Nel mondo digitale il tema della privacy assume contorni sempre più importanti. Lo scorso 25 maggio è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (Gdpr). Un rinnovato quadro normativo che impatta in modo importante sulle organizzazioni di ogni dimensione.

La raccolta e il trattamento dei dati sono regolamentati con norme molto più rigide, entrano in campo nuovi principi, l’utente giova di comportamenti più espliciti da parte delle aziende. I cambiamenti, dunque, sono molteplici. E non risparmiano di certo quelli che sono i device più floridi di dati personali: gli smartphone.

Negli ultimi anni la profezia di Steve Jobs, che riteneva lo smartphone il dispositivo cardine della vita digitale, si è avverata in pieno. La app economy è esplosa, il traffico sui siti che arriva da browser mobili è ormai più importante da quello che arriva da desktop. I produttori di smartphone, insomma, rivestono un ruolo chiave nel mondo arzigogolato dei dati personali. E l’adeguamento al Gdpr è una necessità impellente, oltre che un passaggio abbastanza complesso.

Fortunatamente è possibile adottare degli accorgimenti per tutelare la propria privacy ed evitare che possa accadere qualcosa di sgradito. Esistono, infatti, programmi per spiare whatsapp e le sue conversazioni (vedi la guida) ma anche altri programmi che utilizziamo sullo smartphone. Utilizzare un sistema di sblocco sicuro è il primo passo per proteggere la privacy del cellulare. Dal momento che lo smartphone ospita dati sensibili — contatti, appuntamenti, promemoria, cronologia Web e così via — bisogna assicurarsi che nessuno possa accedervi liberamente.

Evita, quindi, sistemi di sblocco poco sicuri (come la sequenza, un metodo che potrebbe essere facilmente intercettato da chi ti sta intorno) e usa un PIN o una password difficile da indovinare. Se lo smartphone prevede la possibilità di effettuare lo sblocco tramite un sensore biometrico, come quello con l’impronta digitale o il riconoscimento del volto, abilitalo: è ancora più affidabile e sicuro.

La lock-screen dello smartphone, ovvero la schermata di blocco in cui vengono mostrati l’ora e le ultime notifiche ricevute, potrebbe rivelare alcune informazioni sensibili. Proprio per questa ragione, è importante nascondere le notifiche dalla lock-screen. Sapevate che collegarsi alle reti wi-fi pubbliche è uno dei peggiori errori che si possa fare? Questo perchè le reti Wi-Fi pubbliche sono notoriamente più vulnerabili agli attacchi informatici e, infatti, i cybercriminali le utilizzano per perpetrare il cosiddetto “sniffing” dei dati.

Se hai la necessità di collegarti a Internet quando sei fuori casa, utilizza la connessione 3G/4G del tuo operatore oppure collegati a una rete Wi-Fi protetta. Un altro importante accorgimento che puoi adottare per salvaguardare la tua privacy è quello di scaricare le app dagli store ufficiali. Prima che vengano pubblicate sugli store, infatti, le applicazioni devono passare un processo di analisi alquanto lungo che ne verifica la sicurezza e, soprattutto, gli eventuali rischi per la privacy degli utenti.

Se utilizzi un smartphone Android, quindi, ti suggerisco di disattivare l’impostazione relativa alle origini sconosciute dal menu Impostazioni sicurezza e di non cedere alla tentazione di scaricare pacchetti apk per installare applicativi che non sono presenti sul Play Store (o che normalmente sono a pagamento).

Se utilizzi un iPhone, invece, evita quelle applicazioni che possono essere installate collegando il telefono al computer o visitando siti Web potenzialmente pericolosi: scarica soltanto le applicazioni pubblicate sull’App Store.

È, inoltre, consigliato leggere con attenzione la policy sulla privacy prima di iscriversi ad un servizio o prima di scaricare un’app. Alcuni servizi, infatti, potrebbero chiedere il tuo permesso per condividere i tuoi dati con terzi non chiarendo in quali casi potrebbero fare una cosa del genere. Se i termini riguardanti la salvaguardia della tua privacy sono fumosi o comunque poco chiari, ti consiglio di orientarti verso altri servizi e altre app similari che garantiscono maggiore attenzione verso la tua riservatezza.

Quando scarichi un’app, inoltre, presta attenzione ai permessi che essa richiede per funzionare correttamente: più è elevato il numero di permessi che devi concedere a un’app, più rischi (potenziali) ci sono per la tua privacy, soprattutto se l’app in questione desidera accedere alla fotocamera del tuo dispositivo, al microfono e ai contatti. Altro consiglio piuttosto banale ma da non sottovalutare è quello di non prestare il proprio smartphone agli sconosciuti. Un crescente numero di utenti, infatti, cade in una trappola alquanto efficace e subdola denominata ingegneria sociale.

Come viene perpetrata questa particolare tecnica? Semplice, il cyber criminale avvicina la sua potenziale vittima e fa leva sui suoi sentimenti per sottrargli il cellulare (ad esempio chiede alla sua vittima di prestargli il cellulare per contattare i suoi familiari). L’utente, pensando di fare una buona azione, cede ben volentieri alla richiesta cedendo il proprio smartphone e il criminale informatico, così, ha via libera per carpire informazioni confidenziali presenti sul cellulare dell’utente o, peggio ancora, per scaricare software-spia e monitorarlo da remoto, senza che questo se ne accorga.

È bene, dunque, stare molto attenti a come si utilizzano gli smartphone per proteggere la propria privacy e stare alla larga da eventuali problemi.

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