Jiliti Italia: nasce il nuovo player per infrastrutture IT, cloud e continuità operativa
Jiliti Italia segna un passaggio importante nel mercato dei servizi infrastrutturali per le imprese. Il gruppo internazionale, attivo da quasi quarant’anni nella gestione delle infrastrutture IT, ha ufficializzato la nascita della nuova realtà italiana, che riunisce sotto un’unica identità le competenze di Computer Assistance, Fenice Computer Services e Prime Service.
Non si tratta di una semplice operazione di rebranding. La nuova struttura nasce con un obiettivo preciso: offrire alle aziende un interlocutore unico per la gestione di ambienti IT sempre più complessi, per i progetti di trasformazione e per la continuità operativa. In una fase in cui pesano instabilità geopolitica, pressione sui costi e rincari hardware, la mossa punta a dare più solidità e più capacità di risposta al mercato.
Il posizionamento di Jiliti Italia appare chiaro fin dall’inizio. Da una parte c’è l’ambizione di rafforzare la presenza nazionale del gruppo. Dall’altra emerge la volontà di proporre un modello integrato, capace di coprire manutenzione, cloud, cybersecurity, storage e supporto avanzato lungo tutto il ciclo di vita dell’infrastruttura.
Un’unica organizzazione per un mercato più complesso
La nascita di Jiliti Italia unifica tre realtà con storie, competenze e presidi territoriali costruiti nel tempo. Il risultato è una nuova organizzazione guidata dal CEO Salvatore Bosco, che può contare su oltre 100 professionisti e su una presenza fisica in città strategiche come Milano, Roma, Bologna e Napoli.
Questo aspetto conta molto più di quanto sembri. Le imprese oggi chiedono partner strutturati, ma vogliono anche vicinanza, rapidità e capacità di intervento sul territorio. Un modello centralizzato ma radicato localmente può quindi rappresentare un vantaggio concreto, soprattutto quando si parla di assistenza mission critical o di progetti complessi da seguire nel tempo.

Anche le nuove nomine rafforzano questa lettura. Roberta Tarassi, in precedenza CEO di Computer Assistance, entra nel Comitato Esecutivo del gruppo come Strategic Planification Director. Edoardo Rossi, già Managing Director di Prime Service, assume invece il ruolo di Channel Sales Director. La presenza di figure italiane in ruoli di rilievo dà continuità al know-how locale e contribuisce a mantenere il mercato italiano al centro delle decisioni strategiche.

L’operazione ha anche un valore industriale. Riunire competenze diverse permette infatti di usare meglio le risorse già esistenti, di ridurre frammentazioni interne e di rispondere più velocemente alle richieste di clienti e partner. Per un settore come quello IT, dove il tempo di risposta incide direttamente sul business, questa è una leva molto concreta.
Dal supporto hardware al cloud locale
Uno degli elementi più interessanti della nuova identità riguarda l’ampiezza del portafoglio. La fusione delle tre società mette insieme esperienze costruite in oltre vent’anni di attività, dalla manutenzione hardware multi-brand alla cybersecurity, fino allo storage enterprise.
Questa integrazione consente a Jiliti Italia di coprire l’intero ciclo di vita delle infrastrutture IT. Il valore non sta solo nella varietà dei servizi, ma nella possibilità di gestirli con una logica coordinata. Per molte aziende, infatti, il problema non è trovare un singolo fornitore per una singola esigenza. Il vero nodo è avere un partner capace di collegare assistenza, sicurezza, continuità e modernizzazione in un’unica strategia operativa.
In questo quadro assume un ruolo centrale il nuovo Data Center di Milano, dedicato ai servizi cloud e di business continuity. È un tassello chiave, perché risponde a una richiesta sempre più frequente: proteggere il dato, esternalizzare backup e servizi critici, ma mantenendo al tempo stesso una localizzazione italiana dell’infrastruttura.
Il tema della sovranità del dato pesa sempre di più nelle decisioni aziendali. Per questo, la disponibilità di infrastrutture localizzate in Italia può fare la differenza, soprattutto per chi opera in settori regolati o in contesti dove resilienza, controllo e conformità sono requisiti fondamentali. Il Data Center di Milano va letto proprio in questa direzione: non solo come asset tecnologico, ma come risposta concreta a esigenze di controllo, affidabilità e protezione.
I pilastri dell’offerta di Jiliti Italia
La proposta di Jiliti Italia si sviluppa lungo alcuni assi molto chiari. Il primo è il supporto mission critical, con assistenza H24, 7 giorni su 7 e tempi di risoluzione garantiti fino a quattro ore sui sistemi più complessi. In un’infrastruttura critica, questo tipo di copertura non è un extra. È una componente essenziale della continuità operativa.
Il secondo pilastro è la cybersecurity, che oggi non può più essere trattata come un modulo accessorio. Le aziende hanno bisogno di monitoraggio proattivo, consulenza strutturata e capacità di risposta rapida. Integrare questi elementi dentro l’offerta infrastrutturale aiuta a creare un modello più coerente e meno frammentato.
C’è poi un tema molto attuale: l’aumento dei costi hardware. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e catene di fornitura meno prevedibili, allungare il ciclo di vita dei sistemi esistenti diventa una scelta sempre più strategica. Jiliti Italia punta proprio su questo fronte, proponendosi come partner in grado di ottimizzare gli investimenti, estendere la vita utile delle apparecchiature e garantire continuità senza forzare sostituzioni immediate.
Infine, c’è la dimensione internazionale. La nuova struttura italiana nasce in un gruppo globale, ma si presenta anche come hub capace di servire clienti nazionali e internazionali con gli stessi standard operativi. Questo doppio livello, locale e globale, può diventare un vantaggio importante per aziende distribuite su più mercati o per partner che cercano uniformità di servizio.
Numeri, clienti e prospettive
L’Italia è già oggi uno dei mercati più rilevanti per il gruppo, posizionandosi tra i primi tre Paesi per volume d’affari. Jiliti Italia serve attualmente oltre 550 clienti, di cui circa 450 aziende finali e 100 partner e system integrator.
Questi numeri aiutano a capire la portata dell’operazione. La nuova realtà non parte da zero, ma da una base già consolidata di competenze, relazioni e presenza territoriale. Proprio per questo, il lancio di Jiliti Italia appare come una mossa pensata per semplificare il dialogo con il mercato, unendo la struttura di una multinazionale alla velocità di un team locale esperto.
Nel complesso, il progetto si inserisce bene nelle esigenze attuali delle imprese. Oggi servono partner capaci di unire prossimità, specializzazione tecnica, visione cloud e continuità operativa. Ed è proprio su questa combinazione che Jiliti Italia sembra voler costruire il proprio spazio nel mercato italiano.