Recensione Oppo Reno15 Pro: il Reno più top
La serie Oppo Reno15 prova a fare una cosa precisa, ovvero portare un’esperienza “quasi top” in un corpo più umano. Inoltre, affianca modelli grandi e modelli più compatti, così ognuno può scegliere in base alle proprie abitudini.
Dopo Reno14, che abbiamo già recensito, il salto è soprattutto di ambizione: mentre questo era equilibrato e concreto, Reno15 Pro, invece, vuole alzare il livello su display, fotocamera e soprattutto batteria, senza diventare un padellone.
Qui, però, c’è un dettaglio importante: in alcuni mercati asiatici questo telefono viene chiamato Reno15 Pro mini. In Italia, invece, è semplicemente OPPO Reno15 Pro. Detto chiaro: è lo stesso identico dispositivo, cambia il nome, non cambia la scheda tecnica.
La base hardware è interessante. C’è un AMOLED da 6,32″ con 120 Hz e supporto HDR10+, la luminosità di picco in alta luminosità arriva a 1.800 nit, quindi sulla carta non dovrebbe soffrire fuori casa. Sotto la scocca trovi Dimensity 8450 a 4 nm con prestazioni che puntano alla fluidità costante.
Il reparto foto è uno dei motivi per cui questo Reno si prende spazio. C’è una principale da 200 MP con OIS. Poi trovi un tele da 50 MP con OIS e zoom ottico 3,5x. Infine c’è una ultra-wide da 50 MP con autofocus. Anche la selfie è particolare, perché usa un sensore 50 MP ultra-grandangolare con autofocus, cosa ormai rara.
L’altro punto chiave è l’autonomia dove Oppo mette una batteria da 6.200 mAh, con supporto ricarica cablata 80W SuperVOOC, con compatibilità anche con profili PD e PPS.
Il software, infine, parte già aggiornato: Android 16 con ColorOS 16.
Anche la costruzione è da fascia alta. Vetro frontale con Gorilla Glass 7i, frame in alluminio, e una protezione dichiarata IP68/IP69. Il tutto in un corpo compatto, con peso attorno ai 187 grammi.
Il prezzo italiano, per la mia unità 12/512 GB, è 799 euro. Tuttavia, tra promo e bundle, il valore reale può cambiare parecchio.
Per questo la recensione è semplice: capire se questo Reno 15 Pro è davvero un compatto “premium”, o se restano compromessi che si sentono nell’uso quotidiano.

Oppo Reno15 Pro : Voto 8.7
Oppo Reno15 Pro è uno di quei compatti Android che si usano volentieri già dal primo giorno, perché tutto torna: costruzione, fluidità e sensazione premium. Il display OLED è luminoso e sempre piacevole, quindi anche lo streaming in HDR resta godibile e pulito. Poi arriva il pezzo forte, cioè la batteria da 6.200 mAh, che nel nostro classico 7:00–21:00 dà quella tranquillità rara in questa fascia, senza dover vivere attaccati al caricatore. La ricarica è rapida e pratica, pur senza essere la più estrema in assoluto, e nella vita reale basta e avanza. Anche le fotocamere convincono: lo zoom 3,5x è davvero utile, l’AF sulla ultra-wide è un plus concreto e i video beneficiano di una stabilizzazione molto solida. ColorOS 16 completa il quadro con un’esperienza matura e personalizzabile, che si usa con naturalezza. Restano due limiti da sapere prima: niente wireless e USB-C senza uscita video. Il prezzo è alto, ma con promo e bundle diventa un acquisto molto più centrato.
Pro
- Design e costruzione di prim’ordine
- OLED luminoso con 120 Hz e supporto HDR10+
- Autonomia incredibile con 6.200 mAh
- Foto e video superiori da tutte le fotocamere, con AF anche sulla ultra-wide
- Stabilizzazione video ottima
- IR blaster e supporto eSIM, plus utili e non scontati
Contro
- Manca la ricarica wireless
- USB-C senza uscita video
- Prezzo alto: è giustificato, però senza promo e bundle pesa
Griglia valutazioni Oppo Reno15 Pro
| Sezione | Voto | Stelle |
| Confezione | 7,5 | ⭐⭐⭐⭐☆ |
| Design | 9,0 | ⭐⭐⭐⭐⭐ |
| Display | 9,0 | ⭐⭐⭐⭐⭐ |
| Hardware | 8,5 | ⭐⭐⭐⭐☆ |
| Software | 8,7 | ⭐⭐⭐⭐☆ |
| Fotocamera | 9,0 | ⭐⭐⭐⭐⭐ |
| Autonomia | 9,5 | ⭐⭐⭐⭐⭐ |
| Prezzo/qualità | 8,2 | ⭐⭐⭐⭐☆ |
Media finale: 8,7 / 10 ⭐⭐⭐⭐☆
Confezione e dotazione Oppo Reno15 Pro
La confezione italiana di Oppo Reno 15 Pro include l’essenziale per partire subito, senza sorprese. Trovi una pellicola protettiva già applicata, quindi lo schermo è protetto dal primo minuto. Inoltre ci sono cavo, manualistica e la classica spilla per il carrellino SIM.
Non è una dotazione “ricca”, però è quella giusta per non restare a secco al primo avvio. La pellicola, tra l’altro, è comoda anche per chi usa il telefono senza cover. E ti evita subito micro-graffi da uso quotidiano.

