Recensione Nothing Phone (4a) Pro: più maturo, stesso carattere

Con Nothing Phone (4a) Pro, il marchio britannico prova a spostarsi un po’ più in alto nella fascia media, portando sul mercato italiano uno smartphone che parte da 499 euro nella versione 8/128 GB e arriva a 569 euro per la 12/256 GB. È quindi un modello che non vuole giocarsela solo sul rapporto qualità-prezzo, ma anche su immagine, materiali e riconoscibilità, in una fascia dove oggi la concorrenza è molto più affollata e meno permissiva rispetto a qualche anno fa.

Il confronto più naturale è ovviamente con Nothing Phone (3a) Pro, ma qui il salto non è solo tecnico. Il predecessore era un medio gamma molto coerente con il linguaggio estetico classico di Nothing, mentre questo Phone (4a) Pro cambia approccio in modo netto e si stacca subito per costruzione e presenza scenica. La differenza più evidente è proprio nel telaio, perché siamo davanti al primo Nothing realizzato interamente in alluminio, con una scelta che cambia parecchio sia la percezione in mano sia il posizionamento del prodotto.

Nothing ha quindi deciso di abbandonare in parte l’idea del medio gamma “trasparente” e un po’ sperimentale, per avvicinarsi a un’impostazione più matura e quasi più premium. Resta il tocco del brand, qui affidato soprattutto alla nuova Glyph Matrix sul retro, ma tutto il resto va in una direzione diversa: linee più pulite, scocca unibody, finiture più sobrie e una costruzione che vuole trasmettere subito più sostanza. È una rottura abbastanza chiara con il 3a Pro, e probabilmente è anche il segnale più forte di questo nuovo modello.

Sul piano tecnico, poi, Nothing Phone (4a) Pro arriva con un display AMOLED da 6,83 pollici con refresh rate fino a 144 Hz, piattaforma Snapdragon 7 Gen 4, tripla fotocamera con sensore principale da 50 MP, teleobiettivo da 50 MP con zoom ottico 3,5x, ultra-grandangolare da 8 MP, batteria da 5.080 mAh e ricarica cablata fino a 50W. A completare il quadro ci sono Android 16 con Nothing OS 4.1, certificazione IP65 e una promessa software di 3 anni di aggiornamenti Android e 6 anni di patch di sicurezza.

Sulla carta, quindi, c’è molto di interessante; il punto vero sarà capire se, nell’uso quotidiano, questo mix riesce davvero a giustificare il prezzo richiesto in Italia.

Recensione Nothing Phone (4a) Pro: più maturo, stesso carattere

Nothing Phone (4a) Pro : Voto 8.6

Nothing Phone (4a) Pro è uno smartphone riuscito, maturo e soprattutto molto coerente. È bello, ben costruito e nell’uso quotidiano riesce a dare quella sensazione di prodotto curato che non sempre si trova in questa fascia. Il design resta uno dei punti forti, ma qui non vive più solo di effetto scenico: c’è più sostanza, più equilibrio e una maturità generale che si percepisce bene. Molto bene anche il software, che continua a essere uno dei motivi principali per scegliere un Nothing. È pulito, personale, piacevole da usare e riesce a dare al telefono un’identità forte senza complicare nulla. Il display è valido, l’autonomia convince e la fotocamera trova nel teleobiettivo il suo elemento più interessante. Qualche compromesso resta, perché l’ultra-grandangolare è il sensore meno brillante, la USB-C 2.0 è una scelta un po’ conservativa e la ricarica wireless manca. Però nel complesso non sono aspetti che cambiano la bontà di un prodotto che funziona bene e che riesce a distinguersi in un mercato pieno di telefoni corretti ma spesso anonimi. In poche parole, Nothing Phone (4a) Pro è il segnale di un brand che sta crescendo bene: resta iconico, resta diverso dal solito, ma oggi lo fa con un approccio più maturo e più credibile.

Pro

  • Design riuscito e molto riconoscibile, con una personalità che in fascia media si vede raramente
  • Costruzione in alluminio che alza subito la qualità percepita
  • Software tra i migliori della categoria, pulito, personale e piacevole da usare
  • Display AMOLED ampio, luminoso e ben leggibile anche all’esterno
  • Teleobiettivo periscopico 3,5x davvero utile e distintivo nella fascia
  • Autonomia molto buona, con giornata piena coperta senza affanni
  • Glyph Matrix ben integrata e capace di dare ancora più carattere al prodotto
  • Nothing OS 4.1 coerente, ricco di personalizzazione e senza bloatware

Contro

  • Ultra-grandangolare sottotono rispetto al resto del comparto fotografico
  • USB-C 2.0 poco al passo con il posizionamento del prodotto
  • Manca la ricarica wireless
  • Versione 8/128 GB un po’ sacrificata per la fascia di prezzo
  • Video fermi al 4K 30 fps, scelta un po’ conservativa oggi

