Microsoft e OpenAI: l’investimento pesa sui conti
Microsoft e OpenAI tornano al centro dei numeri del trimestre, e questa volta non solo per il rumore mediatico sull’AI. Nei risultati del Q4 2025 (che per Microsoft coincide con il secondo trimestre dell’anno fiscale 2026) emerge un dato chiave: l’investimento in OpenAI ha avuto un impatto positivo enorme sugli utili, dopo mesi in cui la partita sembrava più pesante sul fronte costi e infrastrutture.
Microsoft e OpenAI: perché l’investimento “vale” miliardi nel Q4 2025
Secondo quanto riportato, l’effetto dell’investimento in OpenAI si traduce in circa 7,6 miliardi di dollari di contributo al risultato netto nel trimestre. È un cambio di passo evidente, soprattutto perché in trimestri precedenti lo stesso investimento aveva generato un impatto negativo. Il punto è che non si parla solo di “più ricavi”: pesa anche la struttura dell’accordo, che cambia dopo la riorganizzazione di OpenAI e porta Microsoft a registrare contabilmente l’operazione in modo diverso.
Il legame con Azure: impegni enormi e backlog che cresce
La seconda parte della storia riguarda Azure, che resta la base industriale di tutto il rapporto tra Microsoft e OpenAI. L’accordo include un impegno molto grande sui servizi cloud: si parla di un acquisto aggiuntivo di capacità Azure per 250 miliardi di dollari. Questo si riflette anche nei numeri del backlog commerciale, che arriva a 625 miliardi di dollari complessivi, con una quota molto rilevante attribuita a OpenAI (circa 45%). Tradotto: OpenAI non è più “solo” un partner AI, ma diventa uno dei motori principali che riempiono la pipeline di domanda cloud.
Risultati Microsoft: crescita forte, ma l’AI costa
Nel trimestre, Microsoft registra 81,3 miliardi di dollari di ricavi, in aumento anno su anno, e un utile netto di 30,9 miliardi. Se si guarda a un risultato “aggiustato” che esclude gli effetti legati all’investimento in OpenAI, il profitto sale ancora. Questo spiega bene la dinamica: l’AI porta crescita, ma porta anche complessità contabile e soprattutto spese elevate per infrastruttura.
Ed è qui che entra l’altro tema: gli investimenti. Nel trimestre, la spesa in conto capitale legata all’AI cresce in modo deciso, perché servono data center, GPU e capacità pronta. Quindi il mercato può reagire in modo ambivalente: numeri solidi, ma attenzione alta su quanto costa sostenere questa corsa.
Non solo OpenAI: Microsoft replica la strategia anche con altri player
Un dettaglio interessante è che Microsoft non si ferma a OpenAI. Viene citato anche un investimento su Anthropic per 5 miliardi di dollari, con un accordo parallelo che prevede acquisti importanti di capacità Azure (circa 30 miliardi). Il messaggio è chiaro: Microsoft preferisce costruire un portafoglio di alleanze e carichi di lavoro AI, invece di scommettere tutto su un solo cavallo.
Cosa significa davvero per il 2026
Il Q4 2025 racconta una cosa semplice: Microsoft e OpenAI non sono più una “partnership da slide”, ma un rapporto che sposta miliardi tra utili, cloud e investimenti. Se Azure regge la domanda e Microsoft continua a distribuire capacità tra prodotti interni e clienti AI, la strategia può restare vincente. Se invece la crescita del cloud non tiene il passo dei costi infrastrutturali, la pressione sui margini diventa la variabile da monitorare trimestre dopo trimestre.