Nonostante la presenza massiccia di Galaxy Nexus, la comunità di XDA non ha abbandonato il glorioso Nexus S, dotandolo della sempre utile funzione di USB OTG/host, che permette la connessione di periferiche (tastiere, mouse) alla presa microUSB del dispositivo. E’ necessario possedere i diritti di root e flashare una ROM basata su Ice Cream Sandwich ed un Kernel specifico, elaborato dallo sviluppatore Sztupy, che abiliterà la funzione OTG/Host sui vostri Nexus S; l’attivazione della funzione segue di poco quella ottenuta sul Galaxy S e vista l’architettura simile dei due terminali non ci è voluto molto. Ci sono ancora dei problemi, il più importante dei quali è la necessità di alimentare con un’unità esterna le periferiche collegate che dovranno essere USB 2.0. Lo sviluppatore sta lavorando per rendere compatibili quelle 1.1 e 3.0; QUI e QUI i link per scaricare i Kernel compatibili. Come sempre batista70phone non sarà responsabile di danni o malfunzionamenti. Aspettiamo i vostri feedback.
Chi si diverte con Android per quanto riguarda il modding, sa bene che una buona percentuale del successo delle Custom Rom più famose, dipende anche in buona parte dal kernel utilizzato.
Il kernel, per chi non lo sapesse, è il cuore di un sistema operativo (non solo di Android) e controlla praticamente l’intero hardware del terminale, determinandone spesso le performance e la completezza per quanto riguarda la gestione di driver e periferiche. (continua…)
Ecco qui una notizia che non ci saremmo mai aspettati e che farà la felicità di tutti i possessori, ammesso che ce ne siano ancora, dell’Xperia X10. Al Thailand Mobile Expo 2011 è stato presentato una versione di questo dispositivo con Gingerbread e numerosi altri importanti aggiornamenti: nuovo kernel, display aggiornato per la visualizzazione di 16 milioni di colori e, quasi sicuramente, bootloader sbloccato. Secondo i vertici di SE questi aggiornamenti renderebbero Xperia X10 fluido quasi come l’Arc. Il periodo previsto per il rilascio dovrebbe essere la fine del Q2-inizio Q3.
Il nostro grande amico Michele di AndroidLab, che saluto e ringrazio per averci reso partecipi di questa importante notizia, ha redatto e testato personalmente una interessantissima guida per dotare il Nexus S della notifica luminosa che avviserà di messaggi, mail, chiamate perse di cui, come sappiamo, il terminale non è dotato in origine. Occorre avere i diritti di root e poi seguire semplicemente la guida del nostro Michele che potrete trovare QUI. Il tutto funziona grazie a BackLightNotification, un programma che sfrutta i softtouch luminosi come sistema di notifica. Ritengo doverose precisare che batista70phone non si assume nessuna responsabilità in caso di guasti o malfunzionamenti del vostro telefono.
Le notizie si susseguono a ritmo forsennato sul Nexus S, ma questa in particolare fa sicuramente piacere a quelli come me a cui piace smanettare il più possibile su un terminale …
Tutti noi abbiamo sperimentato che non c’è nulla di impossibile in campo informatico, sia che questo riguardi i computers o altri dispositivi elettronici quali telefoni, players, consolles giochi e via continuando. Se qualcuno con le giuste capacità e nozioni si mette in testa che “quel tal dispositivo” deve essere sbloccato state tranquilli che prima o poi lo sarà. La comunità degli sviluppatori di programmi, apps e ROM per i nostri cari “giocattoli” ha preso molto male la notizia che Motorola continuerà a bloccare il Bootloader dei suoi ultimi terminali. In termini tecnici avere il Bootloader sbloccato permette di intervenire sul dispositivo fino ai più nascosti file di registro per ottenere il massimo in fatto di personalizzazione.
Da quando HTC Desire ha fatto la sua comparsa sul nostro mercato, tutti i possessori di Nexus One si sono chiesti perchè sul dispositivo Made in Google (o Google Experience) nonostante si tratti del fratello gemello eterozigote dello stesso Desire, pur essendo presente, il modulo radio FM non funzionasse. La domanda fù posta anche durante la conferenza Google I/O di qualche settimana fa e gli esperti della casa di Mountain View risposero che tale upgrade non rientrava nei piani di Google.