INel periodo di lancio, su Oppo Store, spesso entrano in gioco bundle che cambiano parecchio il valore reale dell’acquisto. In particolare, oltre a caricabatterie e cover, possono esserci anche le Enco Buds in abbinamento. Quindi, anche se la scatola standard resta essenziale, con la promo giusta ti porti a casa un kit molto più completo.
Design e ergonomiaOppo Reno15 Pro
Oppo Reno15 Pro è uno di quei telefoni che fanno capire subito l’idea di base: la maneggevolezza torna centrale.
Il design è completamente piatto, sia davanti sia dietro. Quindi richiama un linguaggio moderno, con bordi netti e linee pulite. È un look familiare, però resta curato. E soprattutto funziona nell’uso reale.
Le dimensioni aiutano tanto: 151,2 x 72,4 x 8,0 mm per 187 grammi. In mano si percepisce subito. È compatto, ben bilanciato e si usa bene a una mano. Anche dopo sessioni lunghe, non stanca. Inoltre è un bel terminale, anche da vedere. Fa della pulizia e della semplicità delle linee un valore aggiunto. Il risultato è un’eleganza che non forza, ma si nota.

I materiali sono da fascia alta. Davanti c’è vetro con Gorilla Glass 7i, mentre la cornice è in alluminio con finitura opaca.
Anche il retro è curato e dà una sensazione premium. Nella colorazione Aurora Blue la superficie non resta “ferma”. In base all’inclinazione cambia, con una texture e riflessi che si muovono con la luce. È un effetto pulito e molto riconoscibile.

Sulla costruzione, c’è poco da discutere. È uno smartphone ben fatto, solido, con la sensazione di prodotto curato in ogni punto. Oppo su queste cose, in genere, fa le cose bene. Costa, sì. Però quando lo si prende in mano si capisce che costruttivamente vale. E questo, in questa fascia prezzo, conta.
Il modulo fotocamera è evidente, però non è invasivo. Sul tavolo resta un minimo di dondolio, ma è nella norma. Con una cover si livella quasi del tutto. La disposizione delle lenti è ordinata, e nel complesso il retro sembra un pezzo unico. Quindi non dà quell’idea di “isola appiccicata” che a volte stona.
Sul fronte resistenza, la promessa è alta. La certificazione IP68/IP69 dà tranquillità, perché non si parla solo di pioggia o schizzi. Si parla anche di una protezione più “seria” contro polvere e getti d’acqua. Sul tema cadute, invece, la regola resta la stessa: conta come lo si usa e se si mette una cover.
La parte frontale è dominata dal display da 6,32”, con cornici sottili. In alto c’è un foro piccolo per la selfie. Sopra ancora, l’auricolare è quasi invisibile. E lavora insieme allo speaker principale per l’audio stereo, cosa utile anche nelle chiamate.

Sui lati ci sono dettagli pratici. In alto c’è il trasmettitore IR, comodo per controllare TV e dispositivi. In basso, invece, ci sono USB-C, microfono, speaker e carrellino Dual SIM. I tasti a destra sono grandi, con una corsa giusta. Il click è secco e piacevole.
Per i colori in Italia ci sono Aurora Blue e la variante marrone, più sobria e “premium”. La prima gioca con luce e texture. La seconda punta su un look più serio e discreto.
Design piatto, linee pulite e costruzione convincente. Oppo Reno15 Pro è compatto, elegante e fatto bene. E quella cura nelle linee, qui, non è solo estetica. È proprio parte dell’esperienza.

Display Oppo Reno15 Pro
Qui Oppo Reno15 Pro parte forte. Il pannello è un AMOLED da 6,32” con risoluzione 1.216 x 2.640 pixel (quindi 1,5K) e refresh a 120 Hz. La profondità colore è a 10 bit e c’è supporto HDR10+. Inoltre lo schermo è protetto da Gorilla Glass 7i, quindi la base è da fascia alta anche come materiali.
La resa generale è quella che ci si aspetta da un prodotto che vuole stare vicino ai premium veri. I colori sono vivi ma non forzati, i neri sono profondi e il contrasto dà subito un impatto “pulito”. Anche le cornici sottili aiutano, perché rendono il frontale moderno e molto immersivo.
Sulla luminosità, Oppo dichiara 600 nit tipici e fino a 1.800 nit in alta luminosità. Nell’uso reale il comportamento è quello giusto: all’aperto si vede bene, e quando c’è tanta luce lo schermo “spinge” di più in automatico. Con foto e contenuti multimediali, inoltre, le alte luci risultano più incisive, e si nota una gestione più aggressiva della luminosità nei momenti in cui serve davvero.
A livello di fluidità ci sono tre modalità. Auto, Standard e Alta. In pratica, Auto e Alta si comportano in modo simile, con un refresh che cambia in base a cosa si sta facendo. In idle e in molti video si scende, mentre nell’interfaccia e nei giochi si sale. È una gestione intelligente, perché bilancia bene scorrevolezza e consumi. E per chi vuole più controllo, c’è anche la gestione per singola app, così si può forzare un refresh più alto su app specifiche compatibili.

