Hololens e modeling 3D da fantascienza
Anche Hololens è presente sul palco della WPC, mostrando la collaborazione con Adobe ed il software di modeling 3D Maya.
L’obiettivo di Microsoft è estendere le possibilità offerte dagli strumenti che già abbiamo, indirizzandole verso il successivo step evolutivo.
La demo presentata proprio al Worldwide Partner’s Conference, mette subito in chiaro che dietro Hololense ci sono già partner di grosso calibro come se la già annunciata NASA non sia sufficente.
Il problema è sempre stato creare oggetti 3D con un programma 2D, in fase prototipale si deve spesso ricorrere alla lenta e costosa stampa 3D per ave un idea tangibile e confrontabile con la realtà. Ma grazie ad Hololens si potrà avere un riscontro digitale su cui si può anche lavorare.
L’input può arrivare dai classici mouse e tastiera oppure da comandi vocali e gesti.
La nuova dimostrazione si fa davvero interessante quando il lavoro digitale viene trasposto su una moto presente sul palco, permettendo non solo di ammirare un’anteprima del prodotto finito, ma anche di apportare modifiche direttamente sull’ologramma.
La collaborazione su di un progetto è essenziale per questi ambienti, così è stato introdotta la possibilità di lascire note con tanto di registrazioni e modifiche da apportare al progetto, tutto in tempo reale come se il nostro interlocutore ce lo mostrasse direttamente.
Hololens ed il FoV
Abbiamo parlato molto del campo di visuale ristretto in cui si possono effettivamente vedere gli ologrammi, Microsoft in uno dei video dedicati all’istruzione mostra effettivamente quanto sia ristretto inserendo un’alone nelle riproduzioni.
Da questo video si evince che il problema è presente, forse potrebbe essere un pò prematuro un lancio commerciale, per questo Microsoft sta puntando molto sui partner e l’impiego nell’industria.
Voi lettori che ne pensate?