Wiko View5: uno smartphone che merita fiducia

Il View5 è uno smartphone collocabile nella fascia medio-bassa del mercato, lanciato nello scorso mese di settembre da Wiko e caratterizzato, in particolare, da una prolungata autonomia (fino a tre giorni e mezzo) e dal modulo fotografico dotato di 4 camere da 48MP, 8MP (grandangolare da 120°), 5MP (macro) e infine 2MP (effetto bokeh). Vediamo, in dettaglio, luci ed ombre di questo nuovo arrivato della casa franco-cinese, mantenendo come in passato un occhio sempre attento alla fascia di mercato alla quale viene proposto, che ci obbliga a tenere nella dovuta considerazione i compromessi hardware e software verso i quali si è dovuti scendere.

Specifiche e Unboxing

Di seguito vi propongo le specifiche complete del View5 tratte direttamente dalla scheda tecnica:

Saltano subito all’occhio la capiente batteria da 5000 mAh, che dovrebbe assicurare fino a 3 giorni e mezzo di autonomia, il processore MediaTek MT6762D (octa-core meglio noto come Helio A25) e il display IPS HD+ da 6.55 pollici. E’ presente il pulsante fisico dedicato a Google Assistant.

Il dual SIM è ibrido e c’è l’ingresso per il jack audio. Nel momento in cui scrivo il SO installato è Android 10, con patch di sicurezza aggiornate allo scorso Settembre.

Bene che ci sia il WiFi dual band ac e l’USB-C. RAM e spazio di archiviazione (comunque espandibile tramite microSD) si fermano rispettivamente a 3 e 64 GB. Le camere, raccolte nel blocco posteriore, sono 4: la principale da 48MP, l’ultra grandangolare (120°) da 8MP, quella destinata alle macro da 5MP e infine quella “di servizio” da 2MP destinata alla gestione dell’effetto bokeh. La frontale è da 8 MP.

All’interno della confezione di vendita troviamo:

  • Alimentatore + cavo USB – USB-C
  • Auricolari
  • Quick start guide + depliant relativo a Google Assistant
  • Spilletta per apertura del vano SIM

Prime impressioni

165.95 mm (A) x 76.84 mm (L) x 9.3 mm (P) con un peso di 201 grammi: in questo caso le dimensioni contano….personalmente l’ho portato con me sempre inserito all’interno della tasca interna del giaccone (non direi che sia “da pantalone”) o in qualche compartimento di zaino/tracolla, ma c’è da ammettere che il peso è ben distribuito e non incide più di tanto sulla portabilità. Il generoso display da 6.55 pollici è dotato di un foro posto sulla sinistra che ospita la fotocamera anteriore. Sempre anteriormente troviamo lo speaker per l’audio in chiamata (non funge da speaker secondario). Il bordo attorno allo schermo ha lo stesso spessore su tre lati, per poi aumentare inferiormente. In realtà (ma questo è un giudizio fortemente soggettivo), se dal punto di vista estetico può non incontrare i favori di chi non ama le cornici, dal punto di vista funzionale non l’ho visto certo come un difetto visto che migliora la presa, diminuendo la possibilità che ci siano tocchi involontari quando si maneggia il telefono.

La back cover è in materiale plastico lucido, di buona fattura. Purtroppo tende a trattenere impronte e pulviscolo vario. A sinistra troviamo il generoso blocco del modulo fotografico che sporge in avanti con un piccolo scalino, poco più in basso il discreto (in termini dimensionali) sensore delle impronte e infine il logo Wiko.

Sul lato superiore c’è l’ingresso per il jack audio in una posizione un pò decentrata, mentre su quello inferiore ci sono l’ingresso USB-C, lo speaker di sistema e il microfono.

Sul lato destro sporgono il bilanciere del volume e il pulsante di accensione/spegnimento, entrambe lisci, e tra di essi il tasto, piacevolmente zigrinato (con il quale ho avuto un rapporto direi “conflittuale” a causa della posizione), deputato ad attivare Google Assistant. Tutti e tre restituiscono una buona sensazione di solidità . A sinistra c’è solamente il carrellino per le 2 nano SIM/scheda microSD.