La parte HDR è completa. Le app di streaming riconoscono correttamente il pannello, e l’esperienza con film e serie ha più spinta, soprattutto sulle scene luminose. Inoltre c’è il supporto alle foto Ultra HDR di Android, quindi le immagini HDR risultano più “vive”, con alte luci più brillanti e una mappatura dei toni più moderna. In galleria si può anche scegliere di disattivare l’effetto su singole foto, cosa utile per confrontare e capire cosa sta facendo il telefono.
Nelle impostazioni ci sono anche opzioni extra per migliorare l’immagine. Parliamo di funzioni che aumentano nitidezza o saturazione dei video, e che possono avere un impatto sui consumi. Non sono “must”, però sono utili per chi ama personalizzare la resa. C’è anche la scelta della risoluzione, con un profilo più leggero e uno più spinto, sempre per gestire meglio autonomia e qualità.
E poi c’è il tema Always-On Display, che qui è come piace a noi: completo e personalizzabile. Si possono scegliere stili diversi, mettere orologio, notifiche e scorciatoie, e soprattutto avere un AOD che non sembra un’aggiunta “tanto per”. È una di quelle cose che nell’uso quotidiano fanno la differenza, perché si guarda il telefono e si capisce subito cosa sta succedendo, senza accenderlo ogni volta.
Display nitido, luminoso quando serve, fluido e con funzioni complete. È uno dei punti che fanno capire perché Oppo Reno15 Pro si avvicina davvero al mondo premium, anche senza fare promesse inutili.
Scheda tecnica Oppo Reno15 Pro (Global)
Dimensioni e peso
- 151,2 × 72,4 × 8,0 mm
- 187 g
- Certificazioni: IP68/IP69
Materiali
- Vetro frontale Gorilla Glass 7i
- Frame in alluminio
- Retro in vetro
Display
- 6,32” AMOLED
- Risoluzione 1216 × 2640 (460 ppi)
- 120 Hz, profondità colore 10-bit (1B colori)
- HDR10+
- Luminosità dichiarata: 600 nit tipici, 1800 nit HBM
Piattaforma
- MediaTek Dimensity 8450 (4 nm)
- CPU: 1× Cortex-A725 3,25 GHz + 3× 3,0 GHz + 4× 2,1 GHz
- GPU: Mali-G720 MC7
Memorie
- RAM: 12 GB (LPDDR5X)
- Storage: 256/512 GB (UFS 3.1)
Software
- Android 16
- ColorOS 16
Fotocamere posteriori
- Principale: 200 MP, f/1.8, 24 mm, OIS, PDAF
- Tele: 50 MP, f/2.8, 85 mm, OIS, PDAF, zoom ottico 3,5x
- Ultra-wide: 50 MP, f/2.0, 16 mm, 116°, AF
Fotocamera frontale
- 50 MP, f/2.0, 18 mm (ultra-wide), AF
Video
- Posteriore: 4K 30/60 fps, 1080p fino a 480 fps, gyro-EIS, HDR, OIS
- Frontale: 4K 30/60 fps, 1080p 30/60 fps, gyro-EIS, HDR
Batteria e ricarica
- 6200 mAh
- 80W cablata (SuperVOOC)
- Supporto USB PD (fino a 13,5W) e PPS (fino a 55W)
- Reverse wired
- Nota: niente ricarica wireless
Connettività
- 5G
- Wi-Fi 6
- Bluetooth 5.4 (aptX HD, LHDC 5)
- NFC
- IR blaster
Audio e sicurezza
- Altoparlanti stereo
- Sensore impronte ottico sotto al display
SIM e porte
- Dual SIM + eSIM
- USB-C (dati/ricarica) senza uscita video
Colori (Italia)
- Aurora Blue (azzurro/blu)
- Dusk Brown (marrone)
Prestazioni e temperature Oppo Reno15 Pro
Il cuore di Oppo Reno15 Pro è il MediaTek Dimensity 8450 a 4 nm, un chip che lavora molto su ottimizzazioni pratiche, quindi gaming più stabile, gestione fotocamera più efficiente e attenzione ai consumi. CPU e GPU restano su una piattaforma solida, ma qui il valore sta soprattutto nelle ottimizzazioni.
Sul piano tecnico, la CPU è un octa-core basato su Cortex-A725, con un core fino a 3,25 GHz, tre core fino a 3,0 GHz e quattro core fino a 2,1 GHz. La GPU è una Mali-G720 MC7. Tradotto: potenza più che sufficiente per tenere tutto reattivo, e una base grafica valida anche per giocare bene.

