Galaxy S26 Ultra fotocamera: i miglioramenti ci sono, ma iPhone 17 Pro resta avanti

Il comparto imaging è uno dei terreni più importanti nella sfida tra top di gamma. Ed è proprio qui che Samsung prova a fare un passo avanti con il nuovo Galaxy S26 Ultra.

I primi confronti fotografici suggeriscono un miglioramento netto rispetto al modello precedente. Eppure il quadro non è del tutto chiuso, perché nei test iniziali il nuovo flagship coreano non riesce ancora a superare in modo pieno iPhone 17 Pro nei contesti più complessi.

Cosa cambia davvero nella fotocamera

Sulla carta, il modulo fotografico del Galaxy S26 Ultra non rompe con il passato. Alcuni elementi restano infatti molto vicini a quelli del Galaxy S25 Ultra, soprattutto nelle ottiche secondarie.

Samsung mantiene la fotocamera ultra-grandangolare da 50 MP con apertura f/1.9 e il teleobiettivo 3x da 10 MP con apertura f/2.4. Questo significa che il salto generazionale non si concentra sull’intero comparto, ma su due punti molto precisi: sensore principale e zoom a lungo raggio.

L’aggiornamento più importante riguarda infatti la camera principale da 200 MP. Il nuovo modello passa a un’apertura f/1.4, al posto della f/1.7 vista prima. Il cambiamento può sembrare minimo, ma in realtà ha un impatto concreto. Una lente più luminosa lascia entrare molta più luce e può quindi aiutare nella gestione delle scene difficili, soprattutto quando l’illuminazione cala.

In parallelo, Samsung interviene anche sul teleobiettivo periscopico 5x da 50 MP. Qui troviamo un obiettivo f/2.9 e un design ALoP (Adaptive Lens on Prism) più compatto. Questo aggiornamento non incide solo sull’ingombro interno, ma modifica anche la resa dell’immagine in alcune situazioni.

Uno dei cambiamenti più visibili riguarda il bokeh. Le luci sullo sfondo appaiono infatti più tonde e naturali, invece di mantenere quella forma più rigida e squadrata che aveva caratterizzato alcuni modelli precedenti. C’è però anche un compromesso. La distanza minima di messa a fuoco sale fino a circa 52 cm, e questo potrebbe rendere meno immediati gli scatti ravvicinati.

Dove Samsung migliora rispetto a S25 Ultra

I primi risultati mostrano che gli interventi hardware e software non sono solo teorici. Nella pratica, Galaxy S26 Ultra fotocamera offre un comportamento più convincente in diversi scenari reali.

Il miglioramento più evidente emerge nelle foto in scarsa illuminazione. Qui il nuovo modello cattura più dettagli e controlla meglio il rumore. Inoltre, i toni della pelle appaiono più equilibrati e naturali rispetto a quelli del modello precedente. Questo aspetto conta molto, perché influisce non solo sulla resa dei volti, ma anche sulla credibilità generale dello scatto.

Anche il ritratto sembra aver fatto un passo avanti. L’elaborazione appare più raffinata e il bilanciamento complessivo risulta più pulito. In particolare, la gestione del rumore sembra più efficace, con risultati che danno una sensazione più premium e più vicina a quella attesa da uno smartphone di questa fascia.

Se il confronto si limita al passaggio da Galaxy S25 Ultra a Galaxy S26 Ultra, l’evoluzione è quindi chiara. Samsung non ha rivoluzionato tutto, ma ha scelto due aree strategiche e le ha migliorate in modo mirato. È una scelta meno spettacolare, ma molto sensata.

Inoltre, il nuovo periscopio contribuisce a dare al telefono una personalità fotografica più matura. La resa dello sfocato più gradevole aiuta infatti i ritratti e rende alcuni scatti più moderni dal punto di vista estetico. Non è un dettaglio secondario, perché oggi il look dell’immagine pesa quasi quanto la pura nitidezza.

Perché iPhone 17 Pro resta ancora davanti

Nonostante i progressi, il iPhone 17 Pro conserva ancora un piccolo vantaggio in alcuni punti chiave. Ed è proprio qui che il confronto si fa più interessante.

Secondo i primi riscontri, Galaxy S26 Ultra non raggiunge ancora la stessa continuità dell’iPhone quando la scena si complica. Uno dei limiti riguarda la precisione dell’autofocus, che in alcune situazioni può mostrare incertezze nel rilevamento del volto. Questo dettaglio pesa, perché la messa a fuoco corretta resta fondamentale soprattutto nei ritratti e negli scatti spontanei.

Un altro aspetto critico riguarda proprio la modalità ritratto. In alcuni casi possono comparire artefatti visibili attorno al soggetto. Quando succede, la separazione tra persona e sfondo perde naturalezza. È un difetto che non rovina sempre la foto, ma che può ridurre la sensazione di precisione complessiva.

Ed è qui che Apple continua a fare bene. iPhone 17 Pro sembra offrire immagini leggermente più nitide nelle scene con poca luce. Inoltre, mantiene una segmentazione del ritratto più accurata, soprattutto quando lo sfondo è complesso o quando i contorni del soggetto non sono semplici da gestire.

Questo vantaggio non significa che il distacco sia ampio. Al contrario, il nuovo top di gamma Samsung appare più vicino che in passato. Però la differenza resta percepibile sul piano della coerenza. E spesso è proprio la coerenza, più del singolo scatto riuscito, a fare la differenza tra una grande fotocamera e una fotocamera eccellente.

Una sfida più vicina, ma non ancora ribaltata

Il punto centrale è questo: Galaxy S26 Ultra fotocamera migliora davvero e lo fa nelle aree giuste. Più luce sul sensore principale, zoom periscopico rivisto e ritratti più puliti spingono il dispositivo nella direzione corretta.

Allo stesso tempo, iPhone 17 Pro continua a mostrare una maggiore sicurezza nelle situazioni più delicate. Samsung accorcia la distanza, ma non la annulla del tutto. Per chi guarda alla fotografia mobile nel suo insieme, il nuovo Galaxy S26 Ultra rappresenta un passo avanti importante. Per chi cerca ancora la massima affidabilità nei contesti difficili, invece, il riferimento resta molto vicino alla proposta di Apple.

Lascia un commento