Microsoft rimanda ad ottobre la funzione Recall

La controversa funzione Recall di Microsoft, pensata per tracciare l’attività degli utenti sui PC Windows 11 Copilot+, ha subito un ulteriore ritardo. Originariamente prevista per il lancio con questi nuovi laptop a giugno, Recall ha sollevato notevoli preoccupazioni sulla privacy a causa delle sue ampie capacità di tracciamento.

In risposta alle critiche, Microsoft ha deciso di modificare Recall da una impostazione predefinita a una funzione opt-in, aggiungendo misure di sicurezza potenziate. Tuttavia, questa mossa non è stata sufficiente. Il 13 giugno, l’azienda ha annunciato che Recall sarebbe stata rimossa dal lancio iniziale dei PC Copilot+ e rilasciata invece come anteprima all’interno del programma Windows Insider Program (WIP).

L’aggiornamento di oggi prolunga ulteriormente l’attesa per l’accesso pubblico a Recall. Inizialmente prevista per essere disponibile “nelle prossime settimane” per gli utenti WIP, l’anteprima è ora posticipata a ottobre. Questo ritardo suggerisce che Microsoft stia ancora lavorando per risolvere problemi di sicurezza e per rifinire la funzione con il contributo della community Insider.

La dichiarazione di Microsoft recita: “Con l’impegno a fornire un’esperienza di Recall (anteprima) affidabile e sicura, condividiamo un aggiornamento che Recall sarà disponibile per i Windows Insiders a partire da ottobre.”

Questo approccio è in linea con la strategia precedente di Microsoft di utilizzare il programma Insider per testare funzioni potenzialmente rischiose. I data miners hanno scoperto nuove funzioni nascoste di Recall in una build del canale Canary di Windows 11 a giugno, indicando uno sviluppo in corso. Questi primi indizi suggeriscono ulteriori iterazioni—potenzialmente con maggiori miglioramenti per la privacy e la sicurezza—prima che Recall sia disponibile agli utenti WIP.

La data di rilascio ufficiale di Recall per la base di utenti generali di Copilot+ rimane incerta. Con l’anteprima di ottobre per gli Insiders, potrebbero essere necessari ancora diversi mesi prima che la funzione diventi ampiamente disponibile per Windows 11. Questo ritardo esteso riflette l’approccio cauto di Microsoft, poiché l’azienda mira a risolvere le preoccupazioni sulla privacy e garantire un’implementazione sicura prima del lancio più ampio.

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