Dyson CameraJet vede tra i denti e colpisce la placca
Dyson entra nell’oral care con CameraJet, uno spazzolino da 479 euro che integra videocamera, machine learning e idropulsore. Il sistema riconosce gli spazi interdentali e può attivare automaticamente un getto mirato di collutorio, mentre l’app MyDyson permette persino di osservare la pulizia in tempo reale.
Dopo aspirapolvere, asciugacapelli e prodotti per il trattamento dell’aria, Dyson entra in una categoria completamente diversa.
Dyson CameraJet prova infatti a ripensare lo spazzolino elettrico aggiungendo tecnologie che sembrano arrivare da tutt’altro prodotto.
Dentro troviamo una microcamera, algoritmi di machine learning, connessione Wi-Fi e Bluetooth, un sistema sonico e un vero idropulsore integrato.
L’obiettivo è concentrarsi soprattutto su una zona che spesso trascuriamo: gli spazi tra i denti.
Dyson CameraJet usa una videocamera per trovare gli spazi interdentali
Il cuore del sistema è Gap Optical Targeting, tecnologia che combina una videocamera da 100.000 pixel con lente macro e algoritmi di machine learning.
La camera analizza 28 immagini live al secondo per individuare, seguire e prevedere la posizione degli spazi interdentali.
Quando viene riconosciuta una zona da trattare, CameraJet può reagire entro 100 millisecondi e attivare automaticamente un getto conico di collutorio.
L’idea è quindi pulire lo spazio tra due denti mentre stiamo già utilizzando lo spazzolino.
Dyson cerca così di unire in un solo gesto attività che normalmente richiedono spazzolino, filo interdentale e collutorio.
La società ha lavorato per sei anni allo sviluppo del prodotto. Il software conta 16 milioni di righe di codice, mentre il sistema di machine learning è stato addestrato utilizzando oltre 470.000 immagini di denti raccolte durante la progettazione.
Dyson CameraJet usa un getto conico invece del classico getto “ad ago”

Anche il sistema di irrigazione segue una filosofia particolare.
Gli idropulsori tradizionali utilizzano spesso un getto molto stretto. Dyson ha invece sviluppato un getto più ampio e conico.
Durante lo sviluppo, l’azienda ha collaborato per cinque anni con la Facoltà di Odontoiatria della National University of Singapore per creare una sostanza capace di simulare la placca.
Questo ha permesso di studiare differenti profili del getto senza ricorrere ogni volta a test clinici.
Secondo i test descritti da Dyson, un getto molto stretto tendeva a creare un foro nella placca simulata senza riuscire necessariamente a rimuoverla completamente.
Il getto conico aumenta invece la superficie coinvolta ed è stato ottimizzato per lavorare a pressione inferiore, con maggiore attenzione a gengive e smalto.
Il serbatoio contiene 12,5 ml di collutorio
Per alimentare il sistema, CameraJet integra un serbatoio da 12,5 ml.
La quantità è pensata per effettuare una sessione completa di pulizia interdentale senza riempire eccessivamente la bocca.
Anche il serbatoio è particolare.
Dyson lo definisce anti-gravità perché utilizza una pompa a membrana e una camera pressurizzata capaci di adattarsi alla posizione dello spazzolino.
Il getto dovrebbe quindi mantenersi regolare quando il dispositivo viene utilizzato verticalmente, inclinato oppure quasi in orizzontale per raggiungere i denti posteriori.
Il dock riempie CameraJet in tre secondi
Il sistema comprende una docking station che svolge due funzioni.
Ricarica CameraJet e permette di riempire il serbatoio in circa tre secondi premendo un pulsante.
Lo spazzolino resta inoltre appoggiato verticalmente quando non viene utilizzato.
Nella confezione è inclusa anche una custodia da viaggio.
Sono dettagli importanti perché un prodotto del genere rischierebbe di diventare poco pratico se richiedesse continui passaggi per essere preparato prima di ogni utilizzo.
Dyson ha quindi cercato di rendere il rifornimento parte della normale routine.
Una testina diversa per gengive e superficie dei denti
CameraJet utilizza una testina a doppia setola dalla forma non completamente piatta.
Le setole interne sono leggermente più rigide e lavorano soprattutto sulle macchie superficiali.
Quelle esterne sono invece più morbide e pensate per la zona della linea gengivale.
Ogni testina integra inoltre un tag RFID.
