Missione lunare Cina: scelto un sito chiave

Missione lunare Cina: scelto un sito chiave

La missione lunare della Cina continua a prendere forma. Nelle ultime ore è emerso un dettaglio che rende il progetto un po’ più concreto: un nuovo studio indica Rimae Bode come uno dei siti più interessanti per il primo allunaggio cinese con equipaggio. Non si tratta ancora di una conferma ufficiale del punto esatto di discesa. Ma è un passaggio importante perché restringe il campo e fa capire meglio dove Pechino potrebbe voler portare i suoi astronauti entro il 2030.

Il motivo è abbastanza chiaro. L’area di Rimae Bode si trova vicino all’equatore lunare. E secondo quanto riportato, offrirebbe vantaggi sia per le comunicazioni con la Terra sia per l’accesso a materiali geologici diversi da analizzare sul posto. In altre parole, non sarebbe solo un punto “comodo” per atterrare, ma anche una zona utile dal punto di vista scientifico.

La missione lunare della Cina guarda al 2030

Sul calendario generale, la direzione è ormai nota da tempo: la Cina continua a puntare a una missione con equipaggio sulla Luna entro il 2030. Lo si era già riportato nel 2025. E nelle ultime settimane sono arrivati altri segnali che mostrano un programma in avanzamento, tra test sui veicoli e affinamento dell’architettura di missione.

Tra i nomi chiave ci sono la capsula Mengzhou, il lander lunare Lanyue e il razzo Long March 10, cioè i tre elementi centrali del piano cinese per portare un equipaggio in orbita lunare, farlo scendere in superficie e riportarlo poi sulla Terra. Secondo una ricostruzione tecnica pubblicata da IEEE Spectrum a febbraio 2026, il primo volo senza equipaggio di Mengzhou è atteso nel 2026, quello di Lanyue nel 2027, mentre una missione congiunta di prova potrebbe arrivare tra il 2028 e il 2029.

Missione lunare Cina: perché il sito scelto è importante

Quando si parla di Luna, il luogo dell’atterraggio non è mai un dettaglio secondario. Un sito come Rimae Bode può offrire condizioni favorevoli per l’illuminazione, per i collegamenti radio e per l’accesso a campioni di valore scientifico. Inoltre si tratta di una zona sul lato visibile della Luna, quindi più semplice da gestire nelle comunicazioni dirette con la Terra rispetto ad aree più complicate o remote.

Questo non vuol dire che la scelta sia definitiva, però indica che la missione lunare cinese sta uscendo sempre di più dalla fase dei proclami generali per entrare in quella delle decisioni operative.

La corsa alla Luna entra in una fase più concreta

Negli Stati Uniti la nuova roadmap NASA punta a un ritorno umano sulla Luna entro il 2028, con una forte enfasi anche sulla competizione con la Cina. Alcune fonti hanno collegato in modo esplicito il piano americano al timore di lasciare a Pechino il vantaggio simbolico e strategico del prossimo grande sbarco umano sul nostro satellite.

Per questo la vicenda cinese non è solo una notizia spaziale: è anche una questione di prestigio tecnologico e geopolitico. Se i test di Mengzhou, Lanyue e Long March 10 continueranno a procedere secondo tabella, la Cina potrà arrivare alla fine del decennio con una missione molto più matura di quanto sembrasse solo pochi anni fa.

Oggi non sappiamo ancora il punto finale dello sbarco. Però sappiamo che la missione lunare della Cina ha un obiettivo temporale chiaro, un’architettura sempre più definita e adesso anche un’area candidata che aiuta a immaginare meglio come potrebbe avvenire il primo passo cinese sulla Luna.

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