La costruzione, in generale, è curata e – piccolo spoiler che non fà parte delle impressioni iniziali – resistente. Pur essendo caduto da un comodino da una discreta altezza su un pavimento marmoreo, non ha subito alcun danno. Ah, l’incidente non è avvenuto solo per mia sbadataggine ma anche perchè tenuto a faccia in giù, con lo schermo verso la superficie di appoggio, risulta molto scivoloso e se il piano è leggermente inclinato si può incorrere in questo tipo di situazioni.

Esteticamente mi piace, anche grazie alla particolare colorazione “Pine green” di questo sample ricevuto in test (le altre due colorazioni sono Midnight Blue e Peach Gold).

ANALISI

Vediamo come si è comportato questo View5, esaminando reparto per reparto le performance ottenute dopo circa 16 giorni di utilizzo come primo telefono, sfruttando entrambe le SIM.

Prestazioni generali 

Il processore Helio A25, la GPU PowerVR GE8320 e i 3 GB di RAM lavorano in maniera soddisfacente per assicurare delle prestazioni che permettano di fruire di una esperienza godibile in ogni tipica situazione di utilizzo giornaliero. Navigazione web, uso di social network e di app varie, ma anche sessioni di gioco con titoli piuttosto impegnativi (Asphalt 9 alla qualità grafica “Predefinita” e Dead Trigger 2 a quella “Alta”) non hanno mai rappresentato un ostacolo difficile da superare, nella realtà dei fatti. Certo, i rallentamenti sono riscontrabili (ad esempio in alcuni frangenti su Facebook) e in generale non ci troviamo di fronte a una scheggia, ma nulla che possa avere un impatto realmente negativo sulla User Experience. 

Non ho notato zone di particolare surriscaldamento, anche nel corso di situazioni potenzialmente stressanti. A scopo puramente informativo e conscio della scarsa rilevanza che potrebbero avere, vi riporto gli score relativi alla CPU benchmark effettuati tramite Geekbench 5 (il COMPUTE benchmark è invece andato in crash o ha fornito risultati inconsistenti).

Schermo

Ci troviamo di fronte ad un O display IPS HD+ da 6.55 pollici in formato 20:9, con 267 ppi. La definizione è quindi limitata, ma la luminosità è buona e consente una soddisfacente visibilità in particolare all’interno degli ambienti, mentre in esterno avrei gradito qualcosa in più, aspetto più evidente quando c’è molta luce. Simpatica la presenza dell’indicatore circolare O di durata della batteria, attorno alla fotocamera anteriore, che informa l’utente, diventando verde durante la carica, bianco quando la batteria è al di sopra del 15% e rosso se l’energia residua è inferiore a questa soglia.

L’ adattamento alla luminosità circostante è rapido quanto necessario e gli angoli di visione sono ampi. Il trattamento oleofobico è soddisfacente. Tra le opzioni da ricordare troviamo la possibilità di attivare la Luminosità notturna, che dona una sfumatura (regolabile) color ambra al display, il Tema scuro che viene applicato ai menu di sistema e alle applicazioni compatibili e la Tonalità colore schermo che consente di regolare la temperatura del colore in base a 3 opzioni.

Presenti, come di consueto, le opzioni di gestione delle dimensioni del carattere e dello schermo per modificare rispettivamente le dimensioni del testo e degli elementi visualizzati (come menu ed applicazioni). Non essendoci un LED apposito, è tramite il display che vengono indicate le notifiche, grazie a una anteprima.

Il giudizio globale è positivo.

Batteria

Se una delle caratteristiche principali di questo dispositivo è l’autonomia, mi ritengo pienamente soddisfatto sotto questo aspetto, come già era accaduto nel caso dell’Y81. La gestione dei consumi permette, anche sotto stress, di raggiungere le due giornate di funzionamento senza dover ricorrere al risparmio energetico. Ho superato ripetutamente le 13 ore di schermo acceso (il “peggior” risultato mi ha comunque portato a oltre 10 ore, a più di due giorni dall’ultima ricarica completa), frutto di un utilizzo misto, tra video-chiamate, navigazione internet, social network, Netflix e YouTube, qualche telefonata e una discreta quantità di gioco. WiFi e dual SIM sempre attivi e sporadicamente anche il Bluetooth.