La memoria aiuta tantissimo. Le configurazioni previste sono 12/256 GB e 12/512 GB. La nostra è la più interessante, perché con 12 GB di RAM LPDDR5X e 512 GB UFS 3.1 si ha spazio e velocità per un uso intenso, tra foto, video e app pesanti. Nell’uso reale si vede. Le app si aprono in fretta, il multitasking resta stabile e tornando indietro non si riparte da zero ogni volta.
Nella pratica, l’esperienza è da “quasi premium”. L’interfaccia scorre bene, le animazioni restano pulite e anche la fotocamera è rapida nel passaggio tra le lenti. Questo è un punto importante, perché spesso i medio-alti soffrono proprio lì: apri la camera, scatti, cambi lente, e arriva il micro-lag. Qui no, il ritmo è sempre buono.

In gioco la situazione è convincente, con un’avvertenza tipica dei compatti. I titoli pesanti girano bene, e soprattutto la sensazione è di stabilità. Tuttavia, nelle sessioni molto lunghe, è normale che un telefono compatto limiti un po’ la spinta grafica per tenere sotto controllo temperature e consumi. Quindi si può vedere un calo più marcato lato GPU nelle situazioni più “stressanti”. Detto questo, nella vita vera non diventa un problema per l’uso comune. E non si trasforma mai in un forno.
Il telefono si scalda, perché è normale, ma resta gestibile. Il calore si sente più sulla parte alta e vicino al modulo fotocamera, però non diventa mai fastidioso al punto da obbligare a mollare. E questa è la cosa che interessa davvero.
Prestazioni solide, fluidità costante e temperature sotto controllo. Oppo Reno15 Pro non punta al record, ma all’affidabilità. E nell’uso reale è proprio questo che lo rende convincente.
Connettività e sensori
Su Oppo Reno15 Pro la connettività è quella che ci si aspetta da un medio-alto moderno. C’è il 5G, c’è Wi-Fi 6, c’è un Bluetooth aggiornato con codec di qualità e c’è l’NFC per i pagamenti. Quindi, nella vita di tutti i giorni, non mancano i fondamentali.
Sul fronte SIM, la gestione è completa. C’è il carrellino Dual SIM fisico, ma c’è anche eSIM, quindi si può scegliere la combinazione più comoda. È utile per chi viaggia, per chi vuole un numero lavoro separato, oppure per chi preferisce una linea digitale senza dover cambiare schede.
A livello tecnico, la ricezione è stabile e il telefono gestisce bene i passaggi tra reti e celle. In hotspot la connessione resta affidabile, e anche con uso intenso non emergono instabilità strane. Il Wi-Fi 6 dà una buona base per streaming e download, e in casa la tenuta è solida anche spostandosi tra stanze. Il Bluetooth è stabile con cuffie e auto, e la latenza nei video resta contenuta, quindi non ci sono sfasamenti fastidiosi.
L’NFC è preciso. I pagamenti passano senza esitazioni, e l’aggancio ai POS è rapido. È una di quelle cose che si danno per scontate finché non vanno male. Qui vanno bene.
C’è anche un dettaglio pratico che fa comodo: il trasmettitore IR. Non cambia la vita, però è utile. Soprattutto se in casa ci sono TV o climatizzatori. È uno di quei plus che molti produttori stanno togliendo, e averlo è sempre un vantaggio.
Arrivando alle porte: c’è USB-C per ricarica e dati, però purtroppo manca una cosa che qualcuno potrebbe volerci. Non c’è uscita video via USB-C, quindi niente collegamento diretto a monitor con modalità display-out. È un limite da sapere prima, soprattutto per chi usa spesso cavi USB-C → HDMI o setup da scrivania.
Passando ai sensori, lo sblocco è affidabile. Il sensore di impronte è sotto al display ed è un lettore ottico, sempre pronto anche a schermo spento. È rapido e preciso, e non richiede di riprovare due volte. Anche lo sblocco con il volto è comodo, soprattutto di giorno, e aiuta quando si hanno le mani occupate.

