Giochi indie della settimana: horror, sci-fi e sorprese

Giochi indie della settimana: horror, sci-fi e sorprese

Questa settimana porta parecchie idee interessanti per i giochi indie: tra horror narrativo, roguelite sci-fi, survival in prima persona e piccoli progetti fuori schema. C’è il nuovo horror di Supermassive Games, ma anche un titolo ambientato nell’universo di Battlestar Galactica. Inoltre, alcuni progetti in arrivo puntano su puzzle, co-op, pinball e persino caprette digitali da desktop.

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Giochi indie tra horror e fantascienza

I giochi indie continuano a essere uno degli spazi più vivi del mercato, non sempre hanno budget enormi, però spesso provano strade più libere rispetto alle produzioni tradizionali.

Questa settimana il nome più pesante è Directive 8020, nuovo capitolo narrativo firmato Supermassive Games. Lo studio è noto per Until Dawn e The Quarry, quindi il DNA è quello giusto: tensione, scelte, personaggi a rischio e conseguenze diverse in base alle decisioni.

Qui, però, il tono cambia: Directive 8020 porta l’horror nello spazio, con un’impostazione sci-fi ispirata a storie di paranoia, alieni e identità incerte. Una nave coloniale precipita su un pianeta che poteva sembrare una nuova casa per l’umanità, ma l’equipaggio incontra una creatura capace di imitare altre forme di vita.

La novità più interessante è Turning Points, una funzione che permette di tornare a decisioni precedenti e provare strade diverse. Per un gioco basato sulle conseguenze, può rendere più facile esplorare finali e varianti narrative.

Battlestar Galactica diventa roguelite

Tra i giochi indie più curiosi c’è anche Battlestar Galactica: Scattered Hopes, strategico roguelite ambientato nell’universo della serie sci-fi.

Il giocatore gestisce una flotta in fuga dopo la distruzione delle Dodici Colonie. Non basta combattere: bisogna amministrare risorse, riparazioni, tensioni interne e decisioni difficili. Inoltre, i Cylon restano una minaccia costante.

La parte tattica sembra puntare più sulla sopravvivenza che sulla vittoria totale, quindi non si entra in battaglia solo per distruggere il nemico, ma per uscire vivi e con meno danni possibile.

È un’idea adatta al materiale originale. Battlestar Galactica ha sempre funzionato meglio quando mescolava strategia, paranoia e gestione della crisi. In formato roguelite, questa miscela può trovare un buon ritmo.

Survival, trincee e labirinti

Tra le nuove uscite c’è anche The Caribou Trail, walking sim in prima persona ambientato nelle trincee della Prima guerra mondiale. Il gioco segue un giovane soldato di Terranova e prende ispirazione dalle storie dei militari impegnati nella campagna di Gallipoli.

Non sembra il classico titolo bellico pieno di azione, èunta piuttosto su amicizia, sopravvivenza, tensione psicologica e qualche elemento folkloristico. Una strada più intima, quindi, e potenzialmente interessante per chi cerca narrazione e atmosfera.

Altro nome da segnare è Mazebound, survival horror in prima persona costruito attorno a labirinti generati proceduralmente. Qui si raccolgono materiali, si creano armi, si cerca cibo e si prova a restare vivi contro creature poco rassicuranti.

La presenza del multiplayer può fare la differenza. Un horror di questo tipo, giocato con amici, cambia tono: resta teso, ma diventa anche più gestibile e più imprevedibile.

Giochi indie in arrivo: puzzle e idee strane

Sul fronte dei titoli futuri spicca Order of The Sinking Star, nuovo progetto di Jonathan Blow, autore di The Witness. Il gioco parte da una base in stile Sokoban, quindi puzzle con blocchi da spostare, ma punta a una struttura molto più ampia.

Il progetto viene descritto come un’antologia di quattro giochi, ciascuno con meccaniche e personaggi propri. Poi, nella seconda parte, sistemi e abilità iniziano a mescolarsi: è il tipo di idea che può diventare enorme, soprattutto se mantiene la precisione dei lavori precedenti di Blow.

C’è poi Held, breve interactive novel senza dialoghi, costruita attorno allo sguardo di un padre nei primi momenti della vita del figlio. Sembra un progetto piccolo, ma con un’identità emotiva forte.

Più folle, invece, Pin-Crawl, un dungeon crawler roguelite basato sul flipper. Il giocatore usa poteri magici colpendo bersagli sul tavolo, con dash e rallentamenti del tempo per controllare meglio l’azione.

Co-op, pecore zombie e caprette da desktop

La parte più bizzarra arriva con Flock Off, brawler cooperativo fino a quattro giocatori ambientato in una Scozia alternativa degli anni ’90. L’idea di base è semplice e assurda: un esperimento sulla clonazione delle pecore va malissimo, e il risultato sono mandrie di animali zombie.

Il gioco punta sulla co-op caotica, sulle armi improvvisate e su un tono volutamente fuori controllo. Non sarà per tutti, ma ha quella personalità immediata che spesso aiuta gli indie a farsi notare.

Infine c’è Tame-a-goat-chi, idle desktop clicker con caprette virtuali che vivono nella parte bassa dello schermo mentre l’utente lavora o studia. Ogni capretta ha personalità e interessi propri, con mini giochi ed eventi casuali.

È una di quelle idee che sembrano nate per strappare un sorriso. E, in un mercato pieno di sequel e formule ripetute, anche questo ha il suo valore.

Questa selezione mostra bene perché i giochi indie restano fondamentali: non tutti diventeranno fenomeni, non tutti saranno perfetti, però portano generi, toni e idee che i grandi publisher spesso evitano. E per chi gioca su PC, console o Steam Deck, il weekend può diventare un buon momento per scoprire qualcosa di diverso.

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