Ubisoft Halifax chiude dopo poche settimane
Ubisoft ha annunciato la chiusura del suo studio di Halifax, in Canada. La notizia arriva a poche settimane dalla sindacalizzazione del team, e proprio per questo ha acceso subito un dibattito duro. In totale sono 71 i dipendenti coinvolti, che perderanno il posto.
La chiusura non riguarda un singolo progetto “andato male”. Parliamo di un segnale più ampio, perché tocca un tema che nel gaming sta diventando centrale: la tutela del lavoro e la nascita di sindacati, soprattutto in Nord America.
Ubisoft Halifax chiude dopo la sindacalizzazione
Secondo le ricostruzioni disponibili, a dicembre 2025 circa il 74% dei lavoratori avrebbe votato per aderire alla Game & Media Workers Guild of Canada, affiliata a CWA Canada. Poco dopo la certificazione ufficiale, Ubisoft ha comunicato la chiusura dello studio.
È proprio questa sequenza a far discutere. Non tanto la chiusura in sé, che in un’industria in fase di assestamento può capitare, quanto il “quando”.
Ubisoft Halifax : la posizione di Ubisoft
Ubisoft sostiene che la decisione rientri in un percorso di ristrutturazione e contenimento costi avviato da tempo. L’azienda nega un legame con la sindacalizzazione e parla di una strategia globale, non di una reazione a un singolo evento locale.
Sul piano pratico, Ubisoft ha dichiarato che offrirà:
- pacchetti di buonuscita
- supporto alla ricollocazione
- assistenza per la transizione professionale
Sindacati: tempistiche sospette e possibili azioni legali
Il sindacato e diversi lavoratori vedono la questione in modo diverso. CWA Canada ha definito la tempistica “sospetta” e valuta strumenti legali, anche perché in Canada esistono tutele specifiche contro ritorsioni legate all’attività sindacale.
In sostanza, il punto non è solo “Ubisoft chiude”. Il punto è capire se esista un nesso tra la scelta e la nascita del sindacato, e se tale nesso possa configurare una violazione delle regole sul lavoro.
Che studio era Halifax e cosa aveva fatto
Ubisoft Halifax era entrata nel gruppo nel 2015. Ha lavorato soprattutto su progetti mobile, spesso collegati a franchise già noti. È un tipo di studio che può sembrare “laterale”, ma in realtà supporta un pezzo importante del business, perché porta IP forti su piattaforme con numeri enormi.
Perché questa notizia pesa nel 2026
Negli ultimi anni l’industria videoludica ha visto una crescita rapida e poi una fase di correzione, con tagli e riorganizzazioni. Allo stesso tempo, le discussioni su stabilità, carichi di lavoro e tutele si sono intensificate. Per questo, un caso come Halifax diventa simbolico: riguarda sia il lato economico, sia quello dei diritti.
Se emergeranno ulteriori dettagli, il punto chiave resterà uno: capire se questa chiusura sia davvero solo una scelta di efficienza, oppure un precedente che può influenzare il rapporto tra sindacati e grandi publisher nei prossimi mesi.