
Vi avevamo già annunciato sempre nel Blog, che l’Advent Vega, il primo tablet Android da 10 pollici a montare il processore Nvidia dual core Tegra 2, avrebbe avuto un Android 2.2 “castrato”, a cominciare dalla mancanza del market.
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Se la scorsa settimana, i riflettori erano puntati su Eric Schmidt, CEO di Google, al WEB 2.0 Summit, nella speranza di qualche annuncio eclatante, che alla fine non c’è stato, a parte l’apparizione di un prototipo con Android Gingerbread di cui non ha detto praticamente nulla e di un vago accenno al rilascio di Gingerbread che dovrebbe avvenire nelle prossime settimane, ora l’attenzione si sposta pesantemente su Andy Rubin, Vice Presidente della sezione ingegneria di Google e creatore di Android, il quale sarà uno dei relatori alla conferenza D: Dive Into Mobile che si terrà a San Francisco il 6 e 7 dicembre prossimi.

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Google ha appena aggiunto una nuova funzionalità al servizio Google Voice: da oggi le chiamate perse verranno notificate sulla vostra casella di posta elettronica. Ricordiamo che il servizio è attualmente disponibile negli Stati Uniti e purtroppo Google non ha ancora fissato alcuna data per rendere disponibile il servizio al di fuori degli States.

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Tutti sappiamo che i rapporti fra Google ed Apple si siano deteriorati nell’arco degli ultimi mesi diventando, forse, fin troppo tesi. Per fortuna c’è modo di scherzarci su. Su questo sito è possibile ordinare, al prezzo di 20.00 Euro circa, una simpatica maglietta che vede impegnate le truppe di Mr. Jobs all’assalto di Andy in versione Godzilla. Io l’ho trovata bellissima e l’ho ordinata subito.
Sul link segnalato è possibile eseguire l’ordine via PayPal o Google Checkout.
FONTE

Oggi vi presentiamo Google App Inventor, un’applicazione davvero interessante rilasciata da Google.
Si tratta di uno strumento di “creazione applicazioni fai da te” che richiede un minimo di conoscenza (come ad esempio mettere insieme i pezzi di un puzzle), senza essere programmatori. 
Come potrete apprendere da sito di AppInventor, è possibile generare molteplici applicazioni. Spesso la gente inizia con la costruzione di giochi (come WhackAMole), o giochi che consentono di disegnare immagini divertenti sulle facce di un amico. Si può anche fare uso di sensori del cellulare per spostare una sfera attraverso un labirinto, inclinando il telefonino. Ma non è limitato solo ai giochi; è anche possibile generare applicazioni informative ed educative. È possibile creare un “quiz app”, per aiutarvi con i vostri compagni di studio per un test, come pure avere dallo smartphone le domande ad alta voce, con funzionalità di sintesi vocale di Android.
Dopo il salto, potrete vedere come funziona in un breve video.
Grazie a questo video di Engadget possiamo confrontare la velocità del Browser del Nexus One (con Froyo, senza Flash) con quello dell’iPhone 4 (Safari).

Il video dopo il salto.
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Ricordate lo scorso Novembre, quando Google lanciò il Nexus One? I progettisti di Mountain View si lanciarono in iperboli per descrivere le potenzialità del loro dispositivo, molte delle quali effettivamente mantenute, altre meno. Ma, soprattutto, annunciarono una strategia che avrebbe portato ad una serie di dispositivi dei quali il Nexus sarebbe stato il capostipite. A lungo si è vociferato di un fantomatico Nexus Two e molti dei dispositivi presentati negli ultimi mesi sono, di volta in volta, stati presentati con questo titolo salvo poi essere regolarmente smentiti. Ora, a distanza di otto mesi dal suo lancio, Google fa sapere che non ci sarà nessun Nexus Two.
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Del prossimo step evolutivo dell’OS di Mountain View, Gingerbread, se ne parla ampiamente dalla conferenza Google I/O di qualche settimana fa dove, per altro, venne annunciato ufficialmente FroYo. Nonostante quest’ultimo sia disponibile ufficialmente solo per il Nexus One (a parte le versioni preparate dai cuochi) in Google si lavora per rilasciare la nuova versione “Pane allo zenzero” (ma chi li sceglierà i nomi?) nell’autunno di quest’anno. Con una grossa novità: non sarà un OS per tutti.
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Tutti i possessori di iPhone o iPad conoscono benissimo iTunes, con le sue croci ed i suoi dolori; il programma proprietario è l’unica interfaccia (a meno di non volersi rivolgersi ad applicazioni più o meno legali) che permette di comunicare con i dispositivi di Cupertino. Ma, prima ancora di tutto ciò, iTunes è un incredibile player audio/video che, attraverso lo store, permette di scegliere ed acquistare i propri brani preferiti pescando da un data-base di milioni e milioni di pezzi, creato grazie alla collaborazione con case discograficeh, artisti ed etichette musicali. Poteva Google permettere che il mercato rimanesse tutto in mano a Cupertino? Ovviamente no, ed ecco lo studio delle contromosse.
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L’amico Adriano mi ha segnalato che sembra sia possibile acquistare il Nexus One tramite il sito ufficiale Google

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