Recensione Nothing Ear (2)

La capacità di migliorare un ottimo prodotto

Sulle capacità imprenditoriali e, aggiungiamo, visionarie di Carl Pei ci sono ben pochi dubbi, poiché lo dimostra la sua storia precedente in OnePlus e ancor maggiormente i risultati dei suoi primi due anni con Nothing, piccola realtà che in così breve tempo ha avuto la forza di crearsi uno spazio in un mercato concorrenziale, difficoltoso e reso ancora più complicato dalle vicissitudini socio-politiche che, nostro malgrado, stiamo affrontando.

Detto ciò il buon Pei e il suo team sono stati in grado di proporre auricolari tws e smartphone non banali, cercando di distinguersi dalla massa sia come design che come funzionalità, andando a proporre qualcosa di realmente nuovo e creativo.

Dopo l’ottimo esordio con Nothing Ear (1), apprezzate per stile e qualità, Ear (Stick) che hanno soddisfatto i detrattori delle in ear, siamo ora alla seconda generazione del top di gamma proposte da Nothing, la seconda versione di un ottimo prodotto che ha l’arduo compito di risultare migliore.

Nothing Ear (2) sono l’evoluzione delle prime TWS proposte dal giovane brand che, insieme alle (Stick) sono riuscite a vendere oltre un milione di unità.

Altissime quindi sono le nostre aspettative, come quelle dei numerosi fans di Nothing.

NOTHING EAR (2) : Voto 8.5

Pro 

  • Iconiche
  • Ottima qualità audio, sopra la media
  • Audio personalizzabile con equalizzatore
  • ANC efficace
  • Comode e leggere anche nel case
  • Applicazione Nothing X completa 
  • Sistema di input intuitivo
  • Mutipoint
  • Certificazione IP per auricolari e case
  • Ricarica wireless Qi

Contro 

  • Prezzo salito
  • Qualità delle chiamate vocali solo sufficiente
  • Leggero gioco del coperchio case 

CONFEZIONE DI VENDITA NOTHING EAR (2)

Iconica la confezione “a strappo”, che caratterizza tutti i dispositivi di casa Nothing.

Un piccolo box in cartone con in bella mostra un immagine ingrandita dell’auricolare, con apertura a strappo che, una volta effettuata l’operazione, è irreversibile.

La striscia di cartone si toglierà definitivamente dividendo in due la confezione e creando un coperchio. Al suo interno sono riposti gli auricolari inseriti nel case di ricarica e con preinstallati i gommini di sezione M, la manualistica, un kit di gommini S e L aggiuntivi e il corto cavo Usb C, di ottima qualità.

Classica quindi la dotazione, ma non la confezione che è fortemente identificativa del brand.

COSTRUZIONE E CONFORT NOTHING EAR (2)

Design e stile dei nuovi Nothing Ear (2) ricordano da vicino il primo modello, molto apprezzato sia dalla critica che dagli utenti.

Giustamente quindi la società di Pei non ha voluto stravolgere un progetto vincente, andando a affinare alcuni dettagli inerenti principalmente nelle dimensioni e nella qualità dei materiali.

Il case di ricarica e trasporto ha ora forme più squadrate e minori dimensioni, percepibili solo se si ha però accanto il suo predecessore, oltre che la “fossetta” al di sopra del coperchio e che per alcuni (me compreso) trasformava lo tesso in uno spinner anti stress ora è più piccola, ma non perde la sua funzionalità.

Rimane invariato il materiale trasparente utilizzato, che diviene quindi segno distintivo dei dispositivi Nothing.

Cambia invece la qualità delle plastiche utilizzate che, in precedenza, avevano la tendenza a risultare molto sensibili a lievi graffi dovuti a normale utilizzo.

Nothing invece dichiara che la nuova versione delle Ear ha plastiche che attraverso un processo produttivo differente risultano essere più resistenti e più trasparenti, offrendo quindi maggior longevità e allo stesso tempo un design più accattivante.

Le dimensioni di 55,5×55,5×22 mm lo rendono sempre molto pratico sia nel maneggiarlo che nel trasportalo con una differenza che rispetto al predecessore è comunque minima ma percettibile, grazie anche agli angoli più pronunciati e meno tondi. Il peso invece è di 51,9 grammi.

La parte superiore è totalmente trasparente mentre quella interna è di colorazione bianca nella gran parte della sua sezione che si interrompe invece nel lato destro e sinistro, dove sono fisicamente posti i due auricolari che si vanno a riporre magneticamente per la ricarica.