Il telefono, di default, è impostato su “Modalità intelligente” per fornire prestazioni e autonomia ottimali, ma sono presenti altri due livelli di gestione dell’energia, uno per così dire “standard” che limita alcune funzionalità (ad esempio Bluetooth e WiFi vengono disattivati e viene applicato il tema scuro) anche se poi è possibile agire manualmente per ripristinare alcune di queste, e uno “ultra” che modifica anche la UI, semplificandola al massimo e consentendo di base solo messaggi e telefonate, pur essendo possibile (come nel caso precedente) procedere con alcune riattivazioni. Oltretutto, è anche consentito stabilire una schedulazione di quale programma energetico fare entrare in funzione a una determinata ora.

La ricarica, sfruttando il caricabatteria fornito in dotazione, è però lentina. Ho dovuto attendere più di 3 ore e 15 minuti per il completamento del processo, con lo smartphone acceso, facendone un uso veramente blando. Ad ogni modo ho potuto misurare che per portare il livello della batteria dal 2% al 40% (sempre da acceso) si impiegano 50 minuti circa.

Tirando le somme si può comunque confermare che il mix hardware/software lavora bene nel mantenere i consumi contenuti e regolari, e l’affidabilità su questo aspetto è innegabile.

Sistema Operativo, User Interface e Software vari

A bordo del View5 troviamo (nel momento in cui scrivo) Android 10 con patch di sicurezza aggiornate allo scorso Settembre.

Dal punto di vista della reattività il comportamento è assolutamente accettabile, con solo qualche rallentamento più evidente, limitato a pochi software (a me è capitato con Facebook e qualche gioco).Questo, come detto all’inizio, non vuole ovviamente dire che non ci sia differenza con uno smartphone di fascia superiore, ma l’esperienza d’uso non genera frustrazione.

C’è una blanda personalizzazione di Wiko che si limita a pochi programmi pre-installati e al proprio Launcher. Per ciò che riguarda le gesture, con uno swipe dall’alto verso il basso si richiama la barra per la ricerca universale (punta su contatti, app già installate o da installare, file e impostazioni), con uno swipe dal basso verso l’alto si richiama il cruscotto con tutte le applicazioni, mentre facendo scivolare tre dita sul display si scatta uno screenshot (molto comodo, l’ho usata spesso). Non mancano la Modalità a una mano e quella semplice (utile nel caso di persone poco abituate agli smartphone) che permette di limitare la schermata home a Telefono, Messaggi, Impostazioni e Foto e nelle altre pagine: ai Contatti, Browser, all’aggiunta di ulteriori applicazioni e alle utilità come la Torcia o la Modalità Aereo. Interessante anche il doppio click sul tasto di accensione/spegnimento che attiva, con una buona reattività, la fotocamera anche dalla schermata di blocco. Selezionabile inoltre la Modalità gioco, per migliorare l’esperienza videoludica. Questa tra le altre cose, inserisce il “non disturbare” in maniera automatica (eventualmente disattivabile) non appena si inizia una partita, o quando si apre una applicazione compatibile come nel caso di YouTube (con Netflix, ad esempio, per ora non accade).

Per ciò che riguarda il riconoscimento facciale, con una buona illuminazione, si rivela sufficientemente rapido e, in maniera inaspettata, anche al diminuire della luce si ottiene una prestazione niente affatto male. Il sensore di impronte è un gradito plus hardware: funziona a dovere ma non è un fulmine di guerra.

C’è la possibilità di risvegliare lo schermo con un doppio tocco, ma questa funzione non mi ha sempre convinto in fatto di praticità. Non è scontato, infatti, ri-accendere il display al primo tentativo. Al contrario, molto meglio il doppio tap sul menu home che, in maniera istantanea, spegne lo schermo.

PS: Come accaduto per la recensione dell’Y81 segnalo qualche difficoltà con Telegram. Le notifiche sembrano arrivare in maniera non costante anche se mi sembra di aver fornito tutte le autorizzazioni necessarie. Non so a cosa possa essere dovuto, ma per quello che riguarda le notifiche, è l’unico problema.

