Apertura variabile Galaxy: Samsung ci ripensa

Apertura variabile Galaxy: Samsung ci ripensa

Samsung starebbe valutando un ritorno che, per chi segue la fotografia mobile da anni, suona quasi come un giro lungo fatto apposta per tornare al punto di partenza: un’apertura variabile targata Galaxy. L’idea non è nuova, anzi; Samsung la usò tempo fa sui top di gamma, poi l’ha abbandonata quando la corsa alle fotocamere si è spostata su sensori più grandi, algoritmi e modalità AI.

Ora però, complice l’evoluzione prevista su iPhone, la strada potrebbe riaprirsi; non subito, attenzione, perché il prossimo step sembra più graduale: prima una fotocamera principale più luminosa su Galaxy S26 Ultra, poi l’eventuale salto vero con Galaxy S27.

Apertura variabile Galaxy: cosa significa davvero

Con apertura variabile si intende una lente capace di cambiare diaframma, quindi di regolare quanta luce entra sul sensore; in pratica, un controllo in più tra scatto notturno e scatto diurno. Con più luce, la sera puoi abbassare ISO e tempi senza far esplodere rumore e impasto; con meno luce voluta, di giorno puoi gestire meglio profondità di campo e nitidezza su tutta la scena.

Sulla carta è una funzione molto da fotocamera, e infatti piace a chi cerca coerenza tra condizioni diverse. Il punto, però, è sempre lo stesso: serve un’integrazione fatta bene, altrimenti rischi di avere un’opzione che pochi useranno, oppure un cambio automatico non sempre prevedibile.

Galaxy S26 Ultra: prima un’apertura più ampia

Prima di parlare di ritorni storici, Samsung sembra concentrata su un miglioramento più diretto: Galaxy S26 Ultra dovrebbe adottare una apertura più ampia sulla principale. Tradotto: più luce al sensore, vantaggio immediato soprattutto in indoor e in notturna.

C’è anche un dettaglio di design legato a questa scelta: per gestire ottiche e geometrie, si parla di un possibile ritorno a un certo rilievo del comparto camera, quindi un modulo più presente. Non è per forza un male, se porta risultati; resta comunque una scelta che si vede e che cambia l’estetica del retro.

Apertura variabile Galaxy: il vero obiettivo sarebbe S27

La parte interessante è il dopo: Samsung avrebbe iniziato a muoversi per ottenere unità con apertura variabile, con l’idea di portarle sui futuri flagship; la tempistica più realistica, se tutto fila, sarebbe Galaxy S27.

E qui si capisce la logica: S26 migliora la resa con un’apertura più ampia, quindi alza la base tecnica; S27, se confermato, potrebbe aggiungere anche quella flessibilità che oggi manca a molti top di gamma. In più, se il mercato spinge in quella direzione, Samsung non può restare a guardare: è una funzione facile da comunicare, e soprattutto è una dei pochi upgrade che l’utente percepisce come reale.

Perché questa mossa conta nel 2026

Negli ultimi anni molte novità camera sono state incrementali; algoritmi più aggressivi, HDR più spinto e modalità ritratto migliore. Un ritorno dell’apertura variabile va nella direzione opposta: è hardware, è misurabile, e se ben gestito migliora la coerenza degli scatti senza dover sempre correre dietro con la post-produzione.

Se Samsung farà davvero questo passo, la sfida sarà una sola: renderlo semplice, automatico quando serve, ma anche controllabile per chi vuole; perché una funzione pro, se diventa macchinosa, resta sulla carta.

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