Motorola brevetta uno smartwatch che diventa telefono

Motorola ha depositato negli Stati Uniti il brevetto di uno smartwatch che diventa telefono grazie a un particolare display arrotolabile. Lo schermo può avvolgersi intorno al polso, assumere la forma di un bracciale oppure aprirsi completamente. Le due metà possono poi essere affiancate e unite attraverso un sistema magnetico, creando un dispositivo con proporzioni simili a quelle di uno smartphone. Per ora si tratta soltanto di un progetto, senza conferme su produzione e lancio.

Lo smartwatch che diventa telefono immaginato da Motorola prova a unire due categorie molto diverse attraverso un solo display flessibile. Il brevetto, depositato negli Stati Uniti alla fine di luglio, descrive infatti un dispositivo capace di cambiare forma.

A differenza dei normali pieghevoli, il progetto non cerca di inserire uno schermo da tablet dentro un telefono. Motorola parte invece da un oggetto da indossare e prova a trasformarlo in uno smartphone completo.

Il risultato è un concept insolito. Da chiuso si porta al polso, mentre da aperto offre una superficie touch più ampia. Inoltre, una serie di agganci magnetici permette di modificare la disposizione dello schermo.

Non esiste ancora un prodotto commerciale. Di conseguenza, eventuali immagini ricostruite sulla base del brevetto devono essere considerate semplici rappresentazioni illustrative.

Come funziona lo smartwatch che diventa telefono

La parte centrale del progetto è un pannello arrotolabile, abbastanza flessibile da avvolgersi intorno al polso.

Quando viene usato come smartwatch, il display circonda il braccio e sovrappone leggermente le proprie estremità. In pratica, lo schermo sostituisce sia la cassa tradizionale sia parte del cinturino.

Questa soluzione permetterebbe di mostrare informazioni lungo una superficie più estesa rispetto a quella di un normale orologio. Notifiche, attività sportive e comandi potrebbero quindi occupare zone diverse del display.

Allo stesso tempo, la struttura non sarebbe rigida. L’utente potrebbe avvicinare le due estremità senza sovrapporle, creando una sorta di bracciale con schermo orizzontale.

Questa configurazione rappresenta uno degli aspetti più originali del brevetto. Il dispositivo non avrebbe infatti soltanto due modalità, ma potrebbe adattarsi a diverse forme intermedie.

Il pannello sarebbe completamente touch. Di conseguenza, l’interfaccia dovrebbe cambiare disposizione in base alla curvatura e alla posizione dello schermo.

Motorola trasforma lo smartwatch in uno smartphone

La trasformazione completa richiede alcuni passaggi. Prima di tutto, l’utente deve srotolare il display fino a ottenere una lunga superficie piatta.

A quel punto, le due metà vengono ripiegate lateralmente e affiancate. Un sistema magnetico le mantiene unite, formando uno schermo con proporzioni simili a quelle di un telefono.

Lo smartwatch che diventa telefono non si limita quindi ad allungarsi. Il pannello cambia anche disposizione per aumentare la larghezza e creare un formato più pratico.

Questa soluzione dovrebbe rendere più comode attività come scrittura, navigazione web e visualizzazione di video. Inoltre, una superficie più larga potrebbe ospitare applicazioni vicine a quelle di uno smartphone tradizionale.

Resta da capire come verrebbe gestita la linea di unione tra le due parti. Il brevetto descrive l’aggancio magnetico, ma non permette di valutare la continuità visiva del display.

Anche la resistenza rappresenterebbe una sfida. Uno schermo arrotolabile deve sopportare pieghe, torsioni e continui cambi di forma senza danneggiarsi.

Batteria, memoria e componenti devono seguire il display

La documentazione mostra anche la possibile disposizione dei componenti interni. Tra gli elementi citati figurano batteria, memoria e circuiti elettronici.

In un normale smartphone, questi componenti vengono inseriti dentro una struttura rigida. Nel progetto Motorola, invece, devono accompagnare un dispositivo capace di curvarsi e cambiare forma.

Per questo, ogni elemento dovrebbe occupare una posizione precisa. Le parti rigide potrebbero essere distribuite in piccoli moduli, collegati tra loro da sezioni flessibili.

La batteria sarebbe uno dei componenti più difficili da integrare. Una singola cella tradizionale limiterebbe infatti la capacità del dispositivo di arrotolarsi.

Motorola potrebbe quindi utilizzare più celle separate. Il brevetto, però, non fornisce dati su capacità, autonomia o sistema di ricarica.

Mancano anche informazioni su fotocamere, altoparlanti, microfoni e connettività. Inoltre, non viene spiegato come il dispositivo riconoscerebbe automaticamente la modalità selezionata.

Il software dovrebbe adattarsi in pochi istanti. Quando lo schermo passa dal polso al formato smartphone, icone, finestre e controlli dovrebbero cambiare posizione senza interrompere l’utilizzo.

Un brevetto non garantisce l’arrivo sul mercato

L’idea è originale, ma il deposito di un brevetto non conferma lo sviluppo di un prodotto destinato ai negozi.

Le aziende proteggono spesso progetti sperimentali per evitare che altre società registrino soluzioni simili. Molte tecnologie brevettate, quindi, non raggiungono mai la produzione.

In questo caso, le difficoltà tecniche sarebbero numerose. Lo schermo dovrebbe resistere all’uso quotidiano, mentre magneti e cerniere virtuali dovrebbero garantire un allineamento preciso.

Anche il comfort avrebbe un ruolo importante. Un dispositivo abbastanza grande da diventare smartphone potrebbe risultare ingombrante quando viene avvolto intorno al polso.

Inoltre, batteria e componenti interni non dovrebbero creare punti rigidi o fastidiosi. Il peso andrebbe distribuito in modo uniforme lungo tutta la superficie.

Motorola ha comunque già sperimentato con schermi arrotolabili. Il nuovo brevetto prosegue quindi una ricerca che il marchio porta avanti da tempo, anche attraverso concept e prototipi.

Per ora, lo smartwatch che diventa telefono resta un’idea protetta dalla documentazione brevettuale. Mostra però un approccio diverso rispetto ai pieghevoli tradizionali e immagina un solo dispositivo capace di adattarsi a più momenti della giornata.

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