Fotocamere

Come detto, le camere sono 4: da 48MP (standard che di default scatta a 12MP), 8MP (ultra-grandangolare da 120°), 5MP (macro) e infine 2MP (gestione effetto profondità). L’ interfaccia propone, in basso, da sinistra a destra: la modalità notturna, la modalità video, lo scatto standard, la sfocatura artistica e l’effetto bellezza con tanto di stickers. Poco al di sopra si trova il selettore per l’ultra-grandangolo. In alto, campeggiano il flash, l’HDR, Google lens, i filtri e il pulsante per l’intelligenza artificiale. Tramite i 3 puntini si accede a ulteriori modalità come il Time-Lapse lo Slow motion, la Super macro e lo scatto professionale (consente di modificare velocità dell’otturatore, i valori di ISO, il bilanciamento del bianco e la messa a fuoco). Inoltre, sempre tramite i 3 puntini si possono gestire le impostazioni tra le quali quella che regola la quantità di Megapixel.

La presenza di tutte queste opzioni dona sicuramente una buona varietà di soluzioni, particolarmente efficaci in ambito social, ma non solo. In condizioni di discreta luminosità ambientale si ottengono delle immagini di buon livello, anche superiori alle aspettative, sia con la camera standard che con l’ultra-grandangolo. Anche con la camera macro e con l’effetto “Sfocatura artistica” si possono generare delle foto sorprendenti, a patto di disporre del soggetto adatto e di rispettare le distanze con una certa precisione (e pur adeguandosi a queste condizioni non è assicurato il successo al primo colpo). L’IA e l’HDR non sono invasivi e nella stragrande maggioranza delle situazioni li ho lasciati in modalità automatica. Anche la fedeltà ai colori mi è parsa corretta. Ecco una serie di scatti (cliccando su ognuno di essi si raggiunge l’immagine a grandezza naturale):

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Effetto Sfocatura Artistica
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Effetto Sfocatura Artistica
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Effetto Sfocatura Artistica
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Effetto Sfocatura Artistica
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Zoom X4
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Effetto Sfocatura Artistica
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Ultra-grandangolo
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Effetto Sfocatura Artistica
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Effetto Sfocatura Artistica
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Ultra-grandangolo
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Effetto Sfocatura Artistica
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Effetto Sfocatura Artistica
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Effetto Sfocatura Artistica
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Macro
Macro-2
Macro
Macro-3
Macro
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Macro
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Camera anteriore
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Camera anteriore

Al diminuire della luce, come è normale che accada, degrada sensibilmente la qualità delle immagini ottenute. Tuttavia, per un uso “social” sono adeguate. Stesso discorso per ciò che concerne la fotocamera anteriore, sufficiente per divertirsi un pò e per video-chiamare. Dal punto di vista dei video (massima risoluzione 1080p a 30fps) con la camera principale, ho trovato un buon autofocus, ma una stabilizzazione poco prestante. L’ audio mi è parso sensibilmente migliore di quanto riscontrato con l’Y81.

Gestione delle SIM e qualità delle connessioni

Nessun problema relativo alla gestione delle due nano SIM. E’ ovviamente possibile scegliere quella preferita per traffico dati, chiamate e SMS. C’è anche il riconoscimento dello spam. Non ho mai sperimentato difficoltà di ricezione e la qualità delle chiamate si è sempre attestata su un buon livello, anche per la persona con la quale stavo parlando. Lo speaker genera un volume di discreto livello, con una sufficiente chiarezza, sia per voce che (in particolare) per musica e contenuti multimediali in genere.

Bene il WiFi, il GPS e il BlueTooth. Presente anche la Radio FM.

Conclusioni

Questo smartphone va bene in svariati contesti: ha una ottima autonomia, è affidabile (per quello che vale il giudizio dopo un paio di settimane di utilizzo), consente di scattare delle foto niente male e con una buona varietà di soluzioni, è ben assemblato ed esteticamente accattivante (anche se questo aspetto è fortemente soggettivo). I limiti e i difetti non mancano, ovviamente, ma sono da contestualizzare con il budget che occorre investire per il suo acquisto. Al prezzo attuale di 150 euro lo ritengo una scelta credibile.

A mio avviso l’unico grande problema legato al View5 è la concorrenza. I competitor sono numerosi e agguerriti; smartphone con caratteristiche hardware superiori sono lì vicino a contendere le quote di una fascia medio-basso del mercato, sempre più affollata. Ed è forse questo l’aspetto che potrebbe incidere maggiormente sul successo commerciale di questo dispositivo.

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