AI Slop video: il problema cresce su TikTok
AI Slop video è il nome che descrive una parte crescente dei contenuti artificiali, ripetitivi e prodotti in massa per riempire i feed. Inoltre, uno studio di Kapwing indica percentuali molto alte sui nuovi account TikTok, con un dato vicino al 59% dei video consigliati. Su YouTube il valore indicato è più basso, intorno al 21%, ma resta comunque rilevante. Per questo il problema non riguarda solo l’AI, ma anche gli algoritmi che premiano quantità, attenzione e produzione continua.
AI Slop video: TikTok mostra il problema più grande
Gli AI Slop video sono contenuti generati o assemblati con strumenti AI, spesso con script automatici, voci sintetiche, immagini riciclate e montaggi ripetitivi. Non tutti i video creati con AI sono scadenti, però il termine “slop” indica proprio la parte più debole e seriale.
Inoltre, lo studio citato da 9to5Mac riporta un dato forte: su un nuovo account TikTok, quasi sei video su dieci mostrati nel feed “Per te” sarebbero classificabili come AI slop. Il valore preciso indicato è 59%.
Il dato va letto nel contesto giusto. Infatti, si parla di un account nuovo, senza cronologia, preferenze o interazioni precedenti.
Allo stesso tempo, è proprio questa situazione a mostrare come lavora il feed quando non conosce ancora l’utente. Se l’algoritmo parte già così, il segnale non è rassicurante.
AI Slop video: lo studio Kapwing
Lo studio di Kapwing ha analizzato oltre 10.000 video TikTok distribuiti su 20 categorie popolari. Inoltre, ha osservato i primi 500 video mostrati alla pagina “Per te” di un account appena creato.
Questa doppia lettura rende il quadro più interessante. Da una parte c’è l’analisi dei contenuti per categoria; dall’altra c’è l’esperienza di un utente nuovo, quindi molto vicina a ciò che può vedere chi apre l’app per la prima volta.
Il confronto con YouTube resta significativo. Secondo i dati ripresi, la quota di AI slop su YouTube arriva al 21%, quindi molto meno rispetto a TikTok, ma comunque abbastanza da incidere sull’esperienza.
In più, Kapwing precisa di aver identificato solo contenuti con segnali evidenti, come script e voiceover chiaramente generati dall’AI. Di conseguenza, la quota reale potrebbe essere più alta.
Bambini e contenuti ripetitivi
La parte più delicata riguarda i contenuti per bambini. Inoltre, 9to5Mac riporta percentuali altissime in alcune categorie collegate a cartoon, canzoni e video pensati per i più piccoli.
Nel caso dell’hashtag #CartoonKids, sarebbero stati rilevati 97 video AI su 100. Altre categorie vicine, come #cartoons, #babysong e #forkids, mostrano valori molto elevati.
Questo dato pesa perché i bambini hanno meno strumenti per riconoscere contenuti artificiali, riciclati o costruiti solo per trattenere attenzione. In più, video colorati, ripetitivi e rumorosi possono sembrare innocui, ma non sempre offrono qualità.
Per i genitori il tema diventa pratico. Non basta controllare che un contenuto sia “per bambini”; serve anche capire se è curato, comprensibile e prodotto con un minimo di responsabilità.
AI Slop video: perché riempiono i feed
Gli AI Slop video crescono perché costano poco, si producono in fretta e possono essere pubblicati in grandi quantità. Inoltre, gli algoritmi premiano spesso frequenza, trattenimento e capacità di generare reazioni rapide.
Chi produce questi contenuti può creare decine o centinaia di clip senza troupe, attori, riprese reali o post-produzione complessa. Basta combinare prompt, immagini, voci sintetiche e template.
Di conseguenza, il feed si riempie di video molto simili tra loro. Cambiano titolo, tema o personaggio, ma la struttura resta identica.
In più, l’AI permette di inseguire trend in tempo quasi reale. Quando un formato funziona, viene replicato subito, fino a saturare la piattaforma.
YouTube reagisce meglio, ma non è immune
YouTube sembra mostrare una quantità inferiore di AI slop rispetto a TikTok, almeno nei dati citati. Inoltre, la piattaforma ha iniziato a intervenire contro alcuni canali basati su contenuti AI ripetitivi e di bassa qualità.
Questo non significa che il problema sia risolto. Infatti, il 21% indicato per YouTube resta alto, soprattutto se si considera il peso della piattaforma per informazione, intrattenimento e contenuti per ragazzi.
YouTube ha anche una struttura diversa da TikTok. Il feed Shorts può avvicinarsi molto alla logica dello scroll rapido, mentre i video lunghi mantengono ancora dinamiche più legate a canali, iscrizioni e ricerca.
Allo stesso tempo, anche su YouTube la pressione a pubblicare tanto resta forte. Se un canale AI riesce a generare visualizzazioni, altri proveranno a copiarne il formato.
Una rete piena di contenuti sintetici
Il tema non è demonizzare l’intelligenza artificiale. Inoltre, molti creator usano strumenti AI per montare meglio, tradurre contenuti, generare sottotitoli o semplificare parti tecniche del lavoro.
Il problema nasce quando l’AI diventa una fabbrica di video poveri, seriali e pensati solo per occupare spazio nel feed. In quel caso, l’utente non guadagna tempo: lo perde.
In più, la qualità media delle piattaforme può peggiorare. Se i contenuti umani, curati e originali finiscono sommersi da materiale automatico, trovare qualcosa di buono diventa più faticoso.
Alla fine, gli AI Slop video raccontano una fase nuova dei social. Le piattaforme devono distinguere meglio tra AI usata come strumento e AI usata come riempitivo, mentre gli utenti devono imparare a riconoscere feed sempre più sintetici.