Lo spazzolino può riconoscere quale testina è stata installata, contare i lavaggi effettuati e avvisare quando arriva il momento della sostituzione.
È prevista anche una variante dedicata a denti e gengive sensibili.
L’oscillazione sonica cambia durante lo spazzolamento
Dyson ha lavorato anche sul movimento delle setole.
Analizzando al rallentatore alcuni spazzolini sonici, gli ingegneri hanno osservato che le setole possono fermarsi contro la superficie del dente pur con il motore ancora in funzione.
CameraJet utilizza quindi una oscillazione sonica variabile, modificando l’angolo durante l’utilizzo per cercare di mantenere le setole sempre in movimento.
Dyson dichiara fino al 69% di placca in più rimossa nelle zone difficili da raggiungere rispetto a spazzolini elettrici premium leader di mercato, sulla base di test di laboratorio effettuati nella modalità variabile brush-only. È quindi un dato legato a condizioni di prova specifiche e non una misura universale delle prestazioni nell’uso quotidiano.
Con MyDyson possiamo vedere dentro la bocca in tempo reale
La videocamera non serve soltanto agli algoritmi.
CameraJet può collegarsi tramite Wi-Fi a 2,4 GHz e Bluetooth, mentre l’app MyDyson permette di vedere in tempo reale ciò che inquadra la microcamera.
L’app offre anche guide, tutorial, informazioni sullo spazzolamento e una mappatura delle zone raggiunte.
Può quindi mostrare dove stiamo pulendo correttamente e quali aree tendiamo a trascurare.
L’utente può inoltre scegliere tra attivazione automatica o manuale del getto e regolare l’intensità in base alle proprie preferenze.
La videocamera non registra le immagini
Con una videocamera dentro uno spazzolino, la domanda sulla privacy è inevitabile.
Dyson specifica che la camera viene attivata soltanto durante la visualizzazione live oppure quando viene utilizzata la funzione automatica del getto.
Le immagini non vengono registrate né conservate sul dispositivo o nel cloud e rimangono private per l’utente durante la visualizzazione.
È una precisazione importante per un prodotto che lavora in un contesto così personale.
Dyson ha creato anche dentifricio e collutorio dedicati
CameraJet fa parte di un sistema più ampio.
Dyson ha sviluppato un dentifricio proprietario non schiumogeno, senza SLS, proprio perché un’eccessiva quantità di schiuma potrebbe ostacolare la visuale della videocamera.
Anche il collutorio è stato formulato per produrre poca schiuma e lavorare insieme al getto di precisione.
Entrambi contengono fluoruro di sodio, oltre a fosfati e xilitolo.
Saranno disponibili nelle varianti Zenzero e Menta e Menta Verde, mentre per i denti sensibili è previsto un dentifricio Menta Piperita Sensitive.
Dyson CameraJet costa 479 euro
Il Dyson Dental System è disponibile dal 1° settembre 2026 nei Dyson Demo Store e presso retailer selezionati.
Il prezzo è di 479 euro.
La confezione comprende CameraJet, dock di ricarica, custodia da viaggio, dentifricio e collutorio.
Le colorazioni disponibili sono Ceramic Ultra Blue e Ceramic Pink.
Il prezzo lo colloca chiaramente nella fascia più alta del mercato.
Ma CameraJet non vuole essere semplicemente uno spazzolino elettrico più costoso.
CameraJet è probabilmente il prodotto Dyson più “Dyson” possibile
Videocamera, algoritmi, dinamica dei fluidi, una testina ripensata, serbatoio pressurizzato, RFID, Wi-Fi e persino un dentifricio progettato per non disturbare la visione della camera.
Dyson CameraJet prende una routine quotidiana semplicissima e la trasforma in un piccolo sistema tecnologico.
La vera domanda sarà capire quanto tutto questo migliori concretamente l’esperienza dopo l’effetto sorpresa iniziale.
I numeri dichiarati sono interessanti e il progetto è estremamente particolare, ma 479 euro rappresentano una soglia importante per uno spazzolino.
Una cosa, però, è difficile negarla.
Dyson è entrata nell’oral care senza limitarsi a mettere il proprio logo su un prodotto tradizionale.
CameraJet prova davvero a cambiare il modo in cui lo spazzolino individua e affronta le zone che tendiamo a dimenticare.
E questa volta, per farlo, ci guarda letteralmente tra i denti.