Audio, vibrazione e chiamate
Su Oppo Reno15 Pro l’esperienza audio è quella che ci si aspetta da un prodotto curato. C’è un sistema stereo, con lo speaker principale in basso e l’auricolare che fa anche da secondo canale. Quindi in landscape si ottiene un suono più ampio e più “pieno” rispetto ai classici mono, e nei video si sente subito la differenza.
C’è anche una funzione software che spinge oltre il limite classico del volume, una sorta di Audio Boost che può arrivare fino a un livello “extra” (tipo 300%). È utile in situazioni particolari, ad esempio quando serve sentire un messaggio o un video in un ambiente molto rumoroso. Tuttavia è giusto dirlo: quando si attiva questo extra, il volume sale, ma la qualità tende a peggiorare. I toni alti diventano più presenti e le voci possono perdere un po’ di corpo. Quindi è una modalità “di emergenza”, non quella da usare sempre.
Nel range normale, invece, gli altoparlanti convincono. Il suono è equilibrato, le voci restano chiare e in primo piano, e la parte alta è ricca ma controllata. I bassi non sono da cassa dedicata, però c’è abbastanza profondità per rendere musica e contenuti più piacevoli. E soprattutto non c’è quella distorsione fastidiosa che spesso arriva quando si alza troppo.
In chiamata, l’auricolare fa bene il suo lavoro. È discreto, ma si sente. E nei contesti rumorosi la voce resta leggibile, senza dover alzare troppo. Anche i microfoni sono solidi: note vocali pulite e chiamate affidabili, con una resa complessiva sopra la media della fascia.

La vibrazione è un altro punto importante. È precisa, secca e non “rimbomba”. Quindi sulla tastiera si sente bene, e anche le notifiche non passano inosservate. Inoltre si può regolare in modo fine dalle impostazioni, cosa utile per trovare il giusto equilibrio tra discrezione e feedback.
Software: ColorOS e esperienza d’uso
Su Oppo Reno15 Pro il software è uno dei motivi per cui il telefono risulta subito “facile”. La base è Android 16 con ColorOS 16, quindi si parte già aggiornati e con un’interfaccia moderna. Però la cosa più importante è un’altra. Tutto è coerente, pulito e scorrevole. Quindi l’esperienza non sembra mai quella di un medio gamma tirato.

Un punto che interessa sempre di più è la longevità. Per la serie Reno15, Oppo parla di 5 anni di aggiornamenti principali ColorOS e 6 anni di aggiornamenti di sicurezza. Non viene messo nero su bianco il numero esatto di major Android, però il messaggio è chiaro: questo telefono è pensato per restare attuale più a lungo, senza ansie dopo 18 mesi.
ColorOS 16, in generale, non stravolge tutto rispetto alle versioni precedenti. Cambia poco, ma cambia nei punti giusti. Ci sono ritocchi grafici, qualche icona aggiornata e una serie di piccole migliorie che rendono l’uso più fluido e più “ordinato”. È un’evoluzione, non una rivoluzione. E in questa fascia è una buona notizia, perché significa stabilità.
La tradizione Oppo sulle personalizzazioni qui si sente tutta. Temi, stili, icone, font, Always-On, colori di sistema, suoni, animazioni: c’è davvero tanta libertà. Quindi ognuno può cucirsi il telefono addosso senza trasformare le impostazioni in un labirinto. La parte bella è che, anche cambiando molto, il sistema resta coerente e stabile.
La parte di personalizzazione è più ricca anche sulla schermata di blocco. Ci sono molti stili di orologio e animazioni curate. Alcuni effetti giocano con la profondità, con l’orologio che si integra meglio con la foto di sfondo. È una cosa estetica, sì, però dà quella sensazione premium che si nota subito.
Anche l’organizzazione delle app migliora. Nell’app drawer si possono usare categorie, quindi la lista non diventa infinita. Inoltre ci sono le cartelle grandi, con layout più comodi da usare al volo. E poi c’è la barra laterale intelligente, che torna utile per richiamare app e funzioni senza uscire da quello che si sta facendo. Sono dettagli, ma fanno risparmiare tempo ogni giorno.
E poi c’è un altro aspetto interessante: questa esperienza è, di fatto, la stessa filosofia che si usa sui modelli più alti. Chi ha provato Oppo Find X9 o Oppo Find X9 Pro ritrova subito logiche e impostazioni. Cambiano alcune funzioni “da top”, ma l’impostazione è quella. Fluidità, ordine, scorciatoie utili e un sistema che non ti mette i bastoni tra le ruote. In pratica, Reno15 Pro si usa come si usa un Find, solo con un posizionamento diverso.
L’AI è ovunque, ma va raccontata nel modo giusto. Da una parte ci sono le funzioni Google, quindi Gemini, Gemini Live e Circle to Search, oltre a strumenti di traduzione e ricerca più rapidi. Dall’altra parte c’è l’integrazione Oppo, con una logica “hub” che mette insieme appunti, ritagli e contenuti utili, un po’ come uno “spazio” personale dove recuperare quello che serve senza impazzire.
Poi ci sono le funzioni AI più pratiche: lettura di testi ad alta voce, scrittura assistita, ricerca intelligente dentro alcune app, traduzioni, e strumenti che aiutano a riassumere o trascrivere contenuti. Non sono tutte indispensabili, però in un telefono che costa è giusto che ci siano. E soprattutto è importante che non rallentino l’esperienza. Qui restano integrate e abbastanza immediate.
Sulla fotografia, Oppo spinge anche sull’editing. In galleria ci sono strumenti AI per cancellare elementi, aumentare nitidezza, ridurre mosso e migliorare scatti venuti male. Ci sono anche funzioni più “creative”, con un’app dedicata che genera immagini o animazioni in stili diversi partendo da una foto. È roba cloud, quindi non è illimitata, però è un extra che qualcuno userà.
Fotocamera Oppo Reno15 Pro
Qui Oppo Reno15 Pro gioca una partita seria. E, nonostante la nomenclatura della serie possa creare confusione tra mercati, una cosa è chiara. Quando c’è la sigla Pro, c’è un comparto completo a tripla camera con schema 200 + 50 + 50 MP. Quindi non si parla di “numeri messi lì”. Si parla di un’impostazione pensata per coprire bene tutte le situazioni.
La base è una principale da 200 MP con stabilizzazione ottica. È un sensore Samsung di nuova generazione per questa fascia, con ottica equivalente 24 mm e apertura f/1.8. Il tele è un 3,5x equivalente 85 mm, sempre con OIS, e usa un sensore Samsung da 50 MP. L’ultra-wide è un’altra 50 MP, equivalente 16 mm, con autofocus. Anche la selfie è particolare: 50 MP con autofocus e un’inquadratura più ampia del solito, quindi perfetta anche per gruppi e selfie “di contesto”.

