contro Samsung: questa volta tocca al Galaxy Nexus

Ho pensato molto prima di decidere se scrivere questo articolo; il rischio di scatenare una “guerra” di commenti, insulti e comportamenti da fanboy estremisti stava per farmi desistere. Poi mi sono detto che i nostri utenti sono speciali, che sapranno andare oltre la semplice faziosità, che sono così maturi da leggere tra le righe e cogliere l’essenza delle mie parole, prendendole così per quello che sono: una semplice traccia per dare avvio ad una sana e utile discussione in merito all’argomento, senza per questo essere obbligatoriamente d’accordo con il mio pensiero. Anzi, sono in attesa di leggere i commenti di coloro i quali sono in aperto disaccordo; la maturità che vi contraddistingue saprà sicuramente mettere il “sale” nella giusta quantità a questo articolo che descrive un’altra, ennesima denuncia di Apple contro Samsung, oggetto del contendere la “solita” presunta violazione di brevetti. Per una volta tralascerò la traduzione in inglese, poco utile, secondo me, per un articolo di questo tipo. Vi aspetto dopo il break.

 Ancora una volta Apple, attraverso la denuncia contro Samsung, vuole, in realtà, colpire Google ed il suo sistema operativo Android; questa volta l’oggetto del contendere è il Galaxy Nexus e la presunta violazione di tre brevetti:

E’ opportuno premettere due cose molto importanti: La prima è che la proprietà intelettuale deve sempre essere tutelata. La tutela ed il giusto compenso di chi abbia inventato qualcosa sono i cardini fondamentali in un mondo che basa sulla concorrenza leale il proprio fondamento. La seconda è che la modalità utilizzata dall’Ufficio Brevetti americano per concedere il diritto di proprietà su un’idea, progetto, forma sembra essere quanto meno molto “allegro”, se mi passate il termine. Questo crea le opportunità per accuse, denunce, richieste di sospensioni delle vendite da parte di quelle case così abili da leggere tra le righe del brevetto in se. Io non voglio entrare nel merito di quanto sia giusto ma provate a focalizzare l’attenzione sulla prima, presunta violazione: se fosse come Apple denuncia, vorrebbe dire che la casa di Cupertino avrebbe il diritto di vietare il collegamento ipertestuale a chiunque lo usasse senza permesso. Faccio notare che questa violazione è la stessa che Apple ha contestato ad HTC e riguarda qualcosa inventato più di vent’anni fa. Correggetemi se sbaglio: mi pare che all’epoca non esistessero nè iPhone nè Galaxy Nexus. Gli altri tre brevetti, onestamente, fanno un po’ ridere e fanno tornare in mente quanto da voi utenti commentato tante volte: sarebbe come se qualcuno domani ottenesse il brevetto per l’utilizzo del disegno di un volante per auto; cosa farebbero tutte le altre case automobilistiche? Io non voglio dare ragioni o torti ma penso che Apple stia un po’ estremizzando quanto il suo guru Steve Jobs dichiarò qualche anno fa e cioè di essere pronto a scatenare una guerra termonucleare ed a spendere fino all’ultimo centesimo dell’immenso capitale della casa per “distruggere” Android. Ci sono sicuramente delle colpe anche dalle parti di Mountain View ma, soprattutto, da parte di quei produttori che si “ispirano” un po’ troppo ai prodotti della mela; ma questo non può giustificare questa sorta di crociata, di guerra santa verso tutto ciò che è Android. Oltretutto l’accanimento contro Samsung, HTC e Motorola non può non nascondere la paura che questi brand sottraggano importanti quote di mercato al prodotti di Cupertino. Mi chiedo, e qui voglio il conforto di voi utenti della Mela che so per certo essere quanto meno infastiditi da questo atteggiamento, cosa accadrebbe se Apple, dall’alto dell’enorme quantità di denaro a disposizione, impiegasse tutte le sue risorse in una sana competizione sul mero campo della tecnologia e dell’innovazione. E’ indubbio che iPhone e compagnia abbiano rivoluzionato il mondo degli smartphone e inventato (o reinventato) nuovi spazi con iPad, ma credo sia arrivato il momento di tornare ad occuparsi di progetti tecnici e preoccuparsi di dotare i prossimi iPhone/iPad di tutte quelle innovazioni che permettaranno loro di dominare il mercato come successo negli ultimi anni. Ma penso anche che Google debba dare un segno importante per far capire che può vivere di luce propria e non riflessa. L’acquisizione di Motorola è un buon primo passo ma, secondo me, non può bastare. Qui non è il caso di decidere chi copia per primo; è il caso di spostare la competizione dalle aule dei tribunali ai computer dei progettisti. Solo così potremo ammirare, utilizzare, tessere le lodi o bocciare i prossimi dispositivi. Non oso pensare cosa possa costare l’onorario di un solo avvocato (e credo saranno almeno una decina per ogni causa) che si occupi della gestione di queste denunce: pensate se solo la metà di quei soldi andasse alla ricerca e sviluppo dei nuovi prodotti.

Lascio lo spazio ai vostri commenti, augurandomi di non dover intervenire se non per mantenere il giusto tono di discussione.

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