Spotify AI: arriva il chatbot per conversare dentro l’app

Spotify AI: arriva il chatbot per conversare dentro l’app

Spotify porta nell’app un vero chatbot AI conversazionale: gli utenti possono parlare o scrivere per scegliere cosa ascoltare, salvare brani e fare domande. Il sistema può anche consultare playlist, artisti preferiti e cronologia personale. La beta parte su iOS e Android, ma inizialmente sarà limitata a pochi Paesi.

Spotify AI: una nuova aggiunta

Spotify aggiungerà un chatbot direttamente nella sua applicazione: la nuova esperienza si chiama Talk to Spotify. La funzione permette di parlare con il servizio usando la voce o, in alternativa, si può scrivere una richiesta.

Spotify risponde e continua la conversazione, quindi, l’utente può modificare la selezione musicale con comandi successivi. Il chatbot compare nella Home e nella schermata di riproduzione, non serve aprire altre app o passare attraverso menu complessi.

Spotify AI controlla musica e riproduzione

Talk to Spotify può gestire diverse operazioni comuni.

Per esempio, si può chiedere di ascoltare artisti mai riprodotti prima e, subito dopo, si può affinare la scelta.

L’utente può aggiungere un cantante preciso. Inoltre, può richiedere brani recenti oppure un ritmo più vivace, la conversazione resta collegata alla richiesta precedente: di conseguenza, non serve ripetere ogni volta tutte le informazioni.

Il chatbot permette anche di salvare una canzone, può aggiungerla alla coda oppure seguire direttamente l’artista. Spotify prova così a ridurre i passaggi manuali. Molte operazioni diventano accessibili tramite una semplice frase.

Spotify AI: si possono fare domande su album e artisti

La nuova funzione non si limita ai comandi di riproduzione.

Dalla schermata del brano si possono chiedere informazioni su album, generi e artisti. Spotify può indicare, per esempio, l’anno di pubblicazione.

Inoltre, può raccontare il contesto di un disco o suggerire musica collegata. La conversazione prosegue senza interrompere l’ascolto.

Le domande possono riguardare anche podcast e audiolibri: durante un podcast, si può chiedere in quali altri programmi è apparso un ospite. Con un audiolibro, invece, si possono cercare altre opere dello stesso autore.

L’azienda vuole quindi trasformare l’ascolto in un’esperienza più interattiva: l’app non riproduce soltanto contenuti, ma aiuta anche ad approfondirli.

Spotify AI analizza gli ascolti personali

Una delle funzioni più interessanti riguarda la cronologia dell’utente.

Spotify conosce playlist, artisti preferiti e brani ascoltati più volte, Talk to Spotify usa questi dati per rispondere a domande personali. Si può chiedere quando è stato ascoltato un brano per la prima volta, oppure quali generi hanno dominato gli ultimi mesi.

Il chatbot può anche individuare artisti ricorrenti e cambiamenti nelle abitudini. In questo modo, offre una lettura più immediata dei propri gusti.

Questa parte ricorda alcune informazioni mostrate durante Spotify Wrapped. La differenza riguarda però l’accesso continuo.

Non bisogna attendere un riepilogo annuale. Le domande possono essere poste direttamente durante l’uso quotidiano dell’app.

Non è la stessa funzione di Spotify DJ

Talk to Spotify amplia il lavoro già avviato con Spotify DJ.

DJ seleziona musica personalizzata e accompagna i brani con brevi interventi vocali. Il nuovo chatbot permette invece una conversazione più libera.

L’utente non riceve soltanto una selezione automatica. Può correggerla, cambiarla e approfondirla con richieste successive.

Inoltre, Talk to Spotify gestisce podcast, audiolibri e informazioni sulla cronologia personale.

Le due funzioni potrebbero quindi convivere: DJ mantiene un ruolo più simile a una radio personalizzata, mentre il chatbot risponde direttamente all’ascoltatore.

Solo per gli utenti Premium per ora

La nuova esperienza viene distribuita gradualmente in versione beta.

L’accesso è riservato agli utenti Spotify Premium con almeno 18 anni. Al lancio, la funzione sarà disponibile negli Stati Uniti, in Irlanda e in Svezia.

Talk to Spotify funzionerà in inglese. Inoltre, arriverà sia sugli smartphone Android sia su iPhone.

Per ora non è stata indicata una data per l’Italia. Spotify potrebbe ampliare la disponibilità dopo la prima fase di prova.

La società avverte anche che le risposte non saranno sempre perfette. I commenti degli utenti serviranno quindi a migliorare il servizio.

Un chatbot sempre presente nell’app

L’integrazione nella Home rende Talk to Spotify facile da raggiungere: per parlare basta premere il pulsante del microfono. Chi non vuole usare la voce può digitare la richiesta.

La funzione resta comunque facoltativa: l’applicazione continuerà a funzionare anche con i controlli tradizionali.

L’azienda prova così a rendere più naturale la ricerca dei contenuti. Invece di scorrere molti risultati, si può descrivere ciò che si vuole ascoltare.

La vera prova arriverà con la qualità delle risposte: il chatbot dovrà capire richieste vaghe, gusti personali e conversazioni composte da più passaggi.

La beta servirà proprio a valutare questi aspetti. Se il sistema funzionerà bene, la barra di ricerca potrebbe diventare molto più simile a una conversazione.

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