Valutazione finale

CategoriaVotoStelle
Confezione8,5⭐⭐⭐⭐✩
Design e materiali9,0⭐⭐⭐⭐⭐
Display8,5⭐⭐⭐⭐✩
Hardware8,5⭐⭐⭐⭐✩
Software9,0⭐⭐⭐⭐⭐
Fotocamera8,5⭐⭐⭐⭐✩
Autonomia e ricarica8,5⭐⭐⭐⭐✩
Prezzo/qualità8,8⭐⭐⭐⭐⭐

Media finale: 8,6 / 10

Confezione di vendita Nothing Phone (4a) Pro

La confezione di Nothing Phone (4a) Pro segue una linea abbastanza essenziale, ma nell’uso reale offre comunque qualcosa in più rispetto a tanti concorrenti della stessa fascia. Dentro la scatola troviamo infatti il cavo USB-C, lo strumento per l’estrazione della SIM e soprattutto due elementi che oggi fanno ancora comodo: una cover in TPU sottile e trasparente e la pellicola protettiva già preinstallata sul display.

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Sono dettagli semplici, però utili, perché permettono di iniziare a usare subito il telefono con un minimo di protezione senza dover comprare immediatamente accessori a parte. Nel caso di un prodotto che punta molto anche sull’estetica, la cover trasparente ha poi un senso preciso: protegge senza nascondere troppo il lavoro fatto da Nothing sul design posteriore.

Il bilancio della dotazione resta positivo, perché la presenza della cover e della pellicola già applicata rende la confezione più concreta e più utile di tante altre viste di recente.

Design e materiali Nothing Phone (4a) Pro

Sul piano del design, Nothing Phone (4a) Pro cambia davvero passo rispetto al Phone (3a) Pro. Il tratto distintivo del marchio resta, quindi il telefono si riconosce subito come un Nothing, però qui l’impostazione è diversa. C’è meno ricerca dell’effetto “trasparente” in senso puro e più attenzione a una costruzione che vuole sembrare subito più solida, più pulita e anche più adulta.

La vera novità è il telaio, perché questo è il primo Nothing realizzato completamente in alluminio. Ed è una scelta che si sente subito. In mano il telefono trasmette una sensazione più ricca rispetto al predecessore, con una finitura che resta particolare ma allo stesso tempo più premium. Non perde personalità, anzi: semplicemente la esprime in un modo meno giocoso e più maturo.

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Anche dal vivo il lavoro fatto bene si nota. Il design ha un’impronta industriale, ma non fredda. Le linee sono pulite, i dettagli restano riconoscibili e il telefono riesce a distinguersi senza sembrare forzato. È uno di quei prodotti che si fanno notare subito, però senza bisogno di eccessi. E in una fascia media piena di telefoni molto simili tra loro, è già un punto importante.

Le dimensioni parlano di uno smartphone ampio, perché parliamo di 163,66 x 76,62 mm, con uno spessore di appena 7,95 mm e un peso di 210 grammi. Non è quindi un telefono piccolo, però il profilo sottile aiuta parecchio nella percezione in mano. Anzi, proprio questo equilibrio tra dimensioni generose e spessore contenuto gli permette di risultare più comodo di quanto il peso possa far pensare leggendo solo la scheda tecnica.

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Molto riuscito anche il lavoro fatto sul frontale. Il display occupa bene la superficie anteriore e contribuisce a dare al telefono un aspetto moderno e curato. Le cornici appaiono sottili e ben gestite, mentre il foro centrale per la fotocamera frontale resta discreto e non spezza troppo la pulizia visiva del pannello. Nel complesso, il lato anteriore comunica subito una sensazione ordinata, equilibrata e più vicina a quella di un prodotto di fascia superiore che a quella di un medio gamma tradizionale.

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Anche tasti e interfacce sono inseriti con attenzione. I pulsanti laterali risultano ben integrati nel telaio e danno un feedback netto, con una pressione precisa che restituisce una buona sensazione di qualità nell’uso quotidiano. Sul lato sinistro trova posto anche la Essential Key, che non è un dettaglio secondario ma uno degli elementi che caratterizzano davvero questo modello. La sua presenza aggiunge personalità al telefono anche sul piano funzionale e richiama subito l’ecosistema software Nothing, andando oltre il semplice design. È uno di quei particolari che aiutano a differenziare il Phone (4a) Pro da tanti concorrenti più anonimi nella stessa fascia.

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La porta USB-C in basso è poi affiancata in modo ordinato da speaker e vano SIM, con una disposizione pulita e coerente con l’impostazione generale del prodotto. Sono dettagli semplici, ma aiutano a rafforzare quella sensazione di cura che il telefono trasmette fin dal primo contatto.