Interessante la soluzione introdotta dall’azienda per la parte inferiore del case che, per evitare eventuali segni di usura dovuti all’appoggio su superfici, ha la parte bianca satinata che è di qualche mm sporgente rispetto ai lati trasparenti.

Ottimo come sulle precedenti Ear (1) il meccanismo di apertura e chiusura a scatto e aiutato da un magnete nella parte anteriore del case. 

La porta di ricarica Usb Type C e il tasto dedicato al paring sono posti nel lato destro della custodia, con quest’ultimo circolare e di colorazione bianca.

Un case che cresce in qualità e soluzioni stilistiche pur non perdendo la sua iconicità mentre le dimensioni vengono ridotte di quel tanto che basta dal renderlo molto più comodo e maneggevole rispetto al suo predecessore, aiutato anche dalla forma più snella e moderna. 

Molto comoda anche sia l’estrazione che il riposizionamento dei due auricolari, che possono essere presi con le due dita senza movimenti difficoltosi.

Abbiamo invece notato un gioco maggiore di movimento del coperchio quando chiuso, dovuto presumiamo alla dimensione inferiore sia di cerniera che del magnete. Nulla di fastidioso, ma meno solido del primo modello.

Gli auricolari invece praticamente alla vista rimangono identici a Ear (1) con l’asticella trasparente con sfondo nero e cerchio bianco per l’auricolare sinistro, mentre quello destro viene identificato con il colore rosso. Hanno un peso di 4.5 grammi cadauno e dimensioni di 29,4×21,5×23,5 mm.

Il sistema di input invece è nuovo e ora sfrutta tasti tattili anziché come sul primo modello un’area sensibile al tocco. A nostro avviso più comodo e funzionale.

La forma degli auricolari, che ricorda da vicino quella di Apple AirPods Pro, è ergonomica e comoda anche se indossati per lunghi periodi, così come l’astina di dimensioni ridotte è a prova di fitness e sport. Sono quindi non fastidiosi e allo stesso tempo ben saldi.

Il case di ricarica è certificato IP55 mentre i singoli auricolari IP54. Ulteriore upgrade rispetto alla prima versione, che dimostra quanto siano curati questi nuovi Ear (2) anche a livello di assemblaggio.

Un design quindi che facilmente può essere definito iconico, curato nei dettagli al fine di renderlo fortemente distintivo. Alcuni elementi a vista, i font e la fossetta sul coperchio sono dei semplici dettagli, ma frutto di studi stilistici al fine di rendere il device unico nel suo genere.

Va dato atto a Nothing di aver creato un nuovo stile che sta avendo un seguito anche in altri settori, oltre che in quello della telefonia mobile e di tutto ciò che gli ruota attorno.

QUALITA’ AUDIO E FUNZIONALITA’ NOTHING EAR (2)

Nothing Ear (2) sono al pari del modello precedente auricolari tws in ear.

Risulta però completamente riprogettato il driver dinamico da 11,6 mm che ora ha una doppio diaframma in grafene e poliuretano.

Questo al fine di enfatizzare ancor maggiormente le basse frequenze grazie a una doppia struttura che funge da camera di risonanza.

Il risultato è a nostro avviso eccezionale e se già avevamo apprezzato l’inaspettata qualità audio di Ear (1) su questa nuova versione ne siamo stati davvero stupefatti, considerando anche la collocazione del prodotto in una fascia intorno alle 150 Euro.

I bassi hanno subito un sostanziale upgrade che li rende possenti, udibili e decisi, ma mai preponderanti e invasivi rispetto alle  frequenze medie e basse.

Un’esperienza audio capace di soddisfare anche gli audiofili più esigenti e in grado di riprodurre qualsiasi genere musicale con estrema precisione, andando volta per volta a enfatizzarne le caratteristiche specifiche.

Un notevole miglioramento è tangibile anche dal fatto che Ear (2) sono certificate Hi Res, oltre che supportare i codec SBC, AAC e LHDC 5.0.

Non solo un gran lavoro sui bassi, ma anche sui medi che ora sono più udibili e meno separati rispetto al primo modello, oltre che sugli alti che sono più dettagliati, anche se volendo osservare il vero e proprio pelo nell’uovo, ancora un po’ troppo profondi anziché acuti, sensazione udibile soprattutto ascoltando voci femminili.

