Motorola Achille Lauro: al via la nuova campagna dedicata alla famiglia moto g
Motorola con Achille Lauro torna al centro della comunicazione del brand con una nuova campagna dedicata alla famiglia moto g. Il progetto segna un ulteriore passo nella collaborazione tra l’azienda e l’artista, già volto noto della comunicazione italiana del marchio. Questa volta il messaggio si fa ancora più identitario. La tecnologia non viene raccontata solo come strumento utile, ma come mezzo per esprimere stile, personalità e libertà creativa.
La nuova campagna parte oggi, 26 marzo 2026, con una diffusione ampia su digitale, social, affissioni, TV connected e TV lineare. Al centro troviamo il claim “Il finale? Lo scegli tu”, una frase che punta a trasformare la famiglia moto g in qualcosa di più di una gamma di smartphone. L’idea è chiara: ogni dispositivo deve diventare parte del racconto personale di chi lo usa.
Achille Lauro e moto g: una partnership sempre più identitaria
La collaborazione tra Motorola e Achille Lauro non nasce oggi. Tuttavia, con questa nuova campagna cambia il tono del racconto. L’artista, testimonial di motorola, recita in questo spot la parte di Creative Director diventando il filo conduttore di uno storytelling che mette al centro l’espressione individuale, simulandone quindi la figura.
È una scelta perfettamente coerente con il personaggio. Achille Lauro ha costruito la propria immagine pubblica sulla capacità di cambiare, sorprendere e ridefinire continuamente il proprio linguaggio visivo. Proprio per questo, funziona bene come ponte tra tecnologia e lifestyle. Motorola lo usa per parlare non solo di prestazioni, ma di identità, presenza e appartenenza.
Anche il passaggio dal messaggio della precedente campagna edge a quello nuovo risulta significativo. Il vecchio invito “E tu che fai, sali?” lasciava spazio all’idea di scelta e slancio. Il nuovo claim sposta però il focus ancora più in profondità. “Il finale? Lo scegli tu” parla infatti di controllo personale, direzione e libertà narrativa. In pratica, non invita solo a salire a bordo, ma a decidere il senso del viaggio.
Dentro questa cornice, la famiglia moto g57, moto g67 e moto g77 viene presentata come una linea accessibile ma capace di avere carattere. Non solo smartphone da usare ogni giorno, ma oggetti capaci di dialogare con stile e personalità.
Il film della campagna punta su stile, mondi visivi e AI creativa
Il cuore del progetto è il film pubblicitario sviluppato con creatività firmata EY Studio+. Qui Achille Lauro guida un racconto molto visivo, fatto di movimento, colore e immaginazione. La narrazione parte da un ufficio e si apre poi verso una serie di scenari surreali, quasi mentali, che trasformano il set in una sequenza di mondi possibili.
Questa costruzione visiva serve a tradurre il messaggio della campagna in forma concreta. Non si parla semplicemente di scegliere uno smartphone. Si parla di scegliere il proprio modo di stare nel mondo, di costruire il proprio stile e di usare la tecnologia come estensione naturale del sé. In questo senso, il voice over assume una funzione importante, perché accompagna lo spettatore lungo il viaggio fino alla frase finale che sintetizza l’intero progetto.
La regia è affidata a Byron Rosero, che punta su un linguaggio vicino al pubblico contemporaneo e attento alle dinamiche visive della cultura digitale. Un aspetto distintivo del film è l’uso di una componente sviluppata con intelligenza artificiale. Non viene presentata come puro effetto speciale, ma come strumento creativo integrato nel racconto. Questo dettaglio è importante, perché mostra come il brand voglia associare la propria immagine a un’idea di innovazione fluida, non fredda o puramente tecnica.
Il risultato, almeno nelle intenzioni, è un film che prova a restare aperto e non prescrittivo. Non dice all’utente chi deve essere. Gli suggerisce piuttosto che il dispositivo può accompagnare il suo percorso, senza imporgli una forma unica. È una differenza sottile, ma centrale nel modo in cui molti brand tech cercano oggi di parlare alle nuove generazioni.
Moda, fotografia e posizionamento lifestyle della famiglia moto g
Un altro tassello decisivo della campagna è la firma di Nima Benati, tra le fotografe italiane più riconosciute nel mondo della moda. Il suo contributo rafforza l’idea che moto g non venga raccontata come semplice gamma di smartphone entry o mid-range, ma come famiglia di oggetti con un’identità estetica precisa. La fotografia, in questo caso, non serve solo a mostrare un prodotto. Serve a trasformarlo in un simbolo visivo coerente con un certo stile di vita.
Qui si vede molto bene la direzione strategica di Motorola. Il brand vuole elevare moto g da prodotto a famiglia riconoscibile, capace di vivere nella quotidianità dell’utente in modo naturale ma distintivo. È un’operazione di posizionamento interessante, perché cerca di portare nella fascia accessibile alcuni codici tipici della moda, della cultura visiva e del branding lifestyle.
Questo approccio funziona soprattutto se il prodotto riesce davvero a mantenere una promessa di design, accessibilità e coerenza d’uso. Il messaggio della campagna insiste proprio su questo punto. I dispositivi moto g vengono descritti come compagni quotidiani che non limitano, ma ampliano le possibilità di espressione personale. In altre parole, non strumenti neutri, ma oggetti che partecipano al racconto di chi li sceglie.
La diffusione multicanale prevista da oggi conferma inoltre l’importanza del progetto. Digital, social, OOH, TV connected e TV lineare indicano una presenza estesa e trasversale, pensata per intercettare pubblici diversi ma uniti da un immaginario comune. È anche questo un segnale chiaro: Motorola vuole consolidare il ruolo di moto g come famiglia centrale nella propria strategia in Italia.
Una campagna che dice molto su come i brand tech vogliono parlare ai giovani
La nuova campagna Motorola Achille Lauro è interessante non solo per ciò che mostra, ma per il tipo di linguaggio che sceglie. La tecnologia non viene più raccontata come semplice elenco di specifiche. Viene inserita dentro un discorso su identità, immaginazione e libertà personale. È una strada ormai sempre più comune, ma qui viene seguita con una coerenza abbastanza netta.
Il coinvolgimento di Achille Lauro, Byron Rosero, EY Studio+ e Nima Benati costruisce un ecosistema narrativo che unisce musica, moda, immagine e innovazione. Motorola prova così a rendere la famiglia moto g più riconoscibile, più desiderabile e più vicina a un pubblico che cerca non solo funzionalità, ma anche affinità valoriale ed estetica.
Alla fine, il claim “Il finale? Lo scegli tu” riassume bene questa ambizione. Non promette solo personalizzazione del prodotto. Promette un ruolo più attivo dell’utente nel modo in cui usa la tecnologia e la integra nel proprio racconto quotidiano. Ed è proprio qui che la campagna cerca di trovare la sua forza più autentica.