Sul fronte della resistenza, Nothing ha lavorato in modo sensato. Il display è protetto da Gorilla Glass 7i, quindi c’è una base solida per affrontare l’uso quotidiano con maggiore tranquillità, mentre la certificazione IP65 aggiunge una protezione concreta contro polvere e schizzi. Non siamo ancora davanti a un top di gamma puro sotto questo aspetto, però la sensazione generale è quella di un prodotto costruito con più attenzione del solito per questa fascia.

Un altro elemento che cattura subito l’occhio è il grande modulo fotografico posteriore. È vistoso, questo sì, ma non dà l’idea di essere messo lì solo per seguire una moda. Nothing lo integra bene nel progetto estetico generale e riesce a renderlo parte del design, invece di farlo sembrare un blocco separato appoggiato sul retro. In questo senso il lavoro fatto è convincente, perché il comparto camera ha presenza, ma non rompe l’equilibrio visivo del telefono.

Recensione Nothing Phone (4a) Pro: più maturo, stesso carattere

Sul retro, poi, la Glyph Matrix ha un ruolo importante anche dal punto di vista puramente estetico. La struttura a 137 mini LED le permette di essere molto più ricca e più versatile rispetto a un semplice elemento luminoso decorativo, e questo si percepisce subito anche visivamente. I glifi possono essere statici oppure animati e danno al retro un aspetto più vivo, più tecnico e anche più personale. In più la luminosità è molto elevata, tanto da risultare davvero d’impatto quando la si vede in azione per la prima volta, anche se per fortuna può essere regolata per adattarla meglio all’uso quotidiano. Il risultato finale è che la Glyph Matrix non serve solo a richiamare il linguaggio Nothing, ma contribuisce davvero a costruire l’identità visiva del prodotto e a renderlo immediatamente riconoscibile.

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Display Nothing Phone (4a) Pro

Il display di Nothing Phone (4a) Pro è uno dei punti che si fanno notare subito nell’uso quotidiano, non solo leggendo la scheda tecnica. Parliamo di un pannello AMOLED da 6,83 pollici con risoluzione 1.5K e refresh rate fino a 144 Hz, quindi di una soluzione ampia, definita e anche molto fluida nella navigazione di tutti i giorni. Già a colpo d’occhio si capisce che Nothing qui ha voluto alzare il livello, perché il frontale restituisce una bella sensazione di pulizia e il pannello dà al telefono un impatto più ricercato rispetto a tanti rivali della stessa fascia.

Anche nell’uso reale lo schermo convince, soprattutto per luminosità e leggibilità. Il picco dichiarato arriva fino a 5.000 nit, mentre la luminosità massima tipica si spinge a circa 1.600 nit, un dato che aiuta parecchio quando si usa il telefono all’aperto. Questo si traduce in una visibilità molto buona anche sotto luce forte, senza quella sensazione di pannello in difficoltà che ancora oggi si incontra su diversi medio gamma. A completare il quadro c’è il PWM dimming a 2160 Hz, un dettaglio tecnico che può fare comodo a chi è più sensibile all’affaticamento visivo quando usa il display a bassa luminosità per molto tempo.

Molto buona anche la protezione del pannello, che è coperto da Gorilla Glass 7i e in più arriva con la pellicola protettiva già preinstallata. È un dettaglio pratico, ma utile, perché consente di iniziare a usare il telefono con una protezione in più senza dover intervenire subito dopo l’acquisto. Inoltre il vetro piatto aiuta sia nella fruizione sia nella gestione quotidiana, anche con gesture, tocchi laterali e applicazione eventuale di ulteriori accessori.

Recensione Nothing Phone (4a) Pro: più maturo, stesso carattere

Da segnalare poi un Always-On Display ben riuscito, perché si integra bene con l’identità visiva del sistema e torna davvero utile nell’uso di tutti i giorni. Orario, notifiche e stato della batteria restano subito consultabili a schermo bloccato, senza trasformarsi in un semplice extra messo lì per fare numero. In un telefono che punta tanto anche sull’esperienza software e sulla personalità dell’interfaccia, è uno di quei dettagli che completano bene il quadro.

Buona anche la gestione dei sensori, che in uno smartphone fanno spesso la differenza più di quanto sembri. Il sensore di luminosità automatica lavora bene e permette al pannello di adattarsi in modo rapido e credibile ai cambi di luce, mentre il sensore di prossimità contribuisce a rendere più affidabile l’uso in chiamata, senza comportamenti strani o riattivazioni indesiderate del display. Sono aspetti meno scenografici, ma importanti, perché incidono sull’esperienza reale molto più di certe funzioni da scheda tecnica.