Abbiamo però a disposizione per sopperire a questa predisposizione fisica di Ear (2) di utilizzare un equalizzatore, presente nella ridisegnata e implementata applicazione Nothing X, disponibile sia per Android che per iOS.

Equalizzatore che ha sia parametri preimpostati che la possibilità di bilanciare manualmente le frequenze, dando all’utente finale la possibilità di creare un profilo audio personalizzato.

Vi sono quindi i seguenti profili preimpostati:

  • Bilanciato
  • Più bassi
  • Più acuti
  • Più voce

Oltre che la possibilità di personalizzare e salvare profili creati dal singolo utente in base alle proprie preferenze, andando a intervenire manualmente così come se si stesse interagendo su un vero equalizzatore fisico.

Molto utile al fine di creare una precisa esperienza di ascolto è il test audio, che può essere effettuato sempre attraverso l’applicazione Nothing X.

La possibilità quindi di creare un profilo audio personalizzato, attraverso un sistema software che andrà a bilanciare e ottimizzare le capacità uditive dell’orecchio destro e sinistro.

Test che con l’ascolto di beep con fruscii di sottofondo andrà a creare profili più ricco, consigliato o più morbido a loro volta regolabili nell’intensità.

La nuova applicazione, molto lineare e semplice nella sua navigazione, permette inoltre di personalizzare i controlli touch presenti in Ear (2) che di default sono così impostati:

Auricolare sinistro e destro

  • Doppia pressione per la traccia successiva o rifiuto chiamata in arrivo
  • Tripla pressione per traccia precedente
  • Premere e tenere premuto per ANC
  • Premere due volte e tenere premuto da assegnare

La singola pressione invece non è assegnabile e attiva play/pausa e rispondere o chiudere a una chiamata vocale.

Oltre all’equalizzatore e ai controlli, Nothing X permette di visualizzare lo stato della batteria, la modalità a bassa latenza per il gaming, l’attivazione dell’alta qualità azionando il codec LHDC, profilo audio personale, trova i miei auricolari, aggiornamento software, la doppia connessione e il rilevamento auricolare.

Notiamo quindi la presenza della doppia connessione che sfruttando il protocollo Bluetooth 5.3 permette a Ear (2) di essere Multipoint e di poter essere accoppiate a due dispositivi contemporaneamente, oltre che la funzionalità rileva auricolare che consente di sfruttare il sensore di prossimità per azionare la musica se inserite nell’orecchio e di metterele in pausa o stop se tolte.

Ear (2) infine sono dotate di tecnologia Google Fast Pair e Swift Pair che permettono un accoppiamento rapido alle sorgenti Android e Windows, mentre per device iOS sarà necessario premere prolungatamente il tasto laterale e attendere qualche secondo che il dispositivo lo rilevi.

QUALITA’ AUDIO IN CHIAMATA NOTHING EAR (2)

Le nuove tws Nothing non sono solo eccezionale device multimediale, ma hanno anche un sofisticato sistema di tre microfoni che svolgono la funzione di auricolari per chiamate vocali.

E anche in questo caso si comportano benissimo, seppur non raggiungendo livelli di eccellenza che solo produttori specifici nel settore ottengono.

La voce riprodotta è di buona qualità anche se talvolta priva di corposità, forse dovuto proprio all’efficienza anche eccessiva della riduzione del rumore che soffoca i bassi.

In ogni caso chiamare non risulta problematico e anche la voce dell’interlocutore è sempre chiara e udibile, grazie ai driver dei quali abbiamo già parlato.

CANCELLAZIONE ATTIVA DEL RUMORE E MODALITA’ TRASPARENZA NOTHING EAR (2)

Un altro tangibile update rispetto alla precedente generazione riguarda il sistema ANC di cancellazione attiva del rumore.

L’applicazione Nothing X permette di settare il livello dell’anc su tre livelli prestabiliti che sono alto, medio o basso, oltre che introdurre una nuova opzione di cancellazione attiva del rumore adattiva, con in questo caso l’intelligenza artificiale che, in base all’ambiente dove ci troveremo, selezionerà automaticamente il livello necessario.

Inoltre attraverso un test specifico presente nell’applicazione si potrà personalizzare il livello di ANC in base alle specifiche esigenze di ogni singolo utente.

Molta possibilità di scelta, che all’atto pratico si traduce in un sistema di riduzione che riesce a ridurre fino a 40 dB e che risulta molto efficace per i classici rumori di fondo, mentre perde efficienza quando questi diventano forti e intensi e sono in nostra prossimità, come per esempio una pentola che cade oppure una porta che sbatte.

