Assassin’s Creed The Piano Collection unisce videogiochi e pianoforte

Assassin’s Creed The Piano Collection unisce videogiochi e pianoforte

Assassin’s Creed The Piano Collection porta la musica della saga Ubisoft in una direzione diversa dal solito, più intima e più elegante. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Ubisoft e Harmonia mundi e affida al pianista francese Nicolas Horvath il compito di rileggere alcuni dei temi più iconici del franchise in versione per pianoforte.

L’idea funziona perché non prova a snaturare il materiale originale. Al contrario, cerca di dargli un’altra forma, più essenziale ma non meno intensa. Per una serie come Assassin’s Creed, che ha sempre avuto un’identità musicale forte, è una scelta che ha senso e che può parlare sia a chi ama i videogiochi sia a chi guarda con curiosità al repertorio pianistico contemporaneo.

Assassin’s Creed The Piano Collection nasce con Nicolas Horvath

Il nome scelto per interpretare questo lavoro non è casuale. Nicolas Horvath è un pianista noto per il suo approccio audace, per le maratone musicali e per un percorso che attraversa musica classica, minimalismo e sperimentazione. Inoltre è anche un gamer, e questo dettaglio aiuta a capire meglio il tono del progetto.

Horvath sostiene da tempo che la musica dei videogiochi meriti più spazio anche nei contesti classici. Con questo album prova a spingere proprio in quella direzione. Non si limita a eseguire i brani, ma partecipa anche alla loro costruzione insieme all’arrangiatrice di Montréal Julie Lamontagne e al supervisore musicale di Ubisoft Simon Landry.

Il risultato, almeno nelle intenzioni, è un ponte più diretto tra due mondi che spesso vengono raccontati come separati, ma che in realtà dialogano già da anni molto più di quanto si pensi.

Una collaborazione che punta in alto

Il progetto si muove anche dentro un contesto culturale di livello alto. L’album è stato registrato su un pianoforte storico appartenuto a Nadia Boulanger, oggi parte della collezione del Musée de la musique di Parigi. È un dettaglio che dà subito il senso dell’ambizione con cui questa uscita è stata costruita.

C’è poi un altro elemento interessante. Questa sarà la prima colonna sonora videoludica a entrare nella prestigiosa Stradivari Collection, una collaborazione con il Musée de la musique della Philharmonie de Paris. È un passaggio simbolico forte, perché porta una musica nata per il videogioco dentro uno spazio tradizionalmente legato alla musica colta e agli strumenti di pregio.

Non è solo una questione di prestigio. È anche un segnale culturale: le colonne sonore dei videogiochi stanno smettendo da tempo di essere viste come un linguaggio minore.

Assassin’s Creed The Piano Collection arriva anche in concerto

L’album non resterà confinato all’ascolto domestico o alle piattaforme streaming. La tracklist sarà eseguita dal vivo da Nicolas Horvath durante un concerto alla Philharmonie de Paris il 23 giugno, all’interno del più ampio contesto della mostra Video Games & Music.

Questa parte è particolarmente interessante perché porta il progetto fuori dal formato discografico e lo trasforma in un evento vero e proprio. In questo modo, Assassin’s Creed The Piano Collection diventa anche un’esperienza dal vivo, capace di dare ancora più peso alla componente emotiva dei brani.

Per chi segue il franchise da anni, sentire quei temi in una sala da concerto può avere un effetto molto diverso rispetto al semplice ascolto in cuffia. E per chi arriva dalla musica, può essere un buon modo per avvicinarsi a una colonna sonora videoludica con un contesto più familiare.

Vinili, video ufficiale e una mossa molto coerente

Ubisoft aveva già anticipato il tono del progetto pubblicando il videoclip ufficiale di Ezio’s Family, probabilmente il tema più riconoscibile dell’intera saga. È una scelta prevedibile, ma giusta, perché parliamo del brano che più di tutti riesce a riassumere l’identità musicale di Assassin’s Creed.

Accanto all’album digitale arrivano anche i vinili, in versione Standard LP e Deluxe 2LP, già disponibili per il preordine con spedizioni previste a metà 2026. Anche questo è un tassello coerente, perché rafforza il taglio più curato e più collezionabile dell’intero progetto.

Nel complesso, questa uscita sembra costruita con una direzione molto precisa. Non è una semplice operazione nostalgia e non è nemmeno un prodotto pensato solo per i fan più stretti. È un lavoro che prova a dare alla musica di Assassin’s Creed uno spazio diverso, più nobile e più trasversale. E, stavolta, la formula sembra avere basi abbastanza solide per funzionare.

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