Chiude il cerchio il lettore di impronte digitali integrato sotto al display, che qui ha un ruolo importante anche nella percezione generale del prodotto. Se è rapido e preciso, come ci si aspetta da un modello impostato così, aiuta a rendere l’esperienza quotidiana più immediata e coerente con il resto del telefono. In un dispositivo che punta molto su design, fluidità e cura generale, anche questo è un tassello che deve stare al posto giusto.

Scheda tecnica Nothing Phone (4a) Pro

  • Dimensioni e peso: 163,66 x 76,62 x 7,95 mm; 210 grammi
  • Materiali: telaio in alluminio
  • Protezione: Gorilla Glass 7i, certificazione IP65
  • Display: AMOLED da 6,83 pollici
  • Risoluzione: 1260 x 2800 pixel, 1.5K
  • Refresh rate: fino a 144 Hz
  • Luminosità: fino a 5000 nit di picco
  • PWM Dimming: 2160 Hz
  • Funzioni display: Always-On Display
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 7 Gen 4
  • GPU: Adreno 722
  • RAM: 8 GB / 12 GB LPDDR5X
  • Archiviazione: 128 GB / 256 GB UFS 3.1
  • Sistema operativo: Android 16
  • Interfaccia: Nothing OS 4.1
  • Fotocamera principale: 50 MP, f/1.9, sensore 1/1.56″, OIS
  • Ultra-grandangolare: 8 MP, 120°
  • Teleobiettivo periscopico: 50 MP, sensore 1/2.75″, zoom ottico 3,5x, OIS
  • Fotocamera frontale: 32 MP
  • Video: fino a 4K a 30 fps
  • Video Full HD: fino a 60 fps
  • Slow motion: 1080p a 120 fps
  • Audio: speaker stereo
  • Connettività: 5G, Wi-Fi 6, Bluetooth 5.4, NFC, GPS, eSIM
  • Porta: USB-C 2.0
  • Sicurezza: lettore di impronte ottico sotto al display
  • Batteria: 5.080 mAh
  • Ricarica cablata: fino a 50W
  • Ricarica wireless: assente
  • Funzioni distintive: Essential Key, Essential Space, Glyph Matrix con 137 mini LED

Hardware Nothing Phone (4a) Pro

Sul fronte hardware, Nothing Phone (4a) Pro si presenta come un medio gamma fatto bene e, soprattutto, abbastanza centrato per quello che vuole essere. A bordo troviamo lo Snapdragon 7 Gen 4, con GPU Adreno 722, affiancato da RAM LPDDR5X e storage UFS 3.1. Il nostro taglio è quello da 12/256 GB, che oggi è chiaramente il più sensato; esiste anche la versione 8/128 GB, ma quella da 128 GB la vedo un po’ troppo sacrificata per il 2026 e per una fascia di prezzo dove ormai ci si aspetta qualcosa in più, specie se si fanno molte foto, video e si tengono tante app installate.

Nell’uso di tutti i giorni, però, il telefono si muove bene. Non è uno smartphone che punta a impressionare con la forza bruta, e questo si capisce subito, però restituisce quella sensazione di fluidità costante che su un prodotto del genere conta molto di più del benchmark fine a sé stesso. Social, navigazione, messaggistica, streaming e multitasking sono tutti ambiti che gestisce senza affanno particolare, con un comportamento che appare coerente con l’idea di fondo del prodotto: non un campione di potenza, ma un dispositivo rapido, ordinato e piacevole da usare ogni giorno.

Dove invece va inquadrato bene è il discorso gaming. Si può giocare, e anche discretamente, ma non è questo il suo terreno naturale. I titoli più comuni girano bene e l’esperienza resta valida, però chi cerca il massimo della resa grafica o frame rate molto spinti trova in questa fascia proposte più aggressive. Nothing Phone (4a) Pro preferisce una formula più equilibrata, quindi buona fluidità generale e comportamento credibile anche sotto carico, ma senza quella cattiveria in più che alcuni concorrenti cercano di offrire proprio sul fronte prestazionale. Questa, più che una mancanza, è una scelta abbastanza chiara.

Interessante invece il lavoro fatto sulla dissipazione. Nothing ha inserito una camera di vapore da 5300 mm², e questa è una di quelle cose che magari non si vedono, ma nell’uso si sentono. La scocca in alluminio tende naturalmente a trasmettere di più il calore, quindi quando il telefono viene stressato la temperatura si percepisce al tatto, però il lato positivo è che la tenuta sembra buona e il calo prestazionale contenuto. In pratica non è il telefono che parte più forte della categoria, ma sembra uno di quelli che riescono a mantenere meglio il proprio passo quando il carico sale.

