Android Auto: ecco perché il progetto di Google surclasserà quello di Apple
Una delle tante novità annunciate al Google I/O di qualche giorno fa è Android Auto, il progetto del colosso di Mountain View che mira a portare il robottino verde nel mondo automobilistico. Esattamente come è accaduto per Google Fit (risposta ad iHealth), Android Auto rappresenta la risposta diretta a Car Play, progetto molto simile che però porta la firma della mela morsicata. In questo articolo vi spiego perché, secondo il mio punto di vista, Android Auto surclasserà Car Play a livello di diffusione, ma andiamo con ordine.
Innanzitutto bisogna sottolineare che la logica di questi progetti è quella di permettere l’integrazione di smartphone e tablet con i “computer di bordo” delle automobili, al fine di aumentare la sicurezza stradale e di espandere le funzionalità dei veicoli. Ed è proprio qui che emerge il primo importantissimo punto a favore di Android Auto: il sistema studiato dal colosso di Mountain View è compatibile con tutti i dispositivi Android (che, ricordiamolo, è l’OS mobile più diffuso al mondo), mentre Car Play ad oggi è compatibile solo ed esclusivamente con iPhone 5, 5s e 5C. Insomma, un vantaggio enorme per Google.
In secondo luogo, anche Android Auto condivide la filosofia Open Source del robottino verde: è personalizzabile e aperto a tutti i produttori di smartphone e tablet, oltre che a tutti gli sviluppatori di app; di contro Car Play è ovviamente un sistema chiuso, in classico stile Apple, e sarà quindi un po’ più ristretto il suo sviluppo.
In terzo luogo c’è l’aspetto dei partners: a mio parere Big G ha compiuto una scelta strategica geniale, creando la Open Automotive Alliance che raggruppa i marchi Fiat-Chrysler (Fiat, Abarth, Alfa Romeo, Maserati, Jeep, Chrysler, Dodge, Ram), Volkswagen (Audi, Volkswagen, Seat, Skoda), General Motors (Chevrolet, Opel), e poi Honda,Mazda, Suzuki, Renault, Nissan e Volvo, insomma dei partners che comprendono sia automobili di fascia alta, sia automobili accessibili a tutti noi comuni mortali; di contro Apple ha fatto la scelta di stringere alleanze essenzialmente con marchi prestigiosi come Ferrari, Mercedes e BMW (anche se in futuro pare sia previsto l’arrivo anche su marchi più accessibili come Opel e Toyota), che inevitabilmente si tradurrà in una diffusione numericamente inferiore di Car Play.
Infine bisogna considerare l’evoluzione futura di Android Auto: la logica di Google infatti è palesemente quella di raccogliere sempre più dati sul modo di guidare degli utenti, al fine di catapultarci in un futuro (10-20 anni?) dove le automobili si piloteranno automaticamente grazie ad una nuova incarnazione di Android Auto (progetto già esistente nei laboratori di Big G).
Insomma, a mio parere il sistema proposto da Google vince a mani basse. In attesa di avere un riscontro oggettivo dal mercato, mi piacerebbe molto discuterne con voi.