Nella pratica, la prima cosa che si nota è la costanza. La camera si apre in fretta, lo scatto è pronto e il passaggio tra le lenti è rapido. Quindi il telefono è sempre “pronto a prendere l’attimo”, senza quei micro-lag che spesso rovinano l’esperienza nei medio-alti.
Foto di giorno
Con buona luce, la principale tira fuori immagini molto convincenti. La gamma dinamica è ampia e il bilanciamento del bianco è affidabile. I colori risultano piacevoli, senza diventare finti. A Rapallo, tra lungomare, cielo e zone d’ombra sotto i portici, il telefono ha gestito bene i contrasti. Le alte luci restano sotto controllo e le scene non “esplodono” di bianco.
Il dettaglio è alto, ma attenzione a un punto. Su alcune texture fini, tipo foglie e superfici molto lavorate, si percepisce una nitidezza un po’ spinta. Non rovina la foto, però dà quel look “più elaborato” rispetto a un top puro. È un’impostazione tipica di tanti medio-alti che vogliono impressionare al primo colpo d’occhio.
Zoom e tele
Il tele 3,5x è uno dei motivi per cui questo Reno fa sul serio. È una focale da ritratto vera, e nell’uso reale si sente. A Rapallo, per esempio, tra dettagli architettonici e scorci sul porto, lo zoom ottico permette scatti puliti senza entrare subito nel digitale. I colori restano coerenti con la principale, la stabilizzazione aiuta e, in generale, il livello è alto.
Ci sono però due note pratiche. La prima: il tele non è pensato per i primi piani estremi, perché la messa a fuoco minima non è ravvicinatissima. La seconda: in certe situazioni può risultare un filo morbido, soprattutto se si pretende la nitidezza da “top camera phone”. Detto questo, per ritratti e dettagli è davvero una lente che si usa volentieri.
Ultra-wide
L’ultra-wide da 50 MP con autofocus è una di quelle scelte che si apprezzano. Non è la solita camera secondaria “tanto per”. Di giorno fa scatti molto solidi, con un buon dettaglio e una gamma dinamica che regge bene. A Rapallo, nelle scene ampie sul mare e nelle inquadrature strette tra palazzi, la lente resta coerente e non sballa colori e contrasto. L’autofocus, inoltre, apre anche a scatti più creativi, non solo panorami.
Ritratto e selfie
Il ritratto è convincente. Lo scontorno è pulito e la pelle non viene stravolta. Il bello è che il tele dà un look più naturale, con una prospettiva più “vera”. E anche il bokeh, di base, è piacevole. Se si vuole un effetto più realistico, si può sempre abbassare un filo l’intensità.
La selfie è una delle sorprese. Il sensore da 50 MP con autofocus cambia la qualità media. Si ottiene più dettaglio, e soprattutto più costanza. L’inquadratura è ampia, quindi nei selfie di gruppo non si resta “stretti”. E nei primi piani, l’AF aiuta a tenere tutto nitido senza impazzire.
Notte e condizioni difficili
Dopo il tramonto, il comportamento resta buono per la categoria. La principale gestisce bene luci forti e insegne, e il bilanciamento del bianco non va in crisi con illuminazioni miste. I dettagli non sono sempre da top assoluto, perché alcune texture tendono a diventare più uniformi. Però le esposizioni sono ben centrate e la gamma dinamica resta alta. In pratica: foto “sicure”, che si portano a casa senza troppi tentativi.
Con lo zoom intermedio, tipo 2x, la resa può calare più del previsto in scarsa luce. Quindi, quando serve davvero qualità, meglio usare 1x o il tele ottico. Anche l’ultra-wide di notte resta utilizzabile, ma tende a essere più morbida. È una cosa comune, e qui si sente più sul video che sulla foto.
Video
Sul video c’è una cosa che va detta subito: è un comparto completo. Si arriva a 4K 60 fps su tutte le camere, e c’è anche la possibilità di registrare in HDR. Inoltre la stabilizzazione è molto affidabile. Camminando, le vibrazioni vengono smorzate bene, e anche le panoramiche restano fluide. È un comportamento “premium”, e nell’uso reale dà sicurezza.
La resa generale segue la linea delle foto. Colori e gamma dinamica sono ottimi sia di giorno sia di sera. La nitidezza è buona su principale e tele, mentre l’ultra-wide tende a essere più morbida, soprattutto quando scende la luce. Però nel complesso è un comparto video che si usa volentieri, senza dover combattere col telefono.