Molto buona la connettività, perché qui non ci sono vere lacune. Troviamo 5G, Wi-Fi 6, Bluetooth 5.4, NFC, GPS ed anche il supporto eSIM, che sul Pro ha un suo peso pratico e lo rende più completo del modello base sotto questo aspetto. Meno entusiasmante invece la scelta della USB-C 2.0: nell’uso quotidiano non cambia la vita a tutti, però resta un limite da segnalare, sia per la velocità di trasferimento sia per l’assenza dell’uscita video.

La parte audio è in linea con il resto del telefono. Gli speaker stereo fanno un buon lavoro in ambito multimediale: video, social, giochi e podcast si ascoltano bene, con voci chiare e una resa complessivamente pulita. I medi e gli alti ci sono, i bassi ovviamente hanno i limiti tipici della categoria, mentre alzando parecchio il volume un po’ di ordine si perde. Nulla di drammatico, ma si sente che non è un audio pensato per fare categoria. Per chiamate e vivavoce, invece, i primi riscontri sono positivi, con una resa della voce chiara e abbastanza fedele.

Chiude il quadro il lettore di impronte sotto al display, che resta collocato un po’ in basso. Non è la posizione più comoda in assoluto, ma se velocità e precisione sono quelle attese, dopo poco diventa un dettaglio con cui si convive senza pensarci troppo. E in un telefono che punta molto sulla fluidità generale, anche queste piccole cose fanno la loro parte.

L’hardware di Nothing Phone (4a) Pro è ben pensato. Non ha la scheda tecnica che ti fa spalancare gli occhi, però ha quella giusta per sostenere un’esperienza concreta, ordinata e credibile nell’uso reale. E alla fine, per un medio gamma costruito così, è probabilmente proprio questo il punto.

Software Nothing Phone (4a) Pro

Il software è uno dei motivi principali per cui Nothing Phone (4a) Pro riesce ad avere un’identità così precisa. A bordo troviamo Android 16 con Nothing OS 4.1, e anche qui si ritrova una delle interfacce più piacevoli da usare oggi nella fascia media. Il punto forte non è solo l’estetica, che resta molto riconoscibile, ma il fatto che tutto appare pulito, ordinato e coerente, senza app doppie, senza bloatware inutile e senza quelle personalizzazioni pesanti che spesso finiscono solo per sporcare l’esperienza. Ed è proprio questa pulizia generale a dare al telefono una sensazione più curata e più matura nell’uso quotidiano.

La cosa riuscita è che Nothing OS non si limita a essere bello da vedere. C’è un buon margine di personalizzazione, ma sempre con una coerenza visiva molto forte. Widget, schermata home, lockscreen, animazioni e piccoli dettagli dell’interfaccia seguono tutti la stessa idea. In più ci sono i font esclusivi di Nothing e anche gli icon pack proprietari, che aiutano a dare alla home un aspetto più uniforme e più personale senza rompere l’armonia del sistema. Anche il lavoro fatto con Playground va in questa direzione, perché permette di ampliare l’esperienza con piccoli widget e utility mantenendo però intatto lo stile del sistema.

Molto interessante poi tutto il pacchetto legato alla Essential Key, che qui non è messa lì tanto per differenziarsi ma ha una funzione precisa nel sistema. Attraverso questo tasto fisico si accede a Essential Space, cioè uno spazio pensato per salvare idee, screenshot, siti, promemoria e contenuti rapidi in un unico punto. La cosa più comoda è che non si limita a fare da archivio, perché permette anche di aggiungere note vocali nel momento in cui si salva un contenuto, così l’AI può poi riordinare e riassumere meglio quello che si voleva ricordare. Nell’uso reale è una funzione che può diventare davvero utile, soprattutto per chi usa spesso lo smartphone per appuntarsi cose al volo.

C’è poi anche Essential Search, cioè la ricerca globale di sistema, che aiuta a muoversi più velocemente tra app, impostazioni e contenuti. È una di quelle funzioni che non fanno scena da sole, però migliorano davvero la praticità nell’uso di tutti i giorni.

Più concreta e più interessante del previsto è anche la gestione della Glyph Matrix. Qui non resta soltanto un elemento scenico sul retro, ma entra davvero nelle impostazioni del telefono con diverse opzioni utili. Si possono associare suonerie e suoni di notifica ai relativi pattern luminosi, scegliere o importare i propri suoni, usare l’indicatore del volume, gestire timer e funzioni di progressione per alcune attività e routine, oltre ad avere un sistema che usa la luce per accompagnare certi avvisi senza obbligare ogni volta a guardare il display. Insomma, non è solo immagine: è una parte del software che prova a rendere il telefono più personale e anche più immediato da usare.

