Cyberpunk 2077 supera i 40 milioni di download
Cyberpunk 2077 ha superato quota 40 milioni di copie vendute nel mondo: un risultato pesante per CD Projekt Red, soprattutto pensando al lancio complicato del 2020 e al lungo lavoro fatto negli anni con patch, aggiornamenti, versione 2.0 e Phantom Liberty. Da caso problematico a long seller: oggi Night City è diventata una delle proprietà più forti dello studio polacco.
Cyberpunk 2077 supera quota 40 milioni di copie vendute
Cyberpunk 2077 ha raggiunto un nuovo traguardo commerciale: il gioco di CD Projekt Red ha superato i 40 milioni di copie vendute a livello globale. Il dato è stato comunicato dallo studio il 3 luglio 2026 e comprende sia le copie standalone del gioco base sia quelle incluse nella Ultimate Edition, il pacchetto che comprende anche l’espansione Phantom Liberty.
Il numero fa ancora più rumore se confrontato con la situazione di pochi mesi fa. Nel report di fine 2025, CD Projekt parlava di 35 milioni di copie per Cyberpunk 2077 e di 10 milioni per Phantom Liberty. In meno di un anno, quindi, il gioco ha aggiunto circa 5 milioni di unità, confermando una coda commerciale molto lunga.
Per un titolo uscito nel dicembre 2020, arrivare a questi numeri nel 2026 significa una cosa precisa: Cyberpunk 2077 non è più solo il gioco del lancio difficile. È diventato un prodotto capace di vendere nel tempo, grazie a una reputazione ricostruita pezzo dopo pezzo.
Cyberpunk 2077, dal lancio difficile al recupero
La storia la ricordiamo bene. Al debutto, Cyberpunk 2077 arrivò sul mercato con enormi aspettative, ma anche con problemi tecnici pesanti, soprattutto sulle console della generazione precedente. Il caso fu talmente grande da portare Sony alla rimozione temporanea del gioco dal PlayStation Store, con una fase di rimborsi che mise CD Projekt Red sotto una pressione enorme.
Da lì è iniziato un lavoro lungo: patch, aggiornamenti, miglioramenti tecnici e correzioni hanno lentamente cambiato la percezione del pubblico, poi è arrivata la versione 2.0, che ha sistemato molte parti centrali dell’esperienza, dal sistema di progressione alla gestione del gameplay.
Il cambio di passo è stato evidente con Phantom Liberty, l’espansione con Idris Elba che ha riportato Cyberpunk 2077 al centro della conversazione gaming. Non solo come “gioco riparato”, ma come RPG maturo, più solido e più vicino all’ambizione iniziale.
I 40 milioni confermano la forza di Night City
Il traguardo delle 40 milioni di copie non va letto solo come un dato di vendita. Per CD Projekt Red è anche una conferma strategica: Cyberpunk è ormai una proprietà forte, capace di affiancare The Witcher e di sostenere nuovi progetti futuri.
Lo studio, nei risultati finanziari del primo trimestre 2026, aveva già sottolineato che le vendite di Cyberpunk 2077 e The Witcher 3 restavano tra i principali motori dei ricavi. Nel trimestre, il gruppo ha registrato 191 milioni di PLN di ricavi e 106 milioni di PLN di utile netto consolidato, anche grazie alla presenza dei giochi nei cataloghi in abbonamento e al supporto continuo per le piattaforme più recenti.
Questo spiega perché CD Projekt Red continui a investire molto sull’universo Cyberpunk. Il gioco è uscito da anni, ma continua a generare vendite, attenzione e nuove opportunità commerciali. Non è un titolo chiuso nel passato: è una base su cui costruire.
Phantom Liberty ha cambiato il racconto
Una parte importante del recupero passa da Phantom Liberty. L’espansione non ha solo aggiunto contenuti, missioni e una nuova area di Night City: ha dato al gioco una seconda occasione mediatica, permettendo a tanti utenti di rientrare o di provarlo per la prima volta in una forma molto più stabile.
Il dato delle 10 milioni di copie vendute per Phantom Liberty, indicato da CD Projekt nel bilancio 2025, conferma che l’espansione non è stata un semplice contenuto extra per appassionati. È diventata uno dei pilastri del rilancio commerciale di Cyberpunk 2077.
A questo si aggiunge la spinta arrivata nel tempo da Cyberpunk: Edgerunners, la serie animata Netflix che ha riacceso l’interesse sul gioco e ha contribuito a riportare molti utenti dentro Night City. Tra anime, DLC, aggiornamenti e nuove versioni, CD Projekt Red è riuscita a trasformare un lancio complicato in una storia di recupero piuttosto rara nel mondo dei videogiochi.
Cyberpunk 2 parte da una base molto più solida
Il successo aggiornato di Cyberpunk 2077 pesa anche sul futuro. Cyberpunk 2 è già in sviluppo e il nuovo traguardo commerciale dà allo studio una posizione molto diversa rispetto a quella del 2020. Allora c’era una promessa enorme da mantenere, ora c’è una community ampia, un mondo narrativo riconoscibile e un marchio molto più forte.
Questo non significa che il prossimo capitolo avrà vita facile: le aspettative saranno altissime e CD Projekt Red dovrà dimostrare di aver imparato dagli errori del primo lancio. La differenza è che oggi la serie non parte più da zero. Parte da 40 milioni di copie vendute, da un’espansione molto apprezzata e da un pubblico che, dopo anni di aggiornamenti, è tornato a fidarsi.
Per CD Projekt Red è probabilmente il risultato più importante: non solo aver venduto tanto, ma aver ricostruito credibilità intorno a un progetto che sembrava compromesso.
Da caso problematico a long seller
Cyberpunk 2077 resta uno dei casi più particolari dell’industria recente. È partito male, ha ricevuto critiche durissime, ha pagato errori tecnici e comunicativi evidenti, eppure, nel tempo, è riuscito a cambiare completamente traiettoria.
Oggi il superamento dei 40 milioni di copie mette nero su bianco questo percorso. Cyberpunk 2077 non è più solo il simbolo di un lancio gestito male. È anche la prova che un gioco può essere recuperato, se dietro ci sono risorse, tempo, aggiornamenti concreti e una community disposta a concedere una seconda possibilità.
Per i giocatori, resta una lezione semplice: il day one conta, ma non racconta sempre tutta la storia. Per CD Projekt Red, invece, Night City è diventata una delle colonne del futuro.