Il comparto foto è uno dei motivi per cui Oppo Reno15 Pro vale il prezzo. È completo, è stabile, e soprattutto è vicino al mondo premium per coerenza tra le lenti. E gli scatti di Rapallo lo confermano: colori credibili, contrasti gestiti bene e un tele che fa davvero la differenza.
Autonomia e ricarica Oppo Reno15 Pro
Qui Oppo Reno15 Pro mette sul tavolo uno dei suoi punti più forti: la batteria è da 6.200 mAh, e su un corpo compatto come questo è un dato che pesa, in senso buono.
Nell’uso reale si traduce in una cosa semplice: si arriva a sera con serenità, e spesso resta margine anche per il giorno dopo. È una di quelle autonomie che cambiano il modo in cui si usa il telefono, perché si smette di “controllare la percentuale” ogni due ore.
Non è solo la capacità a fare la differenza. È anche come viene gestita. Il refresh del display scende quando serve, e il chipset lavora in modo efficiente. Quindi, nel misto social, foto, mappe e un po’ di streaming, i consumi restano regolari. Anche quando si usa tanto la fotocamera, la batteria non “crolla” a picco come succede su alcuni rivali.
Nel nostro test classico, quello 7:00–21:00, il comportamento è eccellente. Con una giornata tipo fatta di chiamate, WhatsApp, social, un po’ di navigazione, foto (anche in uscita, come a Rapallo) e qualche video, Reno15 Pro arriva a sera con ampio margine, superiore al 50%. E questa è la cosa più importante: la sensazione è di affidabilità costante, non di autonomia “buona solo se lo si usa poco”.
A supporto, ci sono anche numeri indicativi interessanti per farsi un’idea degli scenari. Una singola carica può coprire tranquillamente sessioni molto lunghe di conversazione, diverse ore di navigazione web e social, tantissimo streaming e anche gaming prolungato. Non serve fissarsi sui minuti. Il senso è che, per un compatto, qui si è davvero su livelli altissimi.
Sul fronte ricarica, c’è 80W SuperVOOC via cavo. Quindi quando serve rimettere su percentuale, lo si fa in tempi rapidi anche con una batteria così grande. In più c’è compatibilità con standard USB Power Delivery e PPS fino a potenze elevate, cosa che torna utile con caricatori universali e multiporta. È un dettaglio che conta, perché non obbliga a vivere solo di alimentatore proprietario.