Ed è proprio questo il punto: la Glyph Matrix non cambia da sola il valore del telefono, ma contribuisce parecchio a dargli carattere. Notifiche, timer, progressi e piccoli trigger passano anche da lì, e alla fine il risultato è che Nothing Phone (4a) Pro appare meno anonimo e più personale rispetto a tanti concorrenti che, lato software, restano molto più standardizzati.

Sul fronte aggiornamenti, Nothing promette 3 nuove versioni di Android e 6 anni di patch di sicurezza. Si poteva sperare in uno sforzo in più sugli update major, ma nel complesso il quadro resta buono e coerente con il posizionamento del prodotto. La cosa importante, però, è che già oggi il sistema appare maturo, ben rifinito e soprattutto piacevole da usare. E questa, su un telefono del genere, è una parte del valore complessivo tutt’altro che secondaria.

Nel complesso, il software di Nothing Phone (4a) Pro è uno dei motivi più forti per guardare con interesse a questo modello. Non cerca scorciatoie, non punta su effetti inutili e non riempie l’esperienza di rumore. Fa invece una cosa più difficile: dare personalità al telefono, mantenerlo ordinato e renderlo davvero piacevole da usare ogni giorno.

Fotocamera Nothing Phone (4a) Pro

Il comparto fotografico di Nothing Phone (4a) Pro è uno di quelli che meritano attenzione, perché sulla carta ha qualcosa in più della media e, soprattutto, ha un elemento distintivo vero. Sul retro troviamo infatti una principale da 50 MP f/1.9 con sensore da 1/1.56″ e stabilizzazione ottica, una ultra-grandangolare da 8 MP con campo visivo di 120° e un teleobiettivo periscopico da 50 MP con sensore da 1/2.75″, OIS e zoom ottico 3,5x. Già leggendo questi numeri si capisce dove Nothing abbia voluto spingere di più, perché in questa fascia una periscopica così resta ancora oggi un plus concreto e non solo da scheda tecnica.

Recensione Nothing Phone (4a) Pro: più maturo, stesso carattere

Ed è infatti proprio il teleobiettivo la parte che dà più personalità a tutto il sistema. Nelle foto che abbiamo scattato tra Rapallo e Santa Margherita, quindi tra scorci sul porto, facciate, dettagli più lontani, insegne e qualche compressione prospettica sul lungomare, il 3,5x si è rivelato davvero utile. Qui il telefono porta a casa scatti piacevoli, con un dettaglio buono e una resa cromatica credibile. Si vede che dietro c’è un lavoro software ben fatto, perché il risultato finale è convincente e soprattutto costante. Anche a 5x si riesce spesso a ottenere una foto ancora gradevole e utilizzabile, segno che l’integrazione tra ottica e post-elaborazione funziona. Oltre si può andare, ma è chiaro che superata una certa soglia il crop comincia a presentare il conto. Il punto, però, è che fino agli zoom davvero sensati il vantaggio rispetto a tanti concorrenti si sente eccome.

La principale da 50 MP resta comunque il riferimento dell’esperienza quotidiana, ed è quella che userete di più. Anche qui Nothing sceglie una strada abbastanza precisa: niente colori sparati a tutti i costi, niente foto costruite in modo aggressivo, ma una resa più equilibrata e più composta. Nelle immagini realizzate tra Rapallo e Santa Margherita questa impostazione si nota bene, perché con buona luce il telefono restituisce foto nitide, con colori piacevoli, un contrasto corretto e una gamma dinamica valida per la categoria. Non è la camera che cerca sempre l’effetto scenico immediato, però è una di quelle che alla lunga convincono proprio perché sembrano più credibili e meno artefatte. Ed è un approccio che personalmente continuo a preferire.

Di sera il comportamento resta positivo. Tra luci dei locali, riflessi sull’acqua e scene più contrastate, il telefono ci è sembrato lavorare con una modalità notte abbastanza sensata, senza esagerare con esposizione e colori. Questo significa che la scena non viene stravolta per sembrare più luminosa di quanto fosse davvero, e secondo me è un bene. Il dettaglio resta buono sui soggetti principali, mentre qualcosa si perde di più nelle zone laterali o quando la luce cala parecchio. Quindi sì, i limiti emergono, ma la gestione generale resta convincente e soprattutto coerente con il resto del comparto.

Più debole, come abbastanza prevedibile, la ultra-grandangolare da 8 MP. Fa comodo averla, questo sì, e in alcune situazioni tra i panorami aperti del lungomare o nelle piazzette più strette di Santa Margherita torna utile per allargare l’inquadratura. Però resta chiaramente il sensore meno riuscito del trio. Il dettaglio è inferiore, la tenuta ai bordi cala in modo evidente e anche la resa cromatica appare meno ricca e meno coerente rispetto alla principale. In pratica è la classica lente che usi quando serve, ma che difficilmente diventa il motivo per cui scegli questo telefono.

