id Software resta attiva: id Tech è al sicuro, lo dice Hugo Martin
Il direttore Hugo Martin ha smentito le voci sul forte ridimensionamento di id Software dopo i tagli di Xbox: il team avrebbe dimensioni simili a quello di Doom del 2016, mentre il motore id Tech resta attivo.
id software è al sicuro: Hugo Martin rassicura i fan
id Software non sarebbe stata smantellata dai recenti tagli che hanno colpito la divisione Xbox. A chiarirlo è stato Hugo Martin, co-direttore dello studio e figura centrale nello sviluppo dei moderni Doom.
Durante una livestream dedicata a Doom: The Dark Ages, Martin ha respinto le ricostruzioni più pessimistiche. Secondo il dirigente, il team dispone ancora delle risorse necessarie per sviluppare nuovi giochi completi.
Inoltre, anche il futuro di id Tech non sarebbe in discussione. Il motore proprietario continua infatti a essere sviluppato attraverso diversi gruppi collegati a Bethesda e Xbox.
id Software smentisce il drastico ridimensionamento
Le preoccupazioni erano nate dopo la diffusione di alcuni documenti legali. Secondo queste informazioni, id Software avrebbe perso quasi tre quarti dei suoi 185 dipendenti.
Il personale sarebbe quindi sceso a circa 49 persone: alcuni ex dipendenti avrebbero descritto la situazione come una vera e propria strage lavorativa.
Da qui è nata l’ipotesi di una trasformazione dello studio. id Software avrebbe potuto abbandonare lo sviluppo autonomo per diventare un semplice team di supporto interno a Xbox.
Hugo Martin ha però smentito questa versione. Il direttore ha dichiarato che id Software non è stata svuotata e non conta soltanto una cinquantina di persone.
Secondo Martin, lo studio avrebbe oggi dimensioni paragonabili a quelle del team che realizzò Doom nel 2016. Anche i canali social ufficiali hanno ribadito la stessa posizione.
id Tech continua a essere sviluppato
Una delle preoccupazioni principali riguardava il motore id Tech. Diversi ingegneri specializzati sarebbero stati coinvolti nei tagli, alimentando dubbi sul futuro della tecnologia.
Martin ha spiegato che lo sviluppo non dipende soltanto dal personale presente nella sede principale. Gli ingegneri di id Tech lavorano anche a Francoforte e presso MachineGames.
I diversi gruppi collaborano regolarmente tra loro. Di conseguenza, il motore resta operativo e potrà continuare a sostenere i prossimi progetti.
id Tech rappresenta da anni uno degli elementi distintivi delle produzioni id Software. È stato utilizzato per gestire frame rate elevati, combattimenti rapidi e ambienti molto dettagliati.
La conferma di Martin riduce quindi il rischio di un progressivo abbandono della tecnologia proprietaria. Tuttavia, resta da capire quale sarà la portata dei prossimi giochi.
Un team più piccolo può realizzare un nuovo Doom?
Doom del 2016 accredita circa 75 persone appartenenti a id Software. Il confronto scelto da Martin offre quindi un riferimento positivo, ma non elimina ogni dubbio.
Negli ultimi dieci anni, i costi di sviluppo sono aumentati in modo importante. Inoltre, Doom Eternal e Doom: The Dark Ages hanno alzato il livello per dimensioni, animazioni e complessità tecnica.
Un team simile a quello del 2016 potrebbe ancora realizzare un grande gioco. Tuttavia, serviranno una struttura efficiente e il supporto degli altri studi del gruppo.
La collaborazione con MachineGames e con gli ingegneri europei di id Tech potrebbe risultare decisiva. Anche l’eventuale utilizzo di partner esterni potrebbe alleggerire il carico sul team principale.
Per ora, Martin si è limitato a confermare che lo studio sta lavorando a nuovi progetti. I dettagli arriveranno soltanto quando Xbox e Bethesda daranno il via libera.
id Software vuole continuare la storia di Doom
Durante la livestream, Hugo Martin ha parlato anche del futuro narrativo della saga: il direttore vorrebbe completare la storia delle origini del Doom Slayer.
Doom: The Dark Ages ha raccontato una parte del passato del protagonista. Tuttavia, resta ancora uno spazio temporale da collegare all’inizio di Doom del 2016.
Martin vorrebbe arrivare fino al momento in cui il Doom Slayer viene rinchiuso nel sarcofago: è proprio da quella struttura che il protagonista si risveglia nelle prime scene del gioco del 2016.
Non si tratta ancora della conferma di un nuovo capitolo. Le parole del direttore mostrano però che lo studio ha già idee precise su come proseguire.
La porta resta quindi aperta a un’altra produzione ambientata prima di Doom del 2016. Il progetto potrebbe completare il collegamento tra The Dark Ages e la trilogia moderna.
Revelations rende The Dark Ages più veloce
La livestream è stata organizzata per accompagnare Revelations, nuova espansione di Doom: The Dark Ages pubblicata la scorsa settimana.
Il contenuto aggiuntivo aumenta velocità e mobilità. Di conseguenza, l’esperienza si avvicina maggiormente al ritmo frenetico di Doom Eternal.
La novità principale è la Chain Spear, un’arma da mischia che può essere migliorata e personalizzata. Alcuni potenziamenti cambiano in modo netto le possibilità offerte durante i combattimenti.
L’espansione mostra anche che id Software continua a lavorare direttamente sulla serie. Questo elemento rafforza le dichiarazioni di Martin sullo stato attuale dello studio.
I tagli di Xbox restano un problema aperto
Le rassicurazioni non cancellano la portata della ristrutturazione interna a Microsoft. I tagli hanno colpito numerosi studi e progetti legati alla divisione Xbox.
Circa 1.600 posti di lavoro sarebbero già stati eliminati. Inoltre, altri 1.600 licenziamenti potrebbero arrivare entro la prossima estate.
Alcuni studi hanno lasciato il gruppo, mentre altri hanno subito riduzioni importanti. L’intera divisione continua quindi ad attraversare una fase complessa.
id Software sembra però intenzionata a mantenere la propria identità. Il team di Doom resta operativo, id Tech continua a essere sviluppato e la storia del Doom Slayer potrebbe proseguire.
Le parole di Hugo Martin offrono una rassicurazione concreta: ora serviranno nuovi annunci per capire quanto sia ambizioso il futuro dello studio.