Ci sono anche funzioni software per gestire meglio ricarica e salute batteria. La ricarica “intelligente” aiuta a preservare la batteria nel tempo, mentre quando serve velocità si può usare una modalità più aggressiva che spinge la ricarica, con un occhio in più alle temperature. Inoltre è presente la ricarica bypass, utile soprattutto in gaming: il telefono può alimentarsi senza stressare troppo la batteria, riducendo calore e cali di prestazioni.
In sintesi: batteria enorme, consumi ben gestiti e ricarica veloce e completa. Oppo Reno15 Pro è uno di quei telefoni che si scelgono anche per questo: perché dà tranquillità vera. E nel 2026, è un valore enorme.
Prezzo e concorrenti
A 799 euro (versione 12/512 GB, al netto delle promo) Oppo Reno15 Pro entra dritto nella fascia dove i compatti “seri” sono tanti. Qui il confronto è diretto con Google Pixel 10, Samsung Galaxy S25, Xiaomi 15 e, anche se è un altro mondo, iPhone 17.
La cosa importante è che non si può più giocare la carta “compatto”, perché oggi sono tutti telefoni maneggevoli. Quindi il giudizio va fatto su esperienza reale, foto, batteria, software e ricarica.
Con Google Pixel 10, per come lo abbiamo vissuto noi, Oppo Reno15 Pro vince in modo netto su diversi punti chiave. Prima di tutto sulle foto, perché qui il pacchetto è più completo e più “premium” come versatilità: principale solida, ultra-wide credibile e soprattutto un tele 3,5x che cambia davvero le possibilità di scatto. Poi c’è l’autonomia, dove i 6.200 mAh fanno la differenza, e la ricarica è più rapida e pratica. Anche su design e maneggevolezza, Reno15 Pro dà una sensazione più curata e più “di prodotto”, con una costruzione che si percepisce subito in mano. Pixel resta un riferimento per la semplicità e per l’esperienza Google, però nel confronto diretto Reno15 Pro ci è sembrato più completo e più forte dove conta.
Con Samsung Galaxy S25, Reno15 Pro se la gioca benissimo e, su alcuni punti, convince di più. La batteria è superiore, la ricarica cablata è molto più rapida, e anche sul lato fotografico Reno15 Pro ha un pacchetto più “pronto”, soprattutto per tele e gestione delle situazioni difficili. Va detto però anche il limite: manca la ricarica wireless, e in questa fascia qualcuno la può considerare una rinuncia importante.
Con Xiaomi 15, il confronto si sposta molto sull’esperienza d’uso. Xiaomi spesso punta forte su prestazioni e ricarica, però qui Reno15 Pro si difende e, soprattutto, può piacere di più per ColorOS: è più ordinata, più coerente e, nell’uso quotidiano, dà quella sensazione premium che non tutti i sistemi riescono a trasmettere allo stesso modo. Quindi, se il criterio è il software, Oppo può avere un vantaggio reale.
E poi c’è iPhone 17. Qui il punto non è tanto chi sia “meglio”, perché dipende dall’ecosistema. Se si vive su iOS, il discorso cambia. Detto questo, Reno15 Pro dimostra che in autonomia, flessibilità e gestione quotidiana si può avere un’esperienza molto premium anche su Android.
A 799 euro la concorrenza è forte, ma Oppo Reno15 Pro ha argomenti concreti.

Valutazione Oppo Reno15 Pro : Voto 8.7
Oppo Reno15 Pro è uno di quei telefoni che, dopo pochi giorni, fanno capire subito perché costano. È curato, è solido, e soprattutto è equilibrato. Il design è pulito, elegante e costruito come si deve. Inoltre in mano dà una sensazione davvero premium, senza trucchi.
E c’è un punto che pesa più di altri: in questa fascia, di compatti Android davvero completi non ce ne sono tanti. Quindi Reno15 Pro riesce a distinguersi con naturalezza, perché mette insieme dimensioni gestibili e caratteristiche da fascia alta. Non è un compromesso. È un compatto che prova a fare tutto, e quasi sempre ci riesce.
Il display è uno dei punti forti. È nitido, luminoso e fluido, con colori vivi ma credibili. Inoltre il supporto HDR10+ è gestito bene anche sulle app di streaming, quindi film e serie si guardano come si deve.
Poi c’è la parte che convince tutti: autonomia. I 6.200 mAh sono un’enormità, e nel nostro classico 7:00–21:00 si arriva a sera con margine. Quindi è un telefono che dà tranquillità, e nel 2026 vale tanto. La ricarica è rapida e pratica, anche se non è la più estrema della categoria.
Anche l’audio ci è piaciuto molto. Lo stereo è pieno, con voci chiare e un volume che si spinge in alto quando serve. È uno di quei dettagli che fanno davvero la differenza nell’uso quotidiano, perché non si vive solo di cuffie.
Sulle fotocamere, Reno15 Pro è vicino al premium. E non solo per la principale. Tutte e quattro le camere, selfie compresa, sono affidabili e costanti. Il tele 3,5x è quello che fa la differenza, l’AF sulla ultra-wide è un plus reale, e lato video la stabilizzazione è ottima. Quindi si scatta e si registra con sicurezza, senza dover combattere col telefono.
Le prestazioni sono solide e nell’uso normale non si hanno problemi. Sotto stress prolungato, come succede spesso sui compatti, la spinta può calare più in fretta. Però è un limite che si vede in scenari estremi, non nella vita reale di tutti i giorni. E per come si usa un telefono così, conta molto di più la fluidità costante che il record in un test.

I limiti, comunque, ci sono. Manca la ricarica wireless. La USB-C non offre uscita video. E il prezzo è alto, anche se il prodotto lo giustifica. Proprio per questo, il consiglio è puntare alle promo e bundle: quando dentro ci sono caricatore, cover e Enco Buds, il valore sale di colpo e l’acquisto diventa più centrato.
A noi è piaciuto davvero. Oppo Reno15 Pro è un compatto Android tra i più riusciti, perché unisce display eccellente, autonomia da riferimento e un comparto foto-video di livello alto. Costa, sì, però è uno di quei telefoni che, nell’uso reale, fanno sentire subito di aver speso per qualcosa di serio.






















