La camera frontale da 32 MP lavora bene e nell’uso quotidiano si è dimostrata affidabile, sia nei selfie sia nei ritratti, con una resa piacevole anche in videochiamata. Non è un semplice riempitivo messo lì per completare la scheda tecnica, ma un sensore che si inserisce bene in un comparto fotografico complessivamente coerente.

Sul fronte video, invece, Nothing resta un po’ prudente. La registrazione arriva al 4K a 30 fps, con 1080p fino a 60 fps e slow motion in Full HD a 120 fps. È una base buona, ma nel 2026 il limite dei 30 fps in 4K comincia a pesare un po’ di più, perché i 60 fps non sono più una richiesta da nicchia. Ed è un peccato, perché il comparto foto prova a essere più ambizioso proprio grazie alla periscopica; lato video, invece, si percepisce un approccio più conservativo.

La fotocamera di Nothing Phone (4a) Pro ci è piaciuta perché ha una sua logica chiara. La principale è affidabile, il teleobiettivo è la parte più interessante e più divertente da usare, mentre l’ultra-wide resta il compromesso più evidente. Nelle foto scattate tra Rapallo e Santa Margherita la sensazione è stata proprio questa: non il camera phone più forte della categoria in assoluto, ma uno smartphone che sa scattare bene, che ha una sua coerenza e che, soprattutto, offre uno zoom ottico che nella fascia fa davvero la differenza.

Autonomia e ricarica Nothing Phone (4a) Pro

Sul fronte autonomia, Nothing Phone (4a) Pro parte da una base solida grazie alla batteria da 5.080 mAh. Non è il numero più alto in assoluto che si possa leggere oggi in questa fascia, però va inserito nel contesto giusto: qui abbiamo un hardware abbastanza equilibrato e un software che sembra lavorare bene sull’ottimizzazione, quindi il risultato finale è più convincente di quanto dica il solo dato tecnico.

Nel nostro utilizzo il telefono si è comportato bene. Usato come dispositivo principale, in una giornata tipo dalle 7:00 alle 21:00, siamo arrivati a sera con oltre il 35% residuo, quindi con un margine molto tranquillo e senza la sensazione di dover sempre controllare la batteria. È un dato che racconta bene il carattere del prodotto, perché Nothing Phone (4a) Pro non dà l’idea di essere brillante solo in condizioni ideali, ma di saper reggere bene anche un impiego concreto e continuo durante tutta la giornata.

Questo poi si riflette anche nella percezione generale. Con uso normale o anche abbastanza pieno, arrivare a sera non è un problema, mentre con un utilizzo più attento si può pensare anche di andare oltre la singola giornata. Non è il classico battery phone costruito solo per durare, ma è uno smartphone che sotto questo aspetto trasmette affidabilità, e per un medio gamma usato come telefono principale è esattamente quello che serve.

La ricarica arriva fino a 50W via cavo e, anche qui, Nothing sceglie una soluzione concreta più che scenografica. I tempi restano buoni e il telefono si ricarica completamente in circa un’ora, quindi parliamo di una velocità adeguata all’uso quotidiano e sufficiente anche per fare un rabbocco rapido quando serve. Va però segnalata una cosa importante: in confezione non c’è il caricatore e per sfruttare davvero i 50W serve un alimentatore Nothing o CMF compatibile. Con un normale caricatore PD, invece, ci si ferma intorno ai 25W, e di conseguenza i tempi si allungano in modo abbastanza evidente.

Manca invece la ricarica wireless, ed è probabilmente l’assenza che pesa di più in questa sezione. Non è una funzione indispensabile per tutti, ma in un telefono che prova a farsi notare per materiali, design e maturità generale, resta una rinuncia che ricorda chiaramente la sua natura da medio gamma.

Prezzo e concorrenti

In Italia, Nothing Phone (4a) Pro parte da 449 euro nella versione 8/128 GB e arriva a 519 euro per la 12/256 GB. Sullo store ufficiale Nothing si tratta di un prezzo promozionale, con listino pieno fissato a 499 euro e 569 euro, ma il punto vero è che già così il prodotto si colloca in una fascia molto interessante e, quando si trova in offerta, diventa ancora più convincente.

Il motivo è semplice: Nothing Phone (4a) Pro non è il solito medio gamma che prova a farsi notare solo con i numeri. Qui c’è un lavoro più ampio, che passa dal design, dai materiali, dal software e da un comparto fotografico che almeno sul teleobiettivo riesce davvero a distinguersi. In pratica, è uno smartphone che prova a offrire qualcosa di più personale e più riconoscibile rispetto a tante alternative magari corrette sulla carta, ma molto meno caratterizzate nell’esperienza.