Comunque un ottimo risultato considerata la categoria di appartenenza e inferiore solo a device di livello e prezzo nettamente superiore.

Il tutto a nostro avviso viene anche agevolato dalla forma degli auricolari che permette una cancellazione passiva molto efficace che va ad aggiungersi a quella attiva, ampiamente personalizzabile.

Molto buona e efficace, anche se non regolabile come ANC, è la modalità trasparenza che mi ha permesso di utilizzare gli auricolari durante il test anche camminando per strada in piena sicurezza, con tutti le voci e i rumori esterni udibili anche con musica riprodotta a volume medio/alto.

Un sistema di microfoni che unito al software riesce a fornire all’utente finale sia una cancellazione attiva del rumore efficace che una modalità trasparenza decisamente buona.

AUTONOMIA NOTHING EAR (2)

Un altro aspetto migliorativo rispetto alla prima versione di Ear riguarda l’autonomia di esercizio che in base a ciò che viene dichiarato dal produttore è di totali 36 ore di ascolto con ANC disattivato, che scendono a 27 se la cancellazione attiva del rumore viene utilizzata.

Un risultato vicino a quello ottenuto nei nostri test, che risulta in linea con le nostre aspettative e con la media dei competitor.

Gli auricolari permettono circa 5 ore di utilizzo continuativo con ANC attivato che sono a nostro avviso più che sufficienti per coprire una giornata della maggior parte dell’utenza.

Interessante inoltre il sistema di ricarica rapido presente nel case che permette con soli 10 minuti di avere 8 ore di autonomia.

Presente anche il supporto ricarica wireless Qi fino a 2,5 watt.

PREZZO NOTHING EAR (2)

Nothing Ear (2) sono disponibili QUI sul sito del produttore ad un prezzo di Euro 149.

Crescono prestazioni e funzionalità, ma anche il prezzo che subisce un sensibile aumento rispetto a quello altamente competitivo e fissato in Euro 99 del primo modello.

In ogni caso un esborso economico che è in linea con le molte tecnologie presenti e che presumiamo sia stato influenzato dal rincaro generalizzato del tech nel corso del 2023, oltre che da una maggior presenza di soluzioni tecnologiche presenti negli auricolari.

Prezzo che siamo sicuri diventerà più aggressivo con le immancabili offerte e promozioni a tempo, alle quali il produttore e i suoi principali canali di vendita ci hanno abituati.

CONSIDERAZIONI FINALI E VALUTAZIONE NOTHING EAR (2)

Nothing Ear (2) sono un device che convince soprattutto per la qualità audio in grado di riprodurre, che è ancora maggiore dell’ottima presente nel primo modello.

Auricolari TWS che rimangono iconici come da perfetto stile Nothing, unici e riconoscibili, dotati di un design che è impossibile passi inosservato, ma che al suo interno racchiude sofisticate e mature tecnologie.

Sono inoltre comode sia negli auricolari, molto ergonomici, che nel case che risulta più snello e accattivante.

Vengono implementati ANC che ora è ampiamente personalizzabile e nettamente più efficace, la modalità trasparenza, l’esperienza audio anch’essa settabile a misura, il supporto Multipoint e il sistema di input nettamente più naturale, immediato e comodo.

Inoltre l’applicazione di supporto Nothing X è notevolmente migliorata e, nonostante abbia un aspetto minimal e semplificato, è completa e permette di interagire al 100% con Ear (2).

Rimane praticamente invariata la buona autonomia d’esercizio già constatata sul primo modello, con il surplus  della ricarica rapida e del supporto Qi wireless.

Peccano invece nella qualità audio delle chiamate vocali, che pensiamo possano essere di livello superiore e in linea con il resto delle funzionalità presenti.

Ci sono piaciute e andranno a sostituire le Ear (1), mio personale dispositivo audio principale che mi ha accompagnato nello scorso 2022.

Le consigliamo principalmente agli amanti della musica e del suo ascolto, che difficilmente rimarranno delusi dalla purezza del suono e dalla sua ampia personalizzazione che, in questa fascia di mercato, non ha rivali.

Ear (2) non sono il flagship killer che lo scorso anno aveva rappresentato il primo modello, ma auricolari TWS iconici,  con eccellenti qualità audio, ottimo software e specifiche premium proposti a un prezzo concorrenziale.

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