Pixel bootloop: Google ammette il problema

Pixel bootloop: Google ammette il problema

Il caso del bootloop di Pixel non è più solo una somma di segnalazioni sparse tra Reddit, forum e tracker pubblici. Adesso c’è anche un riconoscimento ufficiale: Google ha confermato che il problema esiste, che i team stanno lavorando a una soluzione e che una correzione è in arrivo. Il nodo, secondo le ricostruzioni emerse in queste ore, sarebbe legato all’update stabile di marzo 2026, finito nel mirino dopo diversi casi di smartphone bloccati durante l’avvio.

Il bootloop di Pixel blocca i telefoni sul logo Google

Chi è stato colpito descrive uno scenario abbastanza chiaro: il telefono resta fermo in un ciclo continuo di riavvio e si blocca sul classico logo G di Google, senza arrivare mai alla home. In alcuni casi il problema sarebbe ancora più pesante, perché nemmeno la recovery mode permetterebbe di intervenire con un reset completo. Questo rende il bug più serio del solito, perché qui non si parla di un malfunzionamento fastidioso ma di dispositivi che, di fatto, diventano inutilizzabili.

Google conferma il problema del bootloop di Pixel

La novità vera è proprio questa, Google ha ammesso pubblicamente il problema: secondo quanto riportato dalle fonti che hanno seguito la vicenda, l’azienda ha scritto nel proprio Issue Tracker di essere “attivamente al lavoro” per investigare il bug e arrivare a una soluzione. È un passaggio importante, perché fino a poco fa mancava una presa di posizione chiara, mentre adesso c’è almeno una conferma ufficiale sul fatto che il bug sia reale e non limitato a pochi casi isolati senza riscontro interno.

Quali Pixel sembrano coinvolti dal bug

Altro dettaglio da non sottovalutare: il problema non sembrerebbe confinato a un solo modello. Le segnalazioni raccolte finora parlano infatti di una platea piuttosto ampia, con casi che andrebbero dalla serie Pixel 6 fino ad arrivare ai modelli più recenti, inclusi alcuni Pixel 10 Pro XL. Questo non significa che tutti i dispositivi di queste famiglie siano a rischio allo stesso modo, ma indica che il bug non nasce da un singolo hardware specifico. Sembra invece legato in modo più trasversale al software distribuito con l’aggiornamento di marzo.

L’update di aprile non ha ancora risolto tutto

C’è poi un altro punto che pesa: l’aggiornamento di Pixel di aprile 2026 è già arrivato, ma secondo le informazioni disponibili non avrebbe corretto questo specifico bug del bootloop: in pratica, Google ha riconosciuto il problema, ma la patch definitiva non sarebbe ancora stata distribuita agli utenti colpiti. Per chi ha un telefono Pixel già bloccato, quindi, la situazione resta sospesa: esiste una promessa di fix, ma al momento non c’è ancora una soluzione pubblica e generale già disponibile via update stabile.

Un altro segnale sui controlli qualità Google

Il caso del bootloop si inserisce inoltre in un quadro più ampio, perché l’update di marzo 2026 è stato associato anche ad altri problemi segnalati dagli utenti, tra cui anomalie con l’Always-On Display sulla serie Pixel 10, ricarica più lenta in prossimità della soglia dell’80% e alcuni crash delle app. Presi uno per uno, questi bug possono anche capitare. Messi insieme, però, danno l’idea di un rilascio software meno pulito del previsto.

Cosa cambia per chi ha un telefono Pixel

Il punto, adesso, è capire quanto rapidamente Google riuscirà a chiudere la vicenda. L’ammissione ufficiale era necessaria e arriva dopo giorni di segnalazioni sempre più visibili. Però da sola non basta. Per gli utenti coinvolti serve un fix vero, rapido e soprattutto affidabile. Perché quando uno smartphone resta inchiodato in bootloop il danno non è solo tecnico. Diventa un problema pratico immediato. Per questo la prossima mossa di Google sarà più importante della conferma stessa.

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