Tra i rivali più sensati c’è realme 16 Pro+, che probabilmente mette sul tavolo qualcosa in più sul piano fotografico puro e resta una proposta molto forte per chi guarda soprattutto a quel reparto. C’è poi Motorola Edge 60 Pro, che nel complesso appare più completo e più rotondo, perché riesce a coprire bene un po’ tutti gli aspetti con grande equilibrio. Va considerato anche Nothing Phone (3a) Pro, che resta ancora interessante per chi vuole entrare nel mondo Nothing spendendo meno, ma ha senso citare pure Nothing Phone (4a), perché è il confronto più diretto per chi sta valutando se fermarsi al modello base oppure fare il salto al Pro.

Ed è proprio qui che il Phone (4a) Pro trova un altro motivo per esistere. Il Phone (4a) mantiene buona parte dell’identità del progetto e resta una scelta sensata per chi vuole spendere meno senza uscire dall’universo Nothing. Il Phone (4a) Pro, però, aggiunge più presenza, più carattere, materiali più ricercati e un comparto fotografico più ambizioso, diventando di fatto la proposta più completa e più affascinante della gamma media Nothing.

Il punto, però, è che Nothing Phone (4a) Pro si gioca una carta diversa rispetto a tutti questi modelli. realme può avere qualcosa in più sulla fotocamera, Motorola può sembrare più completo, il Phone (4a) può essere la scelta più semplice per restare in casa Nothing spendendo meno, ma il 4a Pro è quello più iconico, quello con l’identità visiva più forte e anche quello che può contare sul software più personale e più piacevole del gruppo. Ed è proprio qui che si crea il suo spazio, perché come esperienza complessiva riesce ad avere un fascino particolare che gli altri non replicano allo stesso modo.

Recensione Nothing Phone (4a) Pro: più maturo, stesso carattere

In sintesi, Nothing Phone (4a) Pro è uno di quei telefoni che hanno senso soprattutto per chi non cerca solo una somma di specifiche, ma un prodotto coerente, riconoscibile e piacevole da usare ogni giorno. E proprio per questo, nella sua fascia, resta una proposta molto interessante; quando poi si trova a prezzo promozionale, diventa ancora più facile da consigliare.

Valutazione Nothing Phone (4a) Pro : 8.6

Arrivati in fondo, Nothing Phone (4a) Pro è uno smartphone che lascia una sensazione molto positiva. Perché non è solo un telefono bello da vedere, ma un prodotto pensato bene, costruito con più maturità e capace di dare nell’uso quotidiano una sensazione di maggiore completezza rispetto al passato. È evidente che Nothing, con questo modello, abbia voluto fare un passo avanti non solo nella scheda tecnica, ma soprattutto nel modo di interpretare la propria fascia di mercato.

La cosa interessante è proprio questa: Phone (4a) Pro non rinnega l’identità del brand, però la evolve. Resta riconoscibile, resta personale, resta diverso dal solito, ma lo fa in un modo meno “giocato” solo sull’effetto scenico e molto più orientato alla sostanza. Le luci, la Glyph Matrix e tutto ciò che ha reso Nothing immediatamente distinguibile ci sono ancora, ma qui non sono più il centro di tutto. Diventano parte di un progetto più maturo, più coerente e anche più credibile.

Recensione Nothing Phone (4a) Pro: più maturo, stesso carattere

E questo si vede un po’ ovunque. Si vede nel design, più pulito e più premium. Si vede nei materiali, con l’alluminio che cambia davvero la percezione del prodotto. Si vede nel software, che continua a essere uno dei più riusciti e piacevoli della categoria. Si vede anche nella fotocamera, che non è perfetta ma ha una sua logica chiara e trova nel teleobiettivo un elemento distintivo reale. Alla fine, il punto è che Nothing Phone (4a) Pro funziona bene come insieme, e non solo per una o due caratteristiche isolate.

Certo, qualche limite resta. L’ultra-grandangolare è il sensore meno convincente, la USB-C 2.0 è una scelta conservativa e la ricarica wireless manca. Però sono aspetti che non cambiano il giudizio generale su un telefono che, per equilibrio, personalità e qualità percepita, ci è sembrato davvero riuscito.

In poche parole, Nothing Phone (4a) Pro è il segnale più chiaro che il brand sta crescendo. È ancora iconico, ancora diverso dal solito, ancora capace di farsi notare, ma oggi lo fa con un approccio più adulto e più solido. E forse è proprio questo il suo pregio più grande: non essere soltanto il Nothing “con le lucine”, ma un telefono finalmente maturo, bello, ben fatto e capace di stare nella fascia media con una personalità che pochi altri riescono ad avere.

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