Google Meet ora usa gli ultrasuoni per l’ingresso alle riunioni
Con lo scopo di semplificare e velocizzare il processo di ingresso alle chiamate di Meet, Google sta implementando un’ingegnosa tecnologia a ultrasuoni. Questa si basa sul rilevamento automatico della sala conferenze fisica su Meet, per Android e iOS.
La funzionalità esisteva già sui laptop, ma portarla sui telefoni la rende molto più pratica per le riunioni nel mondo reale. L’idea si basa su un flusso estremamente logico. Nel momento in cui l’utente entra in una sala riunioni e apre Meet tramite l’app o tramite Gmail, il telefono rileva di trovarsi fisicamente all’interno di una sala conferenze supportata e chiede di partecipare alla chiamata in corso.
In pratica l’applicazione si basa su segnali ultrasonici silenziosi emessi da hardware per sale riunioni compatibili. Questi suoni sono impercettibili, ma possono essere rilevati dal microfono del telefono. Una volta che il telefono rileva il segnale, Meet riconosce che la posizione è in una stanza specifica. Di conseguenza visualizza automaticamente un’opzione per la modalità Companion.
Il riconoscimento avviene quando ci si trova nella “green room”, ovvero lo spazio di pre-ingresso alla riunione dove si controllano e configurano audio, video e sfondi.