Non è più solo una sensazione condivisa tra gli utenti, ora ci sono anche tablelle con dati a dimostrarlo. Il telefonino tradizionale è più efficiente dello smartphone durante una telefonata. Telecom Italia e Vodafone si sono unite in uno studio del fenomeno, mettendo alla prova molti dispositivi vecchi e nuovi, in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni e il dipartimento di ingegneria dell’Università di Ferrara. Continua dopo il salto!

I test si sono svolti nelle principali città delle 20 regioni Italiane, non sono state trascurate autostrade, strade urbane e sub-urbane. Sotto test telefoni e smartphone di tutte le marche: Blackberry, Nokia, Samsung, Apple ecc…

In due veicoli sono stati posizionati 20 dispositivi (10 per veicolo), successivamente da un numero fisso sono state effettuate 150 mila chiamate per ogni coppia di dispositivi (uno con sim Tim l’altro Vodafone), raggiungendo un totale di 7.500 per ogni dispositivo, intanto venivano eseguite le misure per ottenere dei risultati. I due parametri sono: il blocco della chiamata ovvero quante volte non si riesce a prendere la linea, e la caduta della chiamata cioè quante volte questa cade da sola durante la telefonata.

Durato 35 giorni, il test dimostra che gli smartphone presentano un tasso triplo di caduta della connessione rispetto ai loro antenati, e doppio rispetto l’incapacità di avviare la telefonata.

tabella

Citando le parole del direttore delle ricerche Mario Frullone, per la Fondazione Ugo Bordoni:

Ci siamo fatti l’idea che i produttori investono tanto in software per gli smartphone ma poco nell’ottimizzazione della parte radio.

In precedenza da un’altro studio dell’Università Danese di Aalborg e da Strand Consult (noto osservatorio per la telefonia mobile), è stato possibile osservare l’espressione della sensibilità delle antenne, di nove modelli di smartphone espressa in dB/mW; vedendo la potenza minima di segnale  che ogni modello è in grado di ricevere.

I risultati sono deludenti anche qui,  si nota che modelli più recenti come Galaxy S3 ed iPhone 5 non reggono il confronto con i loro stessi predecessori.

I ricercatori sono giunti alla conclusione: il motivo di tale inefficenza deve essere imputato alla pressione competitiva, che spinge i produttori ad accellerare il lancio dei dispositivi prima di adoperarsi per effettuare i test e ottimizzazioni di antenna. Quando possibile, a volte il rimedio arriva via software, aggiornando il firmware del dispositivo. Così facendo si possono sistemare i soli problemi software e non i problemi hardware legati magari al form factor dell’antenna.

Viene confermata l’idea che gli utenti si sono fatti negli anni: gli smartphone sono ottimi per navigare in rete, leggere libri digitali, giocare, guardare un film, usarli come navigatore, ma per telefonare non c’è niente di meglio di un vecchio cellulare